Home Nord Europa Islanda Il Ring Road in Islanda in dieci giorni

La Ring Road in Islanda in dieci giorni

L’Islanda era nella mia bucket list da diversi anni, ma non ero ancora riuscito ad atterrare nella Terra del Fuoco e del Ghiaccio. Ci avevo provato nell’estate del 2022, ma tutti i viaggi di gruppo erano pieni già tre mesi prima della partenza. Decido, quindi, di muovermi con notevole anticipo e di prenotare a marzo un viaggio in partenza ad agosto. Scelgo di viaggiare con  Avventure nel Mondo, e di percorrere la Ring Road, prevista dal viaggio Islanda 2000.

L’organizzazione del viaggio non è banale. Bisogna mettere in valigia abbigliamento autunnale ed estivo, essere pronti per il sole e per la pioggia, avendo sempre a disposizione la giacca antivento. Insomma, per chi vive ad altre latitudini, è necessario fare shopping e, soprattutto, partire con una valigia di dimensioni medio-grandi.

La questione cibo non può essere lasciata al caso. Lungo la Ring Road ci sono pochi punti di ristoro che hanno prezzi folli senza offrire troppe opzioni. Noi siamo partiti con alcune provviste dall’Italia e abbiamo fatto rifornimento in alcuni supermercati lungo la strada, per acquistare il cibo da consumare a cena nelle cucine degli ostelli. Attenzione: durante il viaggio bisogna localizzare in anticipo la posizione dei supermercati, non si trovano ad ogni angolo, ma spesso distano 50-60 chilometri l’uno dall’altro.

Se non si ha un buono spirito di adattamento questo viaggio può diventare un incubo! Gli alloggi sono tutti di convenienza, soprattutto nei mesi estivi quando il numero di turisti aumenta. Se si è fortunati si possono trovare strutture decenti per qualche notte, ma bisogna mettere in conto la possibilità di dormire in camerate miste da dodici persone, così come la possibilità di condividere una quadrupla di sette metri quadrati con i letti a castello.

Si Parte!

Giorno 1 – 11/08/2023 

Si parte da Fiumicino nel primo pomeriggio con volo diretto per Reykjavik operato dalla compagnia Icelandair. Il volo ha una durata di quattro ore e mezza. Arriviamo nella capitale islandese nel tardo pomeriggio. Qui incontriamo il gruppo di persone che partiva da Milano. Ritiriamo l’auto a noleggio e ci dirigiamo in ostello. Socializziamo tra di noi durante la cena e ci dividiamo i compiti per i giorni successivi. Come da abitudine nei viaggi di Avventure nel Mondo, ad ognuno toccherà fare un piccolo pezzo. Io sarò cassiere e autista.

Parco di Þingvellir, Geyser e Strokkur, Gullfoss, Seljalandsfoss

Giorno 2 – 12/08/2023 

Partenza all’alba: sarà una costante di tutto il viaggio. La prima tappa è il Parco di Þingvellir, un luogo di importanza storica e geologica. Qui venne, infatti, fondato il primo Parlamento islandese nel 930 d.C. L’Islanda è, infatti, una delle democrazie più antiche del mondo: i capi tribù si riunivano per discutere leggi e prendere decisioni. Da un punto di vista geologico, l’Islanda si trova tra la placca tettonica americana e quella europea che si allontanano tra di loro di circa due centimetri all’anno. Questo crea fratture e gole che si possono vedere in tutta l’isola. Qui ne abbiamo il primo assaggio.

Giungiamo poi nella vicina zona geotermale dove incontriamo Geyser e Strokkur, situati nella valle di Haukadalur, a pochi chilometri l’uno dall’altro. Il Geyser ha dato il nome a tutti i geyser del mondo. Gayser in islandese significa “sputare”. Era molto attivo in passato, ma negli ultimi decenni erutta solo occasionalmente. Il suo vicino Strokkur, invece, spruzza acqua dal sottosuolo ogni 5-10 minuti. Qui si radunano i visitatori in attesa di questo spettacolo donato dalla natura a costo zero.

A 10 minuti di auto da qui ci sono le cascate Gullfoss. Sono due cascate, una di 11 metri di altezza e l’altra di 21 metri. E’ una bellezza naturale che è stata protetta dall’industria idroelettrica. Qui, qualunque sia il clima, è necessario dotarsi di giacca e pantaloni impermeabili a causa del vento che solleva numerosi schizzi d’acqua.

Ci spostiamo poi a Seljalandsfoss; la sua fama è legata alla possibilità di camminare dietro la cascata, grazie alla passerella posteriore. Il salto d’acqua è di 60 metri di altezza e ciò la rende molto scenografica visto che il punto di osservazione è alla sua base.

Skogafoss, Museo di Skógar, Dyrhólaey, Reynisfjara Beach, Fjallsárlón, Diamond beach

Giorno 3 – 13/08/2023

L’esplorazione delle meraviglie islandesi inizia oggi dalle cascate Skogafoss. Alta 60 metri e larga 25 metri è alimentata dallo scioglimento di un ghiacciaio che si trova in prossimità. Il flusso d’acqua è enorme e gli schizzi arrivano anche a lunga distanza. Colpisce per la sua maestosità.

Nelle immediate vicinanze si trova il Museo di Skógar, un insieme di costruzioni a cielo aperto fatto di case tradizionali con i tetti in torba. All’interno ci sono diverse sezioni che raccontano la storia dell’Islanda. Noi ci focalizziamo sull’ architettura di queste costruzioni.

Di nuovo in macchina per raggiungere il punto panoramico Dyrhólaey da cui si osserva uno spettacolo unico della natura: una roccia vulcanica di grandi dimensioni con un arco navigabile.

Più in là c’è Reynisfjara Beach, chiamata anche la spiaggia nera per il colore della sua sabbia. Anche qui la lava ha creato delle enormi sculture che si ergono dal mare. E’ anche un punto privilegiato per osservare varie specie di uccelli marini.

Le escursioni raggiungono il momento topico quando arriviamo al lago glaciale Fjallsárlón. Nulla sarà più come prima e bisognerà rivedere i canoni di bellezza naturale alzando l’asticella. Il miglior modo di viverlo è con un’escursione su gommone che porta i visitatori in prossimità degli iceberg e permette di osservarne i loro lenti movimenti. Come detto ripetutamente dalla nostra guida: attenzione a non cadere in acqua, non è un esperienza piacevole.

Mantenendosi sullo stesso livello arriviamo a Diamond beach, il regno degli iceberg e dei cristalli di ghiaccio, reso ancora più interessante dalla presenza delle foche che nuotano in prossimità. E’ come essere all’interno di una fiaba!

Litlanesfoss, Seydisfjordur, Reydarfjordur

Giorno 4 – 14/08/2023 

Siamo ormai nella parte nord orientale dell’isola. La nostra cascata quotidiana è Litlanesfoss la cui caratteristica distintiva è che l’acqua si fa spazio in mezzo ad infinite colonne basaltiche.

A Seydisfjordur possiamo ammirare la famosa chiesa con la strada arcobaleno. Si tratta di un villaggio di pescatori molto pittoresco.

Sul fiordo di Reydarfjordur facciamo tappa nel grazioso villaggio di Eskifjörður. L’attrazione principale diviene qui un inconsapevole volpe artica che, passeggiando sulla spiaggia, attrae la nostra attenzione più di quanto riesca a fare il villaggio stesso.

anyon Stuðlagil, Leirhnjúkur, Hverir, Myvatn Nature Baths

Giorno 5 – 15/08/2023

Continuando il giro del ring verso il centro-nord facciamo tappa al Canyon Stuðlagil. Accediamo dalla parte est e dopo una camminata di trenta minuti giungiamo in fondo al canyon dove possiamo osservare e toccare con mano sia le colonne di basalto che l’acqua del fiume Jökla che qui scorre.

Il meglio della giornata, o forse il meglio di tutta la parte nord dell’Islanda, sono le due tappe successive nell’area di Skutustadahreppur. La prima è la grande distesa di lava fumante di Leirhnjukur: un paesaggio lunare, creato dalla lava del Vulcano Krafla tra il 1975 e il 1984. Si estende per cinque chilometri e in qualunque direzione la si guardi si ammirano forme rocciose di diversa grandezza, a volte bizzarre.

A pochi chilometri di distanza c’è la zona geotermale di Hverir, una serie di pozze di fango bollente e depositi di zolfo che crea delle fumarole dall’odore molto intenso. E’ l’emersione del magma vulcanico accumulato sotto la superficie terrestre. Bellissimi i colori che si estendono in tutta l’area.

La giornata si conclude con un paio di ore di relax al Myvatn Nature Baths, piscine termali alimentate da sorgenti naturali. Il contesto nel quale si trovano è meraviglioso, grazie alla natura che le circonda.

Dettifoss, Húsavík, Godafoss, Akureyri

Giorno 6 – 16/08/2023 

Il pezzo del ring che percorriamo oggi ci porta verso il centro-nord dell’isola. Facciamo tappa a Dettifoss, la cascata più grande d’Europa con i suoi 45 metri di altezza e 100 metri di larghezza. La potenza dell’acqua che cade è impressionante.

Poi dedichiamo un paio d’ore all’avvistamento delle balene. Siamo ad Húsavík. Personalmente non ho apprezzato molto questa escursione: siamo nella parte nord dell’Islanda e soffro particolarmente il freddo. L’avvistamento di per sé non è difficile, ma avviene in condizioni meteo non piacevoli, ad eccezione di qualche scorcio di sole.

C’è ancora tempo per l’ennesima cascata: Godafoss, chiamata anche la cascata degli Dei in quanto, secondo la leggenda, il re gettò qui le statue dèi vecchi dei pagani per simboleggiare il cambio delle credenze.

Giungiamo infine ad Akureyri che, con i suoi 18.000 abitanti, è la seconda città più grande d’Islanda. Dopo tanta natura, finalmente vediamo anche un po’ di gente, visto che per i precedenti sei giorni abbiamo avuto pochissimi contatti con persone esterne al gruppo.

In generale ho trovato questa parte dell’Islanda poco interessante e particolarmente ripetitiva. Nell’organizzazione di un viaggio tenderei ad escluderla.

Reykjafoss, Fosslaug, Hvammstangi

Giorno 7 – 17/08/2023 

Sulla strada che ci porta verso la parte nord-ovest dell’isola si trovano le Reykjafoss, e molto vicino c’è Fosslaug, una pozza termale naturale con acqua a 40°. Anche questa è una cascata scenografica, ma devo dire che a questo punto il viaggio inizia a diventare monotono a causa di paesaggi che aggiungono poco rispetto a quanto già visto.

A Hvammstangi l’unica attrattiva è l’avvistamento delle foche. Effettivamente ne vediamo parecchie, seppur a distanza.

Anche la giornata odierna ci ha riservato meno emozioni rispetto ai primi giorni di viaggio. Da minimizzare la permanenza in quest’area.

Helgafellssveit, Stykkisholmur, Grundarfjörður, Djúpalónssandur, Búðakirkja

Giorno 8 – 18/08/2023

Giungiamo a nord-ovest nella penisola di Snæfellsnes e precisamente a Helgafellssveit, dove un breve percorso a piedi ci porta in cima ad una collina dalla quale possiamo osservare la baia sottostante. Purtroppo c’è nebbia e la visuale non è delle migliori. E’ considerato un posto sacro: secondo la leggenda chi sale sulla collina senza guardarsi indietro può esprimere tre desideri.

A pochi chilometri si trova Stykkisholmur, una cittadina pittoresca con tante case colorate. Accanto al porto si trova la collina di Súgandisey su cui si può salire per godere di una vista mozzafiato sul mare e sul fiordo.

A Grundarfjörður l’attrazione principale è la montagna Kirkjufell che si erge fino a 463 metri di altezza. Le sue peculiarità sono la forma conica e il verde lussureggiante che la ricopre.

Nella parte estrema della penisola di Snæfellsnes si trova il Snæfellsjökull national park. Qui visitiamo la spiaggia nera di sabbia vulcanica di Djúpalónssandur. in cui sono presenti scogliere di lava e un relitto posizionato sulla sabbia. Bellissimo il percorso per raggiungere la spiaggia, un labirinto di vie strette circondato da rocce laviche.

L’ultima tappa della penisola di Snæfellsnes è Búðakirkja, nota anche come la Chiesa Nera. Solitaria, come molti dei punti di interesse in Islanda, deve il suo colore al trattamento in pece di catrame per proteggere il legno dall’usura.

Reykjavik

Giorno 9 – 19/08/2023

Mancano circa 170 chilometri per raggiungere Reykjavik. Li percorriamo in meno di tre ore e prima di pranzo siamo già nella capitale islandese. Il paesaggio cambia irrimediabilmente: siamo stati per giorni immersi nella natura e adesso incontriamo nuovamente costruzioni e persone. La città appare vivace: tanta gente per la strada e seduta ai pub. Nella zona di Reykjavik vivono circa 200.000 abitanti, i due terzi di quelli che popolano l’isola. Il maggiore punto di interesse è la cattedrale luterana, chiamata Hallgrímskirkja. La sua architettura si ispira alle colonne di basalto presenti in tutta l’isola. 

E’ possibile salire fino in cima, ad un’altezza di circa 75 metri, per avere una bella vista della città.

Infine, nelle ore serali, la cattedrale viene illuminata e assume diverse colorazioni che cambiano nell’arco di pochi minuti.

Si ritorna

Giorno 10 – 20/08/2023 

Il volo è al mattino, lasciamo l’ostello all’alba. La Ring Road è un viaggio intenso dove si percorrono tantissimi chilometri in pochi giorni, e che, in alcuni tratti può risultare anche noioso. Le principali bellezze naturalistiche dell’Islanda sono tutte nella parte sud. Man mano che si va verso nord risulta, invece, monotono e ripetitivo. Fanno eccezione i punti di interesse presenti nell’area di Skutustadahreppur; tutto il resto è piacevole, ma non eccezionale. In definitiva consiglio un viaggio in Islanda, ma soffermandosi sulle aree realmente distintive di questa terra per evitare di macinare chilometri che possono appesantire il viaggio.

ULTIMI POST

POST PER DATA

Rispondi

Scopri di più da Massimo in Viaggio!

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Verificato da MonsterInsights