Chiesa di Boyana e Monastero di Rila

Devo ammettere di essermi recato alla Chiesa di Boyana e al Monastero di Rila solo perché attività fortemente consigliate negli itinerari in Bulgaria, ma di non avere grandi aspettative, considerandole piuttosto due mete commerciali. Mi sono dovuto ricredere. Entrambi sono giustamente dei siti UNESCO, ossia considerati di “eccezionale valore universale” ed entrambi offrono effettivamente elementi artistici e/o architettonici difficili da incontrare in altre parti del mondo.
Chiesa di Boyana
La Chiesa di Boyana si trova nell’omonimo villaggio, a 30 minuti dal centro di Sofia. Fu costruita nel XI secolo, ma gli affreschi interni, che l’hanno resa famosa, risalgono al XIII secolo. Purtroppo non è possibile fotografarli, ma si tratta di opere d’arte di grande valore. La parrocchia fu un importante punto di riferimento per la comunità ortodossa locale durante il periodo ottomano, quando la costruzione di nuovi edifici religiosi non musulmani divenne difficile.
Gli affreschi sono capolavori dell’arte medievale bulgara. Coprono tutte le pareti con 89 scene bibliche che raffigurano la vita dei santi. Una parte di questi affreschi è dedicata alla vita di San Nicola, patrono di Bulgaria. E’ un luogo assolutamente da visitare!

Monastero di Rila
Il Monastero di Rila dista circa 120 chilometri da Sofia. Fu fondato nel X secolo da San Giovanni da Rila, diventando nel tempo il simbolo culturale e spirituale bulgaro. E’ stato più volte distrutto e ricostruito: la struttura attuale è del XIX secolo. Si trova a 1150 metri di altezza.
Dall’esterno sembra più una fortezza che un monastero con alte mura perimetrali di cinta. Questo perché, durante il periodo ottomano, era necessario difenderlo dagli attacchi.

Per lo stesso motivo gli ingressi che conducono all’interno sono di piccole dimensioni.

Superata la porta d ingresso, il contesto cambia in modo repentino. Ciò che sembra dall’esterno un luogo severo, si trasforma irrimediabilmente in un ambiente luminoso e ricco di arte. La Chiesa della Natività domina la corte centrale. Il primo colpo d’occhio cade istintivamente sul colonnato con sei archi che alternano il bianco e il nero creando un effetto estremamente suggestivo. Le montagne sullo sfondo aggiungono armonia a tutto l’ambiente.

Accanto alla chiesa spicca la Torre di Hrelio, l’unico elemento originale dell’antico edificio medievale, così come si evince dalla sua architettura. Un tempo aveva funzioni difensive, mentre adesso ospita celle monastiche.

Avvicinandosi alla chiesa si notano con sempre maggiore chiarezza gli affreschi presenti sulla facciata, rappresentazioni di scene bibliche come l’inferno e la vita dei santi. I colori sono vividi e brillanti. Ciò facilita la decodifica e permette di adempiere alla loro funzione educativa e spirituale. E’ una forma di catechismo per immagini. Storicamente, invece, la scelta cromatica vuole affermare l’identità bulgara nei confronti dei dominatori ottomani.

L’ingresso della Chiesa è piccolo. Qui è posizionato un monaco di guardia che verifica che l’abbigliamento dei visitatori sia consono al luogo. Bisogna, infatti, avere spalle e ginocchia coperte, sono vietate canottiere, pantaloncini e minigonne; non è possibile stare con le mani in tasca e né scattare delle fotografie così come in tutti i luoghi di culto ortodossi. L’interno da solo vale l’intero viaggio: ancora una volta i protagonisti sono i meravigliosi affreschi sulle pareti e sulle cupole, oltre che l’iconostasi, elegantemente decorata con sculture in legno.

Per concludere
Due siti di grande valore che hanno tanto da raccontare, al di là della bellezza dei loro affreschi. Luoghi che offrono una piena immersione nell’identità storica della Bulgaria e ci fanno capire molto di questo popolo.

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