Sofia, la capitale più autentica d’Europa!

Sofia è una delle tappe del mio mini tour in Bulgaria. Per una questione organizzativa la visito durante il mio ultimo giorno di permanenza nel paese, dopo aver esplorato Plovdiv, la Chiesa di Bojana e il Monastero di Rila. Non ho grandi aspettative sulla città, nessuno me ne ha mai parlato con toni entusiastici, ma, come sempre, desidero verificare di persona.
La capitale bulgara presenta un’architettura tipicamente monumentale. Essendo in un paese dell’ex blocco sovietico le sue costruzioni risentono del brutalismo che ha caratterizzato il secondo dopoguerra in queste zone. Le grandi cattedrali ortodosse sono, senza dubbio, i monumenti più rappresentativi a livello storico ed estetico. Il suo lento processo di occidentalizzazione è un aspetto da valutare positivamente.
Mappa delle attrazioni
Sveta Nedelya
La visita inizia da Sveta Nedelya, l’imponente Cattedrale Santa Domenica. Si trova nel centro cittadino, nella piazza che porta il suo nome. Fu costruita nel X secolo, ma ha subito diversi danneggiamenti che hanno reso necessari vari rifacimenti. L’ultimo risale al 1925 quando fu teatro di un attentato da parte del Partito Comunista che la fece esplodere nel tentativo di uccidere il re Boris III. E’ un edificio maestoso che appare ancora più elegante con l’illuminazione serale.

Quadrato della Tolleranza
Nell’area soprannominata il Quadrato della Tolleranza, si incontrano in pochi metri, la già menzionata cattedrale ortodossa, la Moschea Banya Bashi, la Sinagoga Centrale, e la Concattedrale Cattolica di San Giuseppe. A catturare il mio interesse è l’aspetto culturale più che quello architettonico, ossia la presenza di quattro fedi che convivono pacificamente nello stesso spazio. La fede ortodossa è la maggioritaria in Bulgaria, con l’ l’85% della popolazione che dichiara di appartenervi; i musulmani sono circa il 13%, i cattolici l’1%, mentre la popolazione ebraica è oggigiorno quasi assente. Questi ultimi sono stati in Bulgaria protagonisti di un importante evento storico durante la seconda guerra mondiale. Negli anni ‘40 la popolazione ebraica ammontava a circa 48.000 persone. Con l’inizio della seconda guerra mondiale, la Bulgaria si alleò con la Germania nazista, ma il re Boris III impedì che gli ebrei venissero deportati ad Aushwitz e organizzò dei treni per mandarli in Israele, salvandogli la vita.



Statua Santa Sofia
Al centro della piazza si eleva, con i suoi 8,8 metri, la Statua Santa Sofia, un’opera eretta nel 2000, omaggio alla Santa che ha dato il nome alla città. La statua è stata, ed è, oggetto di controversie in quanto il suo abbigliamento succinto non rappresenterebbe realmente un personaggio sacro.

Centro storico di Sofia
L’architettura di tipo stalinista con i suoi blocchi massicci di cemento che si fondono con elementi neoclassici, caratterizza tutti gli edifici governativi del centro storico. Un esempio è l’ex Casa del Partito Comunista che si trova nelle immediate vicinanze della Moschea.

Poi ci sono i resti archeologici dell’antica Serdica, così come la chiamavano i romani, che aggiungono ulteriori elementi al collage urbanistico.

Si sa che gli antichi romani erano attratti dalle sorgenti naturali di acqua e selezionavano i luoghi in cui insediarsi sulla base della qualità della stessa. L’antica Serdica conferma questa regola. Qui sono, infatti, presenti ingenti acque termali che sgorgano da sorgenti sotterranee. Per tale motivo in passato erano presenti anche alcuni centri termali come il Central Mineral Baths. Purtroppo si è deciso di non sviluppare il potenziale di questo settore, al contrario è stato completamente abbandonato, con grande rammarico da parte dei cittadini locali. Rimane un elegante edificio pieno di decorazioni, oggi trasformato in museo.

L’acqua termale, spesso calda, è erogata però gratuitamente attraverso le numerose fontane pubbliche presenti in città, dove la popolazione locale si reca per riempire contenitori da portare nelle proprie case.

Palazzo Presidenziale
Sempre nel centro storico si trova il Palazzo Presidenziale. Ogni ora avviene il cambio della guardia caratterizzato da uno scambio simbolico di una chiave tra chi termina e chi inizia il proprio turno di lavoro. L’evento è accompagnato da una banda militare e con musica di sottofondo.

Palazzo Reale di Sofia
Visitiamo dall’esterno l’ex Palazzo Reale di Sofia, un elegante edificio costruito nel XIX secolo durante il Secondo Impero di Bulgaria con l’obiettivo di renderla una città europea. In questa direzione va la scelta dello stile architettonico neobarocco viennese.

Cattedrale Alexandr Nevskij
La vera icona di Sofia è la Cattedrale Alexandr Nevskij. In stile neobizantino, ultimata ad inizio XX secolo. E’ una delle chiese ortodosse più grandi al mondo, in grado di ospitare più di 10.000 persone. Spiccano la cupola dorata posta a 45 metri di altezza e il campanile che emette un suono udibile anche a lunga distanza. Una curiosità riguarda il fatto che molti bulgari non sappiano chi sia Sant’Alessandr Nevskij. E’ un eroe russo, poi santificato, che prese parte alla guerra russo-turca, alla fine della quale la Bulgaria ottenne l’indipendenza nel 1878.

Basilica di Santa Sofia
Molto meno appariscente, ma sicuramente significativa è la Basilica di Santa Sofia, una struttura bizantina con facciata in mattoni. E’ la seconda chiesa più antica della città e fu grazie a questa basilica che il nome Sofia sostituì il precedente Serdica poiché questo luogo fu il simbolo della grandezza e della potenza dell’Impero Bizantino.

Per concludere
Sofia non può essere considerata una città appariscente né pittoresca. E’ una capitale discreta che racconta la sua storia, continuamente in bilico tra diverse dominazioni e con parentesi di indipendenza. Le testimonianze che ci giungono dal suo passato possono sembrare delle cattedrali nel deserto se non si approfondisce la sua storia. Assumono, invece, una certa coerenza laddove si segue il flusso degli eventi che li ha generati e che ha creato la forte identità nazionale.

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