Visitare Zagabria in un giorno

Arrivo a Zagabria come seconda tappa del mio tour nei paesi della ex Jugoslavia. E’ il 1 Gennaio 2026 e visitare Zagabria durante una giornata festiva condiziona la mia visita.
Al mattino è quasi tutto chiuso; la città non si è ancora risvegliata dai festeggiamenti della notte precedente. In compenso è possibile visitarla con calma senza i troppi turisti che la riempiranno da qui a poco.
Ammetto che non avevo mai approfondito la storia della capitale croata, anche perché è una città di cui non si parla molto. Zagabria si trova nella parte interna di questo paese dalla particolare forma a ferro di cavallo, di solito al centro dell’attenzione per le sue spiagge. La città ha origini medievali, sviluppandosi su due colline vicine, ma in conflitto per secoli: Kaptol, centro religioso, e Gradec, centro civile e commerciale.
Mappa delle attrazioni
Parco Opatovina
A Parco Opatovina sono ancora visibili le mura di cinta di Kaptol che mostrano nettamente la separazione tra le due antiche città e le due colline. Originariamente questi erano i giardini del clero, oggi, invece, è un parco che ospita eventi culturali e street art.

Cattedrale di Zagabria
Nell’antica Kaptol, parte est della città, i principali luoghi di interesse sono di matrice religiosa. L’imponente Cattedrale di Zagabria, ufficialmente Cattedrale dell’Assunzione e della Beata Vergine Maria, è il simbolo più riconoscibile della capitale croata. Le sue guglie gemelle, alte 108 metri, sono visibili a lunga distanza e da vari punti della città. Sfortunatamente durante la mia visita erano ancora in ristrutturazione a seguito del terremoto del 2020 che le ha danneggiate. Rimane, anche così, un bel monumento neogotico da visitare. All’esterno i resti delle torri e delle mura difensive, costruite per difendere la cattedrale dalla minaccia delle invasioni ottomane, rendono particolare il contesto in quanto costituiscono un raro esempio di fortificazione intorno ad una chiesa.

Piazza del Mercato di Dolac
A brevissima distanza si trova Piazza del Mercato di Dolac, dove normalmente ha luogo, da oltre 80 anni, il mercato cittadino di prodotti freschi provenienti da tutta la Croazia. Purtroppo, essendo una giornata festiva, non ho potuto assistere a questo colorato e allegro evento. In compenso è stato facile ammirare il mosaico di edifici medievali e modernisti che si alternano lungo il perimetro della piazza. Sullo sfondo emerge l’alta cupola a cipolla della Chiesa di Santa Maria che, con il suo stile barocco, contrasta con la linearità che caratterizza lo spazio.

Cappella di San Disma
Vale la pena recarsi velocemente alla piccola Cappella di San Disma, la prima al mondo dedicata al “buon ladrone”, colui che, accanto a Gesù Cristo sulla croce, riconobbe i propri peccati e si guadagnò il paradiso. E’ una meta di grande valore spirituale e simbolico: al suo interno sono conservati i sandali che Madre Teresa di Calcutta lasciò a Zagabria dopo che un sacerdote le regalò delle scarpe nuove.

Tkalčićeva Ulica
Tkalčićeva Ulica sorge sul letto del torrente che divideva le due città medievali. Oggi è la via pedonale più vivace della città, piena di bar, birrerie e ristoranti. La via risulta architettonicamente interessante grazie alla presenza di edifici dalle facciate colorate, tipiche del secessionismo austro-ungarico.

In passato è stata anche il distretto a luci rosse della capitale croata. Alcune sculture, come la “Donna alla finestra”, sono dislocate sulla via per ricordare quell’epoca.

Porta di Pietra (Kamenita Vrata)
Una breve salita conduce alla Kamenita Vrata, la Porta di Pietra medievale, unica superstite delle antiche fortificazioni intorno a Gradec.

E’ diventata luogo di pellegrinaggio a seguito di un grande incendio del XVIII secolo poiché venne ritrovato, intatto tra le ceneri, un dipinto della Vergine Maria con il Bambino. La Madonna della Porta di Pietra è, così, diventata la protettrice della città e a lei è dedicata una piccola cappella all’interno della porta, dove è esposto il dipinto stesso.

Chiesa di San Marco
Poco più in alto si incontra la famosa Chiesa di San Marco, nel cuore della città alta. Ad attirare l’attenzione è il suo tetto in maioliche colorate; raffigurano gli stemmi medievali della Croazia, della Dalmazia, della Slavonia e della città di Zagabria. Il tetto colorato illumina tutta la piazza, risalta particolarmente nelle giornate di sole ed emerge anche nel buio della sera. E’ certamente un elemento distintivo e l’emblema visivo della città.

Banski Dvori
Al suo fianco c’è il Banski Dvori, un bell’edificio in stile barocco, oggi sede del Governo Croato. E’ un simbolo nazionale anche per la sua storia: nel 1991 fu bombardato dall’aeronautica jugoslava per assassinare i politici croati che volevano l’indipendenza. I leader miracolosamente sopravvissero e questo accelerò il processo d’indipendenza. Rappresenta la continuità amministrativa della Croazia ed è oggi un sito protetto.

Torre Lotrščak
Si arriva in pochi minuti alla Torre Lotrščak, costruita nel XIII secolo per difendersi dalla minaccia delle invasioni mongole. Nel XVII secolo assunse la nuova funzione civica di coprifuoco. Venne installata una campana che suonava ogni sera per annunciare la chiusura delle mura cittadine: chi rimaneva fuori rischiava di essere derubato da malviventi. Svetta proprio in uno dei punti di ingresso della città alta, risultando visivamente più imponente di quanto non sia realmente.

Funicolare
Ai suoi piedi c’è la funicolare di Zagabria, purtroppo chiusa durante la mia visita per lavori di ristrutturazione. E’ iconica poiché è la più corta al mondo, percorrendo appena 66 metri in 64 secondi.
Passeggiata Strossmayer
Da qui inizia Passeggiata Strossmayer, uno dei viali più suggestivi e romantici della capitale croata, da cui è possibile godere di una vista mozzafiato sui tetti della città bassa.

Il viale è palcoscenico di vari eventi cittadini: durante il periodo natalizio sono collocate qui le bancarelle e le installazioni dei mercatini di Natale che rendono l’ambiente allegro e fiabesco.

Tra le installazioni permanenti la Statua di Antun Gustav Matoš, famoso scrittore croato, si nota per la sua originalità; è seduto su una panchina ed un luogo in cui ci si ferma per scattare foto in sua compagnia.

Piazza Ban Jelačić
Una scalinata riporta nella città bassa, dove si trova Piazza Ban Jelačić, il punto di incontro dei cittadini di Zagabria. E’ simbolo dell’unità nazionale e porta il nome di colui che ha guidato la lotta contro l’Ungheria. Il mosaico di stili, che variano dal neoclassico all’art nouveau secessionista, è ben visibile anche qui.

Statua equestre di Ban Jelačić
Ban Jelačić è un simbolo nazionale in Croazia in quanto ha mantenuto viva l’identità e la lingua croata promuovendone l’uso nella vita pubblica contro il tentativo ungherese di sopprimerla. Inoltre ha abolito la servitù della gleba. A lui è dedicata la statua equestre posizionata al centro della piazza. La storia di questa statua è una sintesi del percorso politico della Croazia: fu rimossa nel 1947 quando si instaurò il regime socialista e fu ricollocata nella posizione originaria a seguito dell’indipendenza ottenuta nel 1990.

Per concludere
E’ interessante visitare Zagabria e conoscere la sua storia. Come molte delle capitali dei paesi balcanici, la sua immagine attuale è fatta da pezzi diversi provenienti da svariate popolazioni che si sono insediate nell’area nel corso dei secoli. Anche a Zagabria è necessario prendersi il proprio tempo per interiorizzare questo complesso passato. Contrariamente alle altre capitali balcaniche, dove si percepisce ancora oggi una forte delusione e rancore per gli eventi che furono, Zagabria comunica, invece, benessere e serenità. Il passato non sembra aver lasciato segni che possono impattare negativamente sulla prospettiva ottimistica di un futuro roseo.

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