Belfast e la sua dualità storica!

Belfast, la capitale dell’Irlanda del Nord, è una delle tappe che mi incuriosiscono maggiormente durante il mio tour in Irlanda. La motivazione è di carattere storico e sociale: conosco molto bene l’identità degli abitanti della Repubblica d’Irlanda e il loro punto di vista sulle questioni politiche e religiose relative all’isola. Al contrario, non ho mai avuto contatti con nordirlandesi, sebbene possa intuire le loro posizioni. Da questa visita traggo le informazioni mancanti, scoprendo le ragioni dei differenti punti di vista tra le due Irlande.
La storia di Belfast dell’ultimo secolo è piena di momenti drammatici. Ad inizio ‘900, Belfast era una ricca città industriale e navale. Durante la seconda guerra mondiale fu bombardata dai tedeschi in quanto centro strategico dell’industria bellica britannica. Successivamente è stata sede della guerra civile tra cattolici e protestanti: un periodo buio caratterizzato da esplosioni, attentati e violenza. Queste ferite hanno plasmato il popolo nordirlandese con la conseguenza di rendere religione e identità questioni private: i nordirlandesi non parlano del loro credo, né si definiscono Irish o British.
Anche a livello architettonico Belfast mostra i segni della sua storia contemporanea. Accanto ad eleganti edifici in stile vittoriano, simbolo della ricchezza del passato, sorgono costruzioni di tipo industriale che hanno sostituito gli edifici colpiti da guerre e attentati.
Mappa delle attrazioni
Belfast City Hall
Il punto di partenza della visita nella capitale nordirlandese è il Belfast City Hall, il municipio. E’ un edificio imponente in stile barocco con grandi giardini che ospitano il Titanic Memorial e la statua della Regina Vittoria. La sua grande cupola verde rame è un punto di riferimento visivo. E’ il simbolo della prosperità di Belfast di inizio XX secolo.

Cathedral Quarter
Il Cathedral Quarter è l’area storica di Belfast che riflette la sua evoluzione, da centro industriale a polo culturale moderno. Qui si trova la Cattedrale di Sant’Anna, la chiesa più importante della città. La zona è fatta di scorci pittoreschi dove vecchi magazzini sono stati riconvertiti in pub e ristoranti, mantenendo le loro strutture originali.

E’ in quest’area che si incontrano le Belfast Entries, stretti vicoli acciottolati che risalgono al XVIII secolo. Un tempo servivano come ingressi ai magazzini, mentre oggi sono strette vie pedonali.

I Murales di Belfast
Cathedral Quarter si caratterizza anche per la presenza di numerosi murales sulle pareti esterne degli edifici. Si tratta di opere che trattano temi artistici e culturali e si inseriscono nel contrasto di stili architettonici che caratterizza la città.
In generale un’area in cui consiglio di trascorrere del tempo durante la propria permanenza poiché pone a diretto contatto con lo stile di vita locale.

Albert Memorial Clock
Tra i monumento più significativi c’è la Albert Memorial Clock, una torre pendente in stile gotico, eretta per commemorare il principe Alberto, consorte della Regina Vittoria, figura fondamentale per Belfast in quanto le concesse il titolo di città, da cui partì il suo sviluppo monumentale.

The Big Fish
Sulla riva del fiume Lagan incontriamo The Big Fish, una scultura in ceramica di 10 metri, iconica per la città. Il pesce è rivestito da piastrelle che raccontano la storia di Belfast. La statua è simbolo di speranza per un futuro più pulito contrapposto ad un passato industriale e inquinato.

St George’s Market
Dal Venerdì alla Domenica vale la pena fare un salto a St George’s Market, per colazione o pranzo. E’ uno storico mercato con più di 200 bancarelle che risale al 1600. Un insieme di profumi di cibo che si incrociano e stimolano l’appetito. Vengono anche esposti oggetti di artigianato locale come quadri, sculture, maschere e arredamento che permettono di approfondire la tradizione artistica irlandese.

Museo Titanic
Il Museo Titanic non era tra le mie priorità, ma ho voluto dare credito alle recensioni positive che avevo letto. E ne vale sicuramente la pena! Nelle diverse sale si ripercorre la storia del transatlantico, dalla sua costruzione alla messa in mare. Una funicolare interna al museo porta i visitatori all’interno della ricostruzione del cantiere Harland & Wolf. Poi parte il viaggio, e sembra di essere tra i passeggeri grazie ai dettagli presenti nelle sale, come i menù di bordo o gli arredamenti delle cabine. Arriva la notte del tragico incidente, e l’atmosfera diventa sempre più drammatica e inquietante. Le pareti mantengono viva la memoria dei passeggeri con le loro biografie, sia i sopravvissuti che gli scomparsi. Nell’ultima stanza ci sono i reperti, alcuni dei quali recuperati in mare aperto. Un’esperienza altamente immersiva dove sembra di sentire la voce e il battito del cuore di chi era già sulla scialuppa di salvataggio o di chi era in attesa di quella che lo avrebbe salvato. Uscendo dal museo, è necessario qualche minuto prima di realizzare di essere tornati sulla terraferma.

Gru con le scritte H&W
A pochi metri dal museo si possono vedere da vicino le famose gru con le scritte H&W dai nomi dei fondatori dell’industria navale che costruì il Titanic: Edward James Harland e Gustav Willhelm Wolff. Queste due gru gialle sono diventate uno dei simboli di Belfast e ricordano che la città è stata un importante centro di costruzione navale. Nell’accogliente spirito irlandese H&W significa oggi “Hello e Welcome”

Piazza CS Lewis
L’ultimissima tappa è la piazza CS Lewis. Qui sono presenti le statue che rappresentano i personaggi degli scritti del famoso autore delle “Cronache di Narnia”. Una piacevole rappresentazione fantasy anche per i non appassionati del genere.

Per concludere
Belfast, la capitale dell’altra Irlanda del Nord, è una città con un passato complesso e un presente ambiguo, sospeso tra identità irlandese, e britannica. Questa dualità è un fattore affascinante nel quale immergersi attraverso i suoi monumenti e la sua arte contemporanea. Una città che ho amato!

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