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Profumi e colori di Istanbul

Profumi e colori di Istanbul

Tutte le volte che si parlava di Istanbul con amici e conoscenti, raccoglievo aggettivi dalla connotazione positiva: scenografica, ospitale, colorata, accogliente, inebriante, misteriosa… Non ne avrei utilizzato nessuno dopo la mia prima visita, nel giugno 2019; ne ho recuperati parecchi dopo la mia seconda visita, a novembre 2025! Qui descrivo le sensazioni che questa metropoli mi ha lasciato: i profumi e colori di Istanbul!

Ebbene sì, la mia prima volta nella capitale dell’Impero Ottomano non è stata come mi sarei aspettato: forse non era il momento giusto per visitarla! Ero lì per lavoro e mi ero fermato qualche giorno in più alla ricerca di tutte quelle belle sensazioni che mi erano state trasmesse. Purtroppo la mia valutazione fu negativa: caotica, umida a causa del caldo estivo, confusionaria e rumorosa! 

E ci sono voluti quasi sei anni prima che mi decidessi a metterci nuovamente piede e volutamente di passaggio:  48 ore prima di andare in Cappadocia!

Il secondo tentativo è stato decisamente positivo e piacevole. Così quello che avevo definito caos e confusione si sono trasformati in stile di vita, parte integrante dell’identità e delle peculiarità del luogo. Ho percorso le stesse strade di sei anni prima, cogliendo aspetti che mi erano totalmente sfuggiti.

Per una panoramica completa dei posti da visitare a Istanbul leggi questo post!

Ponte tra Occidente e Oriente

La definizione di ponte tra Occidente e Oriente non è solo una questione di posizione geografica, ma piuttosto una propensione ad essere l’uno e l’altro allo stesso tempo. Si vede nei palazzi storici, soprattutto quelli costruiti a partire dal XIX secolo. Palazzo Dolmabahçe e Palazzo Beylerbeyi,  per esempio, presentano, fin dalle loro facciate in marmo bianco, canoni simmetrici e classici tipicamente europei.

L’occidentalizzazione è un fatto storico iniziato un secolo fa con una serie di riforme come la laicizzazione dello Stato e l’adozione dell’alfabeto latino, ecc… oggi si riflette nei modelli di consumo e intrattenimento presenti nel paese dove, tuttavia, non è stata abbandonata la tradizione millenaria; un paio di ore per le strade di Istanbul mostrano come i due aspetti convivono pacificamente: nei negozi è facile trovare scialli in pashmina o tessuti grezzi, tipici della tradizione tessile, così come l’abbigliamento occidentale è largamente diffuso sia negli uomini che nelle donne.

Una città millenaria e monumentale

Storicamente Istanbul è millenaria e monumentale come testimoniato dai reperti archeologici antichi di cui la città è piena e che trovano la loro consacrazione a Piazza Sultanahmet dove convivono a brevissima distanza i due più maestosi monumenti cittadini, eretti a distanza di 10 secoli: Santa Sofia di origini romano-bizantine, e la Moschea Blu del XVII secolo. La piazza assume, così, le sembianze di un museo a cielo aperto.

Modernità ed eclettismo

Se il passato è ben visibile nei quartieri storici di Istanbul, il presente e il futuro si stanno facendo strada e occupano gli spazi ancora liberi. La mescolanza di grattacieli e antiche case è evidente quando si guarda la città da una prospettiva più larga e ciò la rende eclettica!

E la sua modernità emerge anche nelle opere ingegneristiche. A Istanbul sono presenti tre ponti di collegamento tra Europa e Asia. L’ultimo ad essere inaugurato nel 2016, il Ponte Yavuz Sultan Selim, detiene diversi primati, risultando ancora oggi il ponte ibrido (strada e ferrovia) più lungo e più largo del mondo. 

I colori e i profumi

Al tramonto, quando il sole si specchia sullo stretto del Bosforo, inizia uno spettacolo luminoso che dipinge l’acqua di colori dorati, arancioni e rossi. Il gioco di luci ed ombre rende l’atmosfera scenografica e magica, un quadro di rara bellezza che deve essere osservato da un punto panoramico per goderne pienamente.

I colori non sono solo nei paesaggi, ma anche quelli che si incontrano nelle strade e nelle botteghe. Al Gran Bazar o al Mercato delle Spezie i tessuti, gli infusi, i dolci e l’artigianato locale creano vivacità e vibrazioni. 

E sono le stesse spezie e gli stessi infusi che creano mix di odori inebrianti e unici in grado di cristallizzarsi nella memoria sensoriale di chi li ha percepiti anche una sola volta!

L’ospitalità

Non è da meno l’ospitalità e l’accoglienza degli abitanti di Istanbul, spesso testimoniata da piccoli gesti come offrire un tè o un caffè turco: chi volesse scoprire come prepararlo, troverà qualcuno disposto a mostrarglielo. Non sarà nemmeno difficile trovare chi offrirà i propri servizi di caffeomanzia, ossia l’arte divinatoria basata sui simboli che si formano dai residui di caffè non filtrato nella tazzina bianca. 

I suoni

Ad accompagnare ogni esperienza culturale e sociale ci sono gli adhān che, cinque volte al giorno, suonano tutti insieme nelle 3000 moschee cittadine, creando un sottofondo melodico che scandisce le giornate!

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