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Tokyo, la città dei contrasti

Parco di Ueno - Santuario di Hanazono Inari

Una città dalle dimensioni immense, dove ogni quartiere presenta le sue specifiche attrazioni, la tradizione vive accanto al futurismo e l’antico vicino al moderno. Le attrazioni sono diffuse per la città e in ogni quartiere si possono trovare diversi motivi di interesse in grado di farti viaggiare nel tempo a distanza di poche fermate di metropolitana. E’ la prima tappa del mio tour in Giappone e anche la mia prima volta in Estremo Oriente. Nutro tante aspettative senza, tuttavia, essere focalizzato su specifici aspetti. E forse per questo motivo il viaggio risulta particolarmente stimolante.

Mappa delle attrazioni

Asakusa

Arriviamo la sera e alloggiamo nel quartiere di Asakusa, il quartiere storico di Tokyo. Siamo molto stanchi, ma anche molto carichi e vogliamo subito capire in quale mondo ci troviamo. L’attrazione di Asakusa è il Tempio Buddista Senso-ji, il più antico di Tokyo. Essendo sera i negozi di artigianato locale nell’area sono chiusi; in compenso, possiamo ammirare il tempio con pochi turisti e illuminato dalle lanterne. Ciò lo rende molto suggestivo. Si accede attraverso la porta Kaminarimon, dove è posizionata una lanterna di 700 kg. La leggenda narra che il tempio fu costruito nel 628 d.C. per custodire la statua del Dio della misericordia Kannon, trovata nel vicino fiume Sumida da alcuni pescatori. Alla destra del tempio c’è l’affascinante Pagoda di cinque piani che custodisce le reliquie e le scritture buddiste. Il monumento è quasi ipnotico per la sua bellezza e emana un forte senso di pace.

Tempio Buddista Senso-ji

Torre Skytree

A breve distanza si trova il Fiume Sumida che ci offre una visuale privilegiata sulla Torre Skytree che, con i suoi 634 metri, è la più alta del Giappone. E’ stata inaugurata nel 2012 per migliorare il segnale di trasmissione radio-televisivo, visto che la precedente torre non forniva più prestazioni adeguate a causa dei vicini grattacieli che la ostacolavano. Il suo design combina elementi della tradizione nipponica con l’iper tecnologia che caratterizza gli edifici moderni del paese.

Torre Skytree

Shibuya

Di buon mattino ci rechiamo a Shibuya dove attraversiamo il Shibuya Crossing, l’incrocio più trafficato del mondo, le cui immagini sono spesso copertine simboliche della capitale giapponese. E’ un quartiere vibrante, illuminato dai megaschermi su tutti i palazzi, considerato il fulcro della cultura giovanile, della moda e del commercio.

Shibuya crossing

All’uscita della stazione della metropolitana si trova la Statua di Hachikō, un simbolo di fedeltà nella cultura giapponese. La sua storia è molto bella: questo cane era solito accompagnare il suo padrone alla fermata della metropolitana di Shibuya e andarlo a prendere al rientro. Il padrone morì improvvisamente durante una normale giornata di lavoro e lui continuò ad andare sempre alla stessa ora, tutti i giorni, alla stessa fermata della metropolitana, per i successivi dieci anni.

Statua di Hachikō

Parco Yoyogi

Da Shibuya raggiungiamo a piedi il Parco Yoyogi, il polmone verde di Tokyo, dove la città frenetica si ferma improvvisamente a respirare e a contemplare. 

Attraversiamo a piedi questa immensa foresta urbana fino ad arrivare al Santuario Shintoista Meiji Jingu. È dedicato all’imperatore Meiji che contribuì, tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, a rendere il Giappone un paese moderno. Shintoismo e Buddismo sono in Giappone le due religioni più praticate e sono totalmente sincretizzate, ossia convivono e vengono professate insieme. 

Lo Shiontoismo è la religione autoctona legata al culto della natura e degli antenati. Il Buddismo, importato dalla Cina nel VI secolo, ricerca la felicità attraverso l’illuminazione e la liberazione. 

Il Santuario è immerso nella natura, circondato da più di 100.000 alberi, donati e piantati da volontari. Incontriamo il primo dei tanti Torii, ossia il portale d’ingresso in un tempio Shintoista. Ne vedremo tanti nei giorni successivi. E’ immenso e spettacolare. 

Parco Yoyogi - torii di ingresso

Sul percorso verso il Santuario si incontrano vari tipi di offerte fatte dai devoti all’imperatore. Una delle più originali e curiose è quella dei barili di sakè, bevanda utilizzata per cerimonie religiose.

barili di sakè al Santuario Shintoista Meiji Jingu

Il Santuario è architettonicamente sobrio, ma elegante. Gli edifici sono in legno e i colori dominanti sono il bianco, il nero del tetto e l’oro delle decorazioni. Ciò contrasta con gli accesi colori utilizzati in altri templi buddisti. 

La visita del Santuario di Meiji Jingu richiede circa due ore. E’ un punto di partenza fondamentale per entrare in contatto con la cultura locale e per comprendere il forte legame tra religione e natura che caratterizza questo paese. 

Santuario Shintoista Meiji Jingu

Takeshita Street

Appena fuori dal Santuario si entra in Takeshita Street, una stradina molto caratteristica e colorata per fare shopping o per assaggiare le pietanze locali vendute nei suoi street food. Qui, convivono la tradizione locale con quella globale. Tra boutique stravaganti e street food appariscenti, iniziamo, così, a familiarizzare con gli strani cibi giapponesi, facendo uno spuntino a base di takoyaki, polpette di polpo in pastella.

Takeshita Street

Shinjuku

A Shinjuku ci perdiamo tra i grattacieli illuminati che, man mano che si fa sera, rendono l’ambiente ipnotico! E’ considerata una delle zone più affollate del mondo. Dalla sua metropolitana transitano ogni giorno 3,5 milioni di passeggeri. E’ possibile salire gratuitamente al 45° piano del Tokyo Metropolitan Government Building, da cui si gode di una vista panoramica sulla città.

Shinjuku

Nishi-Shinjuku

Attraversiamo Nishi-Shinjuku, zona dal design futuristico e legata al mondo degli affari. Raggiungiamo il Metropolitan Government Building, le cui terrazze permettono di guardare la città dall’alto. Lungo il tragitto ci imbattiamo in alcuni ciliegi in fiore: non è più la loro stagione, visto che la fioritura è stata almeno tre settimane prima, ma rimangono ancora gli ultimi alberi dalle foglie rosa che rendono Tokyo affascinante e accogliente.

Nishi-Shinjuku

Tsukiji Outer Market

La terza giornata a Tokyo inizia con una visita al Tsukiji Outer Market, quello che è stato il mercato del pesce più grande del mondo. La parte interna è stata trasferita, ma quella esterna è ancora lì, dove nacque nel 1935. Qui si possono trovare e provare tantissime varietà di sushi nei diversi negozi all’aperto. Oltre al pesce, vengono venduti anche oggetti legati al mondo della pesca o dell’artigianato locale.

Tsukiji Outer Market

Ginza

Percorriamo poi Ginza, il quartiere storico del lusso che ospita gli store dei più importanti marchi internazionali. Non ho trovato questo quartiere particolarmente autentico, al contrario molto simil-europeo. Per questo motivo risulta una delle tappe meno interessanti della città.

Odaiba

Odaiba è un’isola artificiale dall’architettura futuristica. Tra i punti di interesse spiccano la sede di Fuji tv, a forma di sfera d’acciaio, il Rainbow Bridge che collega questo quartiere al centro di Tokyo, e la Statua di Gundam, in metallo e alta venti metri.

Odaiba

Parco di Ueno

La vera chicca della giornata è il Parco di Ueno che considero la parte più piacevole di Tokyo. E’ uno dei più antichi del Giappone e, con il suo aspetto malinconico, è una tappa meravigliosa in ogni stagione. Ancora di più se lo si visita quando i Ciliegi sono in Fiore. Non è il nostro caso, anche se ne troviamo diversi che presentano ancora le iconiche foglie rosa, residuo della fioritura avvenuta solo qualche settimana prima del nostro arrivo. 

Parco di Ueno

La natura è qui la protagonista, ma non è il solo aspetto di interesse. Il Santuario di Hanazono Inari, con la sua fila di torii rossi, emana una bella energia, lieve e positiva.

Parco di Ueno

Il Santuario Ueno Toshogu è, invece, un esempio di un’architettura elegante e ricca, grazie alle decorazioni in oro e ai complessi intagli presenti sulla facciata.

Parco di Ueno

Akihabara

Verso sera ci dirigiamo ad Akihabara, l’area di Tokyo conosciuta per la grande concentrazione di negozi di manga, elettronica e videogiochi: un insieme di luci e colori creata dalle insegne degli enormi centri commerciali tematici. Un posto estremamente affollato, interessante da visitare, ma in cui non trascorrere troppo tempo. Un esempio dei contrasti del Giappone, fatto di luoghi caotici accanto ad altri rilassanti e meditativi.

Akihabara

Per concludere

Tokyo è un insieme di emozioni frammentate che si rinnovano e cambiano ogni volta che si gira l’angolo. Difficile mantenere lo stesso stato d’animo dalla mattina alla sera, ma più spesso da un’ora all’altra. Si passa da luoghi affollati ad altri estremamente riflessivi e rilassanti, dalla storia dell’antico Giappone alla proiezione al futuro, dall’orientamento sfrenato al business ad una dimensione più intima e familiare. Tutto ciò avviene in maniera repentina senza che le emozioni trovino il tempo di sedimentarsi!

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