Tre giorni a Marrakech

Vado a Marrakech a febbraio per trascorrere tre giorni, attratto dalle descrizioni positive di chi c’era già stato e da un biglietto aereo molto economico.
La durata del soggiorno è sufficiente per visitarla; è piccola e si gira a piedi.
La città è piena di turisti; tra le sue strade si sente parlare prevalentemente italiano e francese.
E’ sicura, sebbene le persone del posto risultino spesso insistenti e invadenti. Bisogna evitare in tutti i modi di intrattenersi con loro più del dovuto per evitare spiacevoli situazioni che finiscono con la richiesta di denaro per servizi fantasiosi e non richiesti.
Piazza Jamaa el Fna
Il cuore della città è la celebre Piazza Jamaa el Fna, dichiarata patrimonio dell’UNESCO nel 1985. E’ il primo approccio con Marrakech e la sua gente. Le bancarelle espongono di tutto, e i venditori offrono i loro prodotti. Veniamo attratti dagli incantatori di serpenti che con un flauto scandiscono i movimenti dei rettili. E’ possibile farsi mettere il serpente intorno al collo per scattare una foto: ovviamente il prezzo va contrattato in anticipo per evitare di essere rincorsi con il cobra in mano!

La Medina
Iniziamo il nostro tour in compagnia di una guida che ci mostra i luoghi autentici e lo stile di vita della città. Ci spiega che in Marocco è obbligatorio contrattare: non farlo è una forma di offesa. La proposta di partenza deve essere mediamente la metà del prezzo dichiarato dal venditore. Iniziamo il giro dalle botteghe di pittura e di ceramica che espongono vasi, piatti e ciotole finemente decorate e dai colori vivaci.

Nei negozi di restauro di mobili ci vengono spiegate le tecniche artigianali utilizzate; sono prodotti ricchi di intagli e mosaici e utilizzano materiali come il legno di cedro e i tessuti tradizionali.

La guida ci porta poi in un hammam pubblico tradizionale, un luogo autentico e non turistico dove proviamo questa esperienza in compagnia di persone del luogo, utilizzando strumenti rudimentali quali le ciotole e i secchielli per versarsi l’acqua addosso.
Non manca, ovviamente, il negozio di tappeti, simbolo dell’artigianato berbero. Sono molto belli, colorati e pieni di dettagli iconografici. Casco nella trappola del venditore che mi chiede quale mi piace di più. Il mio preferito ha un prezzo base di 800 euro, lui mi chiede di fare un’offerta. Io, per non tirare a lungo la discussione, offro 150 euro, sperando di chiudere ogni discorso senza alcuna negoziazione. Non è così e devo letteralmente arrampicarmi sugli specchi per evitare di tornare a casa con un nuovo oggetto voluminoso!
Infine entriamo in un negozio di prodotti naturali dove il proprietario ci spiega a lungo il tipo di lavorazione e i benefici dei suoi prodotti. C’è di tutto: cosmetica, creme, caramelle per il mal di gola, ecc… Alcuni di questi prodotti sono fatti con foglie d’aloe e di argan, piante endemiche del Marocco e importanti per l’economia locale. Li proviamo e, alla fine, spendo 50 euro.

Place des Epices
All’interno della Medina giungiamo a Place des Epices, uno dei suoi posti più caratteristici. Rispetto alle vie percorse, chiuse e claustrofobiche, questo è un luogo aperto e arieggiato dove penetra anche la luce del sole. La piazza è circondata da case basse; le botteghe sono posizionate al centro e vendono soprattutto borse e cappelli in paglia.

Moschea di Koutoubia
Usciti dalla Medina facciamo un salto alla Moschea di Koutoubia, a 300 metri dalla piazza centrale. Come tutte le moschee della città, l’accesso non è consentito ai non musulmani. Dall’esterno appare elegante, la facciata mostra decorazioni scultoree sulle pareti che sembrano dei ricami.

Palazzo El Bahia
Tra i monumenti cittadini Palazzo El Bahia è sicuramente uno dei capolavori che merita di essere visto! Fu fatto costruire dal Visir Si Moussa (consigliere del sovrano) e ampliato dal figlio per viverci con le 4 mogli e 24 concubine. Si contano oltre 150 stanze che si affacciano su diversi cortili e giardini, ognuno con una specifica funzione. Le decorazioni sui tetti, le porte e i pavimenti sono eleganti e pieni di dettagli, senza risultare mai eccessive.

Palazzo El Badi
Palazzo El Badi fu fatto costruire alla fine del XVI secolo dal sultano Ahmed al-Mansour per commemorare la sconfitta dei portoghesi. Attualmente è in rovina, ma gli elementi decorativi sopravvissuti lasciano facilmente immaginare il lusso che regnava in questo luogo.

Le Tombe Saadiane
Le Tombe Saadiane sono il mausoleo della famiglia del sultano Ahmad al-Mansur. Gli interni sono particolareggiati e, nelle parti esterne, i giardini appaiono rigogliosi. L’ambiente trasmette un forte senso di serenità e contemplazione.

Deserto di Agafay
Il Deserto di Agafay dista circa 40 chilometri da Marrakech. Lo esploriamo in quad. Il paesaggio è lunare. Sullo sfondo si vedono le catene montuose che lo circondano e creano intensi contrasti cromatici con i colori ocra e marrone della superficie. La vegetazione è sparpagliata un po’ ovunque e senza regolarità. Questi elementi lo rendono diverso dall’immaginario comune di deserto.

Qui vivono popolazioni berbere con una loro specifica cultura, sparse in piccoli villaggi. Incontriamo alcune persone autoctone durante il pranzo quando alcuni artisti locali ci intrattengono con musicalità e suoni della loro tradizione.

Per concludere
Un viaggio semplice, leggero e piacevole. Una città dove trascorrere qualche giorno per uscire dalla routine, o, perchè no, per fare shopping di particolari prodotti locali.

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