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Visitare Matera: la città dove Cristo è finalmente arrivato!

Visitare Matera: la città dove Cristo è finalmente arrivato!

Desideravo visitare Matera da molto tempo. Non solo per la sua bellezza unica, ma per la sua storia: quella città dove, parafrasando Carlo Levi, Cristo è finalmente arrivato.

Quando Levi fu mandato in esilio in Basilicata nel 1935, a causa delle sue idee antifasciste, si trovò davanti a una realtà che lo segnò profondamente. Nel suo libro più celebre, Cristo si è fermato a Eboli, racconta una terra dimenticata dallo Stato e dalla modernità, descrivendo Matera come un luogo sospeso nel tempo, dove la vita scorreva in condizioni durissime.

Nei Sassi, le antiche abitazioni scavate nella roccia, intere famiglie vivevano senza acqua corrente né riscaldamento, spesso condividendo gli spazi con gli animali. Le condizioni igieniche erano precarie e i bambini crescevano tra malaria e denutrizione. Un quadro crudo, quasi irreale, che però rappresentava la quotidianità.

La pubblicazione del libro ebbe un impatto enorme, portando finalmente l’attenzione nazionale su questa realtà. Le visite di Palmiro Togliatti nel 1948 e di Alcide De Gasperi nel 1950 confermarono la gravità della situazione descritta da Levi.

Fu così che nel 1952 lo Stato intervenne con una Legge Speciale: circa 17.000 persone furono trasferite con la forza dai Sassi ai nuovi quartieri costruiti fuori dal centro storico. Le abitazioni vennero murate per impedire il ritorno, e quella che per secoli era stata una città viva si trasformò lentamente in un luogo abbandonato, quasi irreale. Per anni, i Sassi rimasero una città fantasma.

Bisognerà aspettare gli anni ’80 per assistere a una svolta. Nel 1986 iniziano i primi interventi di recupero: lo Stato finanziò il restauro e consentì ai privati di tornare ad abitare queste antiche dimore, a patto di rispettarne l’identità. Fu l’inizio di una rinascita lenta ma inarrestabile.

Il riconoscimento arriva nel 1993, quando i Sassi di Matera vengono dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Ma è nel 2014 che Matera compie il suo vero salto: la nomina a Capitale Europea della Cultura 2019.

Da quel momento, la città cambia volto. I visitatori aumentano, nascono hotel e ristoranti ricavati nella roccia, e Matera si afferma come una delle destinazioni più affascinanti d’Italia.

Oggi passeggiare tra i Sassi significa attraversare secoli di storia, ma anche assistere a una straordinaria rinascita. Un luogo che da simbolo di arretratezza e abbandono è diventato un esempio unico di riscatto, capace di incantare chiunque lo visiti.

Mappa della attrazioni

Sassi di Matera

Quando si parla dei Sassi di Matera, ci si riferisce in realtà a due antichi rioni: il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano, i primi nuclei abitativi della città. Entrambi sono stati scavati direttamente nella roccia che costeggia un profondo canyon, creando un paesaggio unico e quasi surreale.

Quella roccia, comunemente chiamata “tufo”, è in realtà calcarenite: una pietra di origine marina. E basta osservare da vicino le pareti di una casa nei Sassi per rendersene conto. Tra le superfici porose si possono ancora trovare piccoli frammenti di conchiglie e resti di organismi marini, come tracce di un passato lontanissimo.

Anche la formazione del canyon racconta una storia affascinante. Circa due milioni di anni fa, l’area di Matera era il fondale di un mare poco profondo. In seguito ai movimenti tettonici, questo antico fondale è emerso, dando origine all’attuale Altopiano della Murgia.

Con il tempo, i corsi d’acqua hanno iniziato a scorrere in superficie e, trovando una roccia tenera e friabile, hanno scavato solchi sempre più profondi, modellando il canyon e creando pareti ripide e spettacolari.

Ed è proprio in questo ambiente che l’uomo ha imparato ad adattarsi, trasformando le grotte naturali in abitazioni. Un esempio straordinario di integrazione tra natura e presenza umana, che rende Matera un luogo davvero unico al mondo.

Sassi di Matera

Piazza Vittorio Veneto

La visita di Matera inizia da Piazza Vittorio Veneto, il cuore pulsante cittadino. La sua conformazione attuale risale al XVIII secolo, quando le famiglie più agiate di Matera iniziarono a costruire sulla parte più pianeggiante del territorio al fine di vivere in spazi più ariosi rispetto alle grotte.

E’ il punto di riferimento per i materani, considerato il punto zero della città moderna.

Sulla piazza si affacciano diversi edifici in stile barocco e neoclassico. Tra questi, il Palazzo dell’Annunziata, nato come convento di clausura e oggi adibito a polo culturale, colpisce per la sua maestosità e per la sua bella facciata. 

Palazzo dell’Annunziata a Piazza Vittorio Veneto

Sul lato che guarda verso i Sassi, non ci sono edifici, ma tre ampie balconate, attraverso le quali la città moderna dialoga visivamente con l’abisso dei Sassi sottostanti.

vista dai balconi di Piazza Vittorio Veneto

Cisterna del Palombaro Lungo

Proprio sotto Piazza Vittorio Veneto, si nasconde un luogo sorprendente: il Palombaro Lungo, autentico capolavoro di ingegneria idraulica.

Scavata interamente nella roccia, questa enorme cisterna è una delle più grandi d’Europa e poteva contenere fino a cinque milioni di litri d’acqua. Un’opera straordinaria, soprattutto se si pensa al contesto in cui è stata realizzata.

In origine, il sistema idrico della città era costituito da numerose piccole cisterne, che raccoglievano sia l’acqua piovana sia quella proveniente da una sorgente naturale poco fuori dall’abitato. 

Nel XIX secolo queste cisterne vennero collegate e ampliate, dando vita a un unico grande serbatoio: il Palombaro Lungo, cuore pulsante dell’approvvigionamento idrico cittadino.

Con l’arrivo dell’acquedotto moderno all’inizio del Novecento, però, la cisterna perse progressivamente la sua funzione. Venne svuotata, abbandonata e, col passare del tempo, completamente dimenticata, fino a scomparire sotto la pavimentazione della piazza.

La sua riscoperta avvenne quasi per caso nel 1991, durante i lavori di rifacimento della piazza. Da allora, questo incredibile spazio sotterraneo è tornato a vivere, diventando una delle testimonianze più affascinanti dell’ingegno e della capacità di adattamento degli abitanti di Matera.

Fontana Ferdinandea

Sul lato opposto della piazza si trova la Fontana Ferdinandea, che un tempo rappresentava il punto di erogazione pubblica dell’acqua proveniente dalla cisterna sotterranea.

Realizzata in elegante stile neoclassico, questa fontana segnava un piccolo ma significativo passo verso la modernità. Era qui che le donne venivano a riempire le anfore, mentre gli animali trovavano un punto sicuro per abbeverarsi, senza dover più ricorrere ai pozzi o a sistemi più rudimentali.

Fontana Ferdinandea

Palazzo del Sedile

Camminando verso il cuore storico di Matera, ci si imbatte nel Palazzo del Sedile, l’antico municipio cittadino.

Costruito nel 1540, questo edificio monumentale rappresentava molto più di una semplice sede amministrativa. Era il simbolo di una città che voleva affermare la propria identità e il proprio prestigio, dimostrando di non essere soltanto una realtà povera e rupestre, ma anche un centro nobile, organizzato e culturalmente vivace.

Palazzo del Sedile

Palazzo Santoro

Poco più avanti si incontra il Palazzo Santoro, uno degli edifici Liberty più eleganti della città.

Costruito all’inizio del Novecento, rappresenta perfettamente l’ascesa di una nuova borghesia urbana, desiderosa di distinguersi e di vivere in ambienti moderni e confortevoli. Le sue linee raffinate e lo stile architettonico segnano un netto contrasto con il paesaggio dei Sassi sui quali si affaccia.

È proprio in questo contrasto che si legge chiaramente la stratificazione sociale di Matera: mentre una parte della popolazione continuava a vivere nelle case-grotta, in condizioni difficili, un’altra poteva permettersi abitazioni spaziose, luminose e dotate di tutti i comfort.

Palazzo Santoro

Cattedrale di Santa Maria della Bruna e di Sant’Eustachio

A dominare la città dall’alto è la Cattedrale di Santa Maria della Bruna e di Sant’Eustachio, simbolo della parte più antica e solenne di Matera.

Sorge sulla Civita, lo sperone roccioso più antico e più elevato, in una posizione strategica che le permette di essere visibile da ogni angolo della città. Costruita nel XIII secolo, presenta all’esterno un elegante stile romanico pugliese, mentre l’interno rivela una ricca decorazione barocca, frutto di interventi successivi.

Il suo valore non è solo architettonico: la cattedrale rappresenta anche un punto di incontro simbolico tra mondi diversi: unisce spiritualmente chi viveva nei palazzi della città alta e chi abitava nei Sassi, tra contadini e nobili, tra ricchezza e povertà.

Questo legame si riflette anche nei materiali: la chiesa è costruita con la stessa calcarenite dei Sassi, la pietra che per secoli ha ospitato la vita più umile, ma qui lavorata e decorata con raffinatezza, proprio come nelle dimore delle classi più agiate.

Cattedrale di Santa Maria della Bruna e di Sant'Eustachio

Piazza Duomo

Oltre alla cattedrale, Piazza Duomo regala una delle viste più scenografiche sul Sasso Barisano, permettendo di coglierne a colpo d’occhio la struttura fatta di vicoli intricati, scale improvvise e continui saliscendi. Un vero labirinto di pietra che racconta secoli di vita e adattamento.

Vista da Piazza Duomo

La piazza è incorniciata anche da eleganti palazzi nobiliari, un tempo dimora delle più alte autorità cittadine. Le facciate imponenti, i balconi in ferro battuto e le decorazioni raffinate contribuiscono a creare un’atmosfera distinta.

Palazzi di Piazza Duomo

Scalinata Pascoli

Addentrandosi tra i Sassi, si incontra una suggestiva scalinata che racconta il legame tra Giovanni Pascoli e Matera.

Il poeta visse qui per circa due anni, insegnando presso il liceo classico cittadino. L’esperienza materana lo segnò profondamente: non fu un periodo semplice, ma la città riuscì comunque a lasciargli un ricordo intenso e duraturo.

Oggi, Matera gli rende omaggio con la Scalinata Pascoli, un percorso a gradini che collega Piazza Duomo al Sasso Caveoso.

Lungo questa scalinata, su alcuni gradini e pareti, si possono leggere le sue parole dedicate alla città, intrise di poesia e malinconia:

Delle città in cui sono stato, Matera è quella che mi sorride di più, quella che vedo ancora meglio, attraverso un velo di poesia e di malinconia.

Un pensiero che racchiude perfettamente l’anima di Matera: intensa, contraddittoria e profondamente suggestiva.

Scalinata Pascoli

Chiesa Rupestre di Santa Maria di Idris

Dalla Scalinata Pascoli lo sguardo viene subito catturato da una delle immagini più iconiche della città: la Chiesa di Santa Maria de Idris, che svetta su un imponente sperone roccioso.

Interamente scavata nella pietra, questa chiesa rupestre sembra emergere naturalmente dalla roccia stessa. Solo la facciata e il campanile sono stati aggiunti in un secondo momento, mentre il resto dell’edificio è frutto di un lungo lavoro di scavo iniziato nel XII secolo e proseguito per diversi secoli.

Il risultato è un luogo sospeso tra natura e architettura, dove il confine tra costruito e scavato si dissolve completamente.

La vista da qui è semplicemente straordinaria: uno scorcio altamente scenografico che racchiude tutta l’essenza di Matera.

Chiesa Rupestre di Santa Maria di Idris

Parco della Murgia

Dal Sasso Caveoso si apre una vista mozzafiato sul canyon della Gravina e sul Parco della Murgia.

Qui il paesaggio diventa puro spettacolo: il grigio della pietra si intreccia con il verde intenso della vegetazione, creando un contrasto visivo potente e affascinante. È un equilibrio delicato, quasi simbolico.

Da un lato, si percepisce tutta la fatica dell’uomo nel modellare un ambiente difficile, scavando la roccia e adattandosi a condizioni estreme. Dall’altro, la natura continua a imporsi con la sua presenza, selvaggia e dominante, ricordando quanto questo territorio resti, ancora oggi, profondamente autentico.

Parco della Murgia

Casa Grotta del Casalnuovo

All’interno del Sasso Caveoso, vale davvero la pena visitare una casa-grotta per comprendere fino in fondo le descrizioni di Carlo Levi nel suo celebre romanzo.

Tra le più autentiche c’è la Casa Grotta del Casalnuovo, un luogo che restituisce con grande forza la durezza della vita nei Sassi.

In un’unica stanza scavata nella roccia convivevano anche dieci persone, insieme agli animali: il mulo, il maiale e le galline. In fondo all’ambiente si trovava la stalla, la cui presenza era fondamentale per il calore durante l’inverno, ma contribuiva allo stesso tempo a rendere l’aria pesante, quasi irrespirabile.

All’interno della casa è visibile anche una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, unica fonte idrica per la famiglia. Un sistema ingegnoso, ma essenziale, che racconta quanto fosse complessa la gestione della vita quotidiana.

Entrare in una casa-grotta significa fare un vero salto indietro nel tempo, toccando con mano una realtà che oggi può sembrare lontanissima, ma che appartiene anche alla storia recente di Matera.

Casa Grotta del Casalnuovo

Per concludere

Visitare Matera significa immergersi in una città ricca di contrasti: povertà e nobiltà, duro lavoro e bellezza senza tempo, silenzio e spiritualità. Un luogo che, grazie alla sua unicità, è affascinante e capace di emozionare chiunque decida di scoprirla: una delle mete più straordinarie e autentiche d’Italia.

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