Le principali attrazioni di Istanbul

In questo post descrivo le principali attrazioni di Istanbul.
La prima volta ad Istanbul, a Giugno 2019, non è stata come me l’aspettavo. Avevo posto l’accento solo sugli aspetti meno entusiasmanti della città, come il caos e il caldo, non riuscendo a cogliere l’essenza dell’antica capitale dell’Impero Ottomano. E proprio per questo, non era tra i luoghi in cui desideravo tornare.
A Novembre 2025 organizzo un viaggio in Cappadocia e il piano voli prevede uno stop over di due giorni a Istanbul. E così mi ritrovo nuovamente immerso nella città dei due mondi, cogliendone gli aspetti che in precedenza mi erano completamente sfuggiti e rovesciando il mio giudizio.
Mappa delle attrazioni
Crociera sul Bosforo
La visita di Istanbul non segue un percorso definito a priori. Si può iniziare da una parte o dall’altra della città a secondo di come si riesce ad organizzare il proprio tempo. Se si arriva nel pomeriggio una buona idea è quella di cominciare dalla Crociera sul Bosforo, lo stretto che collega il Mar Nero e il Mar di Marmara, il confine naturale tra continente europeo e asiatico. E’ lungo 30 chilometri e la sua larghezza varia dai 500 metri ai 3 chilometri a secondo dei punti.
Le crociere partono da diversi moli, quello più vicino alla parte storica di Istanbul è Eminönü. Ne esistono varie, noi scegliamo quella breve della durata di un’ora e mezza.

La navigazione offre una prospettiva unica sulla città: al di là dell’emozione di trovarsi a cavallo tra due continenti, infatti, è possibile ammirare, uno dopo l’altro, eleganti palazzi e vari punti di interesse. Si percorrono circa 30 chilometri fino al Ponte Fatih Sultan Mehmet, uno dei tre che collega Europa e Asia e che, per questo, ha un forte valore simbolico.

Il tramonto è uno dei momenti più suggestivi della giornata ed è quindi consigliato. I colori cangianti del cielo valorizzano le bellezze naturali e monumentali presenti sulle due sponde, sui due continenti.

Per approfondire la crociera sul Bosforo clicca qui!
Mercato delle Spezie
Di ritorno ad Eminönü, l’ideale è fare un salto al Mercato delle Spezie, un bazar storico di Istanbul dove è possibile vivere una vera e propria esperienza sensoriale grazie ai profumi e agli odori dei prodotti esposti nei suoi negozi. Viene considerato un luogo autentico in quanto i residenti si recano qui per le loro spese. Si possono trovare spezie, dolci tipici, frutta secca, infusi di vario genere, miele, saponi naturali, ecc…
Se pensate che sarà facile trovare gli stessi prodotti in altri mercati di Istanbul o della Turchia, devo sfortunatamente deludervi! Io ho valutato i prezzi particolarmente alti e ho pensato che sarebbero stati più economici nelle tappe successive. Purtroppo non è stato così e rimane il rammarico di non aver portato a casa tanti prodotti tipici!

Gran Bazar
Facciamo poi un salto al Gran Bazar. Attenzione a programmare bene la visita in quanto la domenica è chiuso! E’ un mercato al coperto molto antico, nato nel 1455 per volere del sultano Maometto. Inizialmente era formato da due edifici che vendevano tessuti e gioielli. Nei secoli si è sviluppato fino ad arrivare alla conformazione attuale, oltre 60 strade e 4.000 negozi di varie categorie merceologiche: spezie, tappeti, ceramiche, ecc… ogni giorno ospita oltre 250.000 visitatori. Passeggiare tra le strade del Gran Bazar è un’esperienza che rivela l’autenticità di Istanbul e permette di cogliere lo stile di vita dei suoi abitanti.

Moschea Blu
Nella zona di Sultanahmet, una di fronte all’altra, ci sono i principali monumenti cittadini. Il più simbolico è, ovviamente, la Moschea Blu. La sua importanza è legata alla sua bellezza architettonica e al simbolismo che la collega alla potenza ottomana. Fu fatta costruire nel XVII secolo dal sultano Ahmed I. Blu è il colore delle oltre 20.000 piastrelle che decorano i suoi interni. A renderla unica è la fusione di elementi islamici con motivi bizantini. Ciò riflette l’anima culturale di Istanbul, crocevia tra Occidente e Oriente.
Entriamo dall’ingresso sud, quello dedicato ai visitatori, in quanto quello centrale è riservato esclusivamente ai fedeli.

Nel vasto cortile che si apre al suo interno è posta una fontana esagonale. Lungo il perimetro corre il porticato. Le strutture per le abluzioni sono sparse un po ‘ ovunque.

L’interno è sontuoso grazie alla presenza di numerosi elementi architettonici di pregio. La cupola centrale, alta 3 metri e sostenuta da pilastri, è uno degli elementi ereditati dall’architettura bizantina. Grandi finestre decorate sono presenti su tutti i lati e, insieme ai sontuosi lampadari, garantiscono la luminosità dell’ambiente. E’ un gioiello architettonico che deve essere assolutamente visitato.

La prospettiva esterna non è da meno, risultando persino valorizzata nelle ore notturne, grazie all’illuminazione. La presenza di 6 minareti è rara nelle moschee e, infatti, la Moschea Blu è seconda solo a quella della Mecca per numero. Ciò rappresenta il desiderio di potenza e l’ambizione del sultano Ahmed I.

Santa Sofia
Facciamo pochi passi per raggiungere Santa Sofia, struttura con 1500 anni di storia che ci raccontano i cambiamenti al potere a Costantinopoli: fu, infatti, costruita come cattedrale cristiana dai bizantini, trasformata in moschea, poi in museo e, dal 2020 convertita nuovamente in moschea con decreto ministeriale. La sua estetica sintetizza la sua storia. La struttura a pianta quadrata con navate e la grande cupola sono tipici dell’architettura bizantina. L’aggiunta dei minareti è, invece, di derivazione ottomana.

Gli ottomani coprirono molte delle decorazioni bizantine interne alla basilica in quanto rappresentavano figure umane che non sono ammesse nei luoghi sacri islamici. La scelta di coprire piuttosto che distruggere fu una modalità per affermare la nuova dominazione, lasciando presenti i segni del passato. Oggi questo ci permette di poter ammirare l’arte bizantina originaria della basilica: gli affreschi e i mosaici sono stati riportati alla luce dai recenti restauri.

Durante la nostra visita Santa Sofia era in fase di ristrutturazione, pertanto non abbiamo potuto esplorarla interamente, ma la commistione di culti è un aspetto evidente, affascinante e originale che emerge appena si mette piede in questo luogo.
Cisterna Basilica
Pochi passi più in là c’è la Cisterna Basilica, una riserva d’acqua costruita nel VI secolo dall’imperatore Giustiniano per rifornire il Grande Palazzo di Costantinopoli. Oggi si può camminare sulle passerelle sopraelevate che attraversano le oltre 300 colonne perfettamente integre: l’atmosfera interna è suggestiva.

Topkapi Palace
Topkapi Palace è stata la residenza dei sultani ottomani per oltre 4 secoli fino al 1856. In seguito alla dissoluzione dell’impero nel 1924 è stato trasformato in museo.
La porta imperiale è solo il preludio della maestosità che regna al suo interno: un grande arco con intagli elaborati e scritture; da qui si accede al primo cortile, l’unico aperto al pubblico e usato per le cerimonie ufficiali.

Un po ‘ più in là, la Porta di Saluto, dominata da alte torri laterali, conduce al secondo cortile dove sono presenti vari edifici istituzionali come la Sala del consiglio e la Tesoreria. In questa area si trovano anche le cucine, le stalle e le caserme.

La parte più bella del Palazzo è senza dubbio l’Harem, ossia la residenza del sultano e della sua famiglia. Si compone di oltre 300 stanze ed è separato dal resto degli edifici; ogni sezione dell’harem, inclusi i numerosi cortili interni, aveva funzioni specifiche ed era destinata a ben definite personalità che frequentavano il palazzo: mogli, concubine, figlie, enouchi. La figura più importante del palazzo era la madre del sultano che amministrava e gestiva le politiche interne all’Harem. E’ un ambiente molto affascinante sia da un punto di vista sociale che architettonico. La vita all’interno dell’Harem era caratterizzata da un sistema di gerarchie e regole sociali. Le donne, per esempio, vivevano recluse all’interno del palazzo, ma ricevevano una raffinata educazione attraverso la quale tentavano di scalare la gerarchia di preferenze del sovrano.
Girando tra le stanze ad attirare l’attenzione sono le piastrelle di Iznik, decorate a mano con motivi floreali e geometrici. Sono presenti in quasi tutte le stanze attribuendone ad ognuna una personalità diversa.
La visita dell’intero palazzo richiederebbe un’intera giornata, tuttavia tre/quattro ore possono essere sufficienti per farsi un’idea del posto e rimanere coinvolti dal suo fascino storico e culturale.

Per concludere
Bisogna prendersi il proprio tempo per esplorare Istanbul ed entrare in sintonia con la sua storia secolare e la sua cultura. Una volta che ci si abbandona al suo ritmo e si entra in sintonia con questa città, piena di storia e tradizioni, si vive un’esperienza unica e multisensoriale che rimane nella memoria a lungo.

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