Cammino Portoghese di Santiago – Il diario giornaliero

Questo è il diario giornaliero delle mie tappe lungo il Cammino Portoghese di Santiago. I borghi, le chiese, i boschi e le amicizie.
La mappa
Da Tui a O’ Porrino (16,1 km)
Giorno 1- 31/05/2025
Il nostro cammino inizia dalla Cattedrale di Tui dove si ritirano credenziali del pellegrino (prezzo 2 euro). E’ un passaporto sul quale far apporre timbri da parte di ostelli, bar, ristoranti, lungo tutta la durata del cammino per attestare la propria presenza sul percorso. Sono necessari almeno due timbri al giorno. Serve anche per accedere agli ostelli municipali che hanno dei prezzi molto bassi, ma noi non ne abbiamo avuto bisogno in tal senso.
Inizia, così, la nostra visita a piedi della Galizia. Tui è una città medievale, strade strette e acciottolate, molto piacevole passeggiarci. Anche la cattedrale merita di farsi guardare, un misto tra stile romanico e gotico che somiglia ad una fortificazione grazie alle torri laterali.

Superato il villaggio iniziamo a percorrere la via XIX romana. La prima parte del percorso attraversa una zona rurale dove sono ben visibili alcuni lasciti romani. E’ la parte più interessante dei 16 km odierni.

Poi inizia un tratto sul ciglio della strada statale fino all’ingresso a O’Porrino. Nei pressi di O’Porrino ci accorgiamo che esiste una variante per arrivare in città. Decidiamo di continuare lungo il percorso ufficiale e ci troviamo per circa 7 km nel bel mezzo di una zona industriale. Uno stradone infinito in cui si vedono solo capannoni. Non vediamo nessun pellegrino in questo luogo, tant’è che ci sorge il dubbio di aver sbagliato strada: le indicazioni ai margini ci rassicurano. Nessun punto di ristoro, né area per riposarsi. Arriviamo in ostello verso le 17.00. Siamo molto stanchi e, sinceramente, anche un pò delusi dal percorso. Scopriremo, poi, che questa è la tappa più noiosa e il meglio deve ancora arrivare. I 16 chilometri di questa tappa sono semplici, non ci sono dislivelli, ottimo per chi deve ancora abituarsi a macinare chilometri.
Da O’ Porrino a Redondela (15,4 km)
Giorno 2- 01/06/2025
Sveglia intorno alle 7.00: sarà così anche nei giorni successivi. E’ bene iniziare a camminare quando il sole non è ancora alto. Anche oggi la nostra tappa è quasi interamente su asfalto anche se si attraversano alcuni boschi. Usciti da O’Porrino è tutta campagna. Uno dei mojones, le pietre che indicano la distanza mancante a Santiago, indica che siamo a 100 km all’arrivo. Parte così il conto alla rovescia!

Incontriamo decine di pellegrini; questo non era successo il giorno precedente perché avevamo iniziato a camminare a mezzogiorno.
Sia i pellegrini che le persone del luogo salutano i passanti con una frase beneaugurante: “buen camino!”. Familiarizzeremo con questo saluto che passo dopo passo diventa fonte di energia. Molti hanno voglia di socializzare e iniziano delle piccole conversazioni. Le domande di rito: da dove vieni? perché fai il cammino? Le motivazioni sono le più diverse, anche se nessuno si sofferma sui dettagli.Il primo stop è a Mos, dopo circa 6 Km. Chi ci aveva superato nelle ore precedenti è qui a riprendere fiato e a rinfrescarsi. Il paesino è allegro e accogliente, addobbato con tappeti di fiori.

Una ripida salita, forse il dislivello maggiore dei 120 km, ci conduce all’interno di un bosco, anch’esso in salita. Alla fine incontriamo alcuni punti di ristoro dove ci fermiamo a pranzare. Inizia poi la ripida discesa verso Redondela, dove arriviamo intorno alle 16.30. Ad accoglierci molti locali che ci salutano con affetto. In città, non troviamo grandi punti di interesse; è un posto vivace, molta gente passeggia lungo il fiume.
Da Redondela a Pontevedra (18,2 km)
Giorno 3- 02/06/2025
Dopo due giornate di adattamento, al terzo giorno entriamo nel vero e proprio spirito del cammino, emozionante sia per il paesaggio che per le sensazioni che si provano.E’ la tappa che cambia il nostro stato d’animo e ci fa sentire parte di una comunità unita da valori come la solidarietà e la semplicità. I primi 7 km, in leggera pendenza, ci portano ad Arcade. Numerosi sono i punti di osservazione dei fiordi galiziani, che vediamo dall’alto.

Percependo il mio cambiamento interiore, inizio anche ad appropriarmi dei simboli del cammino. Compro la conchiglia di San Giacomo da legare allo zaino. E’ un oggetto dal grande valore storico e simbolico: nel medioevo serviva ai pellegrini per mangiare e bere.

Attraversiamo il Ponte Sampaio, costruzione medioevale di origine romana che conserva i suoi 10 archi originari. Una testimonianza vivente del passato giunta fino ai nostri giorni. Nel sottostante fiume Vigo, i bagnanti ne approfittano per rinfrescarsi un po’, visto che la giornata è soleggiata.

I successivi 5 chilometri sono un susseguirsi di borghi medioevali fermi nel tempo, boschi e case di campagna. Quando queste ultime diventano più frequenti, metto a fuoco la presenza di numerosi santuari domestici: alte croci piuttosto che piccoli spazi che sembrano luoghi di preghiera personale, non proprio tipici della tradizione cristiano-cattolica.

Sul cammino ci sono, poi gli altari per le offerte e i desideri, luoghi dove i pellegrini decidono di liberarsi dei loro oggetti. C’è chi dice che questo è il modo di lasciare alle spalle il passato e il dolore per procedere verso l’evoluzione.

Mancano pochi chilometri all’arrivo e ci troviamo di fronte ad un bivio: proseguire sul cammino ufficiale o percorrere la variante che ci porterà a Pontevedra. Optiamo per quest’ultima. E’ un sentiero lungo il Rio Tomza fatto di passerelle in legno e ponti, all’interno di un bellissimo bosco di eucalipti. Ad accompagnare i nostri passi c’è il rumore dell’acqua che scorre accanto a noi. Allunghiamo di un chilometro, ma la natura rigogliosa compensa la nostra fatica aggiuntiva.

Si arriva, finalmente, a Pontevedra, una cittadina con un bel centro storico medievale, dove a spiccare è il Santuario della Virgen de la Peregrina. Posta nella piazza principale della cittadina, ha come caratteristica unica la sua forma a conchiglia.

Da Pontevedra a Caldas de Reis (21,1 km)
Giorno 4 – 03/06/2025
La tappa fino a Caldas de Reis è veramente bella, percorsa quasi tutta all’interno di un bosco di eucalipti. Negli ultimi chilometri si incontrano anche dei vigneti.
Il percorso ci regala diverse chiesette rurali che sorgono in mezzo al nulla. Posti in cui fermarsi per riposare, ma anche per godersi l’energia che il camminare genera.

Non mancano le croci a simboleggiare fede e devozione, ma anche ad offrire protezione ai pellegrini che ricambiano con piccoli doni ed esprimono desideri.

Il percorso è facile anche se i chilometri sono più dei giorni precedenti. Ormai siamo dentro alle dinamiche del Cammino di Santiago e della positività che generano le parole di incoraggiamento reciproche tra i pellegrini. “Buen camino!” stimola ad andare avanti, a non mollare di fronte alle difficoltà. E’ una metafora della vita.
Le facce che incontriamo da 5 giorni si ripetono.; siamo un gruppo che procede autonomamente, ma si incontra nei punti di riposo. Tra un sorriso, una bibita e due chiacchiere giungiamo a Caldas de Reis, una piccola cittadina di 10000 abitanti, famosa per le sue acque termali. Nella piazza centrale si trova la Chiesa di Santo Tomas Becket, un bell’edificio nel centro del paese.

Da Caldas de Reis A Escavitude (24 km)
Giorno 5 – 04/06/2025
Anche questa è una tappa prevalentemente immersa nella natura senza dislivelli. Il percorso termina ufficialmente a Padron, ma noi scegliamo di prolungarlo fino ad Escravitude, in modo da goderci gli ultimi chilometri fino a Santiago di Compostela nell’ultima giornata.
Avvicinandoci a Santiago, si moltiplicano i luoghi di culto e le chiese rurali che, immerse nella natura, impreziosiscono il cammino del pellegrino.

Continuiamo senza intoppi fino a Padron. I passi sembrano più leggeri forse perché si intravede la meta. Le immagini dell’arrivo si moltiplicano nella mia mente e, così, cresce l’emozione. Non avevo immaginato tutto ciò prima della partenza. Arriviamo a Padron verso le 15.30. Facciamo una pausa in un bar e visitiamo la Chiesa di Santiago, in stile neoclassico. Da lontano vediamo anche il Convento do Carme che rimane fuori dal nostro percorso.

Si riparte verso Escravitude, attraversando ancora borghi fermi nel tempo, abitati, ma silenti quasi a non volerci distrarre dal rumore dei nostri passi. Avendo allungato il percorso odierno siamo gli unici due pellegrini per strada. Questo è solitamente l’inizio dell’ultima giornata di cammino e, di conseguenza, la zona è popolata al mattino. Camminare da soli è una novità che rende questo momento più intenso e personale. In meno di due ore arriviamo al Santuario da Virxe di Escravitude. Visto che è quasi sera non riusciamo a vedere l’interno della chiesa. Ci accontentiamo dell’esterno dove l’elemento centrale è una sorgente. La leggenda narra che questa sorgente miracolosa sia alla base della costruzione della chiesa: un uomo bevve dell’acqua e dopo 3 giorni fu guarito dalla malattia di cui era affetto fin dalla nascita.

Da Escravitude a Santiago (18 km)
Giorno 6 – 05/06/2025
La pioggia cade abbondante per la prima volta nell’ultimo giorno di cammino, ma si vede già la Cattedrale di Santiago e questo ci induce ad andare avanti. Le persone del posto ci offrono nuove frasi d’incoraggiamento: “arrivare a Santiago con la pioggia è buon presagio!”. Secondo la tradizione, infatti, la pioggia purifica definitivamente il pellegrino dalle ultime scorie di cui non si è liberato durante il percorso.
Oggi i pellegrini sembrano avere meglio voglia di intrattenersi: sono tutti concentrati verso il traguardo. A mezzogiorno un majones ci dice che mancano meno di 10 km all’arrivo.

A Milladoiro pranziamo e riprendiamo fiato. Mancano 7,5 km. A Rocha Vella, superato un altro ponte antico, i cartelli stradali ci dicono che siamo già dentro Santiago di Compostela.

L’ultimo majones indica che la Cattedrale è meno di 2 km. Inizia un lunghissimo viale che sembra non finire mai, forse per la stanchezza. Vediamo il traffico cittadino, sentiamo i suoni dei clacson e ci fermiamo ai semafori pedonali. Avevamo dimenticato questi aspetti della nostra quotidianità nei cinque giorni precedenti. Ad un certo punto i palazzi moderni lasciano spazio a quelli più datati. E’ l’inizio della zona pedonale del centro storico. Ci siamo, un paio di stradine ed ecco apparire la Cattedrale di Santiago di Compostela, in tutta la sua maestosità, in tutta la sua immensità e il suo splendore. Ho completato il Cammino di Santiago!

Manca, ancora, l’ufficialità. Ci rechiamo, quindi, all’Ufficio del Pellegrino che, in pochi minuti, ci rilascia la Compostela, il certificato che attesta la fine del pellegrinaggio.

Costi per persona
Volo a/r: 97 euro (comprato circa 3 mesi prima della partenza);
Alloggio: 81 euro
Mezzi di trasporto: 60 euro
Pasti: 360 euro
Souvenir: 20 euro.
TOTALE: 618 euro

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