Un week end a Bologna

Introduzione
Grazie alla sua posizione geografica, Bologna è spesso la città ideale per incontrare un gruppo di amici provenienti dal centro-nord Italia. Per questo l’abbiamo scelta per il raduno di un vecchio gruppo che ha viaggiato insieme in Giappone.
E’ anche una delle città in cui ho vissuto, ci sono rimasto per cinque anni durante gli studi universitari. Ho avuto tutto il tempo per scoprire le sue perle nascoste. Manco da un po’ di anni, fare un salto nel periodo universitario mi entusiasma e sono curioso di scoprire la mia reazione.
Ci incontriamo verso le 11.00 alla stazione centrale, siamo in dieci e ci dirigiamo in hotel per lasciare i bagagli. Poi camminiamo in direzione centro città per raggiungere il ristorante in cui pranzeremo.
Santuario della Madonna di San Luca
25/10/2025
A Bologna o, più in generale, in Emilia-Romagna, la cucina è una parte fondamentale e prioritaria della permanenza. La regione viene, infatti, definita la Food Valley d’Italia grazie ai suoi salumi, ai formaggi, ai tortellini e ai condimenti come l’aceto balsamico, nato qui prima di diffondersi nel resto del mondo. Nel locale scelto tutte queste specialità ci vengono servite come antipasti e soddisfano i nostri palati, il nostro appetito e la nostra golosità.

Per espiare il peccato di aver mangiato troppo ci dirigiamo al Santuario della Madonna di San Luca. Questo pellegrinaggio inizia a Porta Saragozza ed è parzialmente in salita. Si cammina sotto un porticato composto da 666 archi, di 3,5 chilometri, entrato nel guinness dei primati come il lungo al mondo. Man mano che la pendenza sale si ammira dall’alto il gioco di incastri creato dagli archi.

Nei miei anni bolognesi avevo sempre rimandato la salita al Santuario e, alla fine, ero andato via dal capoluogo emiliano senza averlo mai percorso a piedi. E’ meno faticoso di quanto immaginassi; il suo ritmo è scandito dalle 15 cappelle dedicate ai Misteri del Rosario, posizionate lungo il percorso.

In cima a troneggiare è la basilica sul Colle della Guardia, a 280 metri di altezza. Il Santuario fu costruito per accogliere l’icona della Madonna col Bambino attribuita a San Luca. Per questo è divenuta luogo di pellegrinaggio. La facciata è in stile barocco con un corpo centrale a forma ellittica sormontato da una cupola. Ai due lati c’è il porticato che sembra creare un edificio unico con il Santuario.

All’interno, in corrispondenza dell’altare, si trova la famosa icona della Madonna col Bambino. Ci sono, poi altre opere significative come l’Affresco del Trionfo della Vergine nella cupola e la Madonna del Rosario.

Sostiamo qui il tempo necessario per ammirarlo con la dovuta attenzione; poi iniziamo la discesa verso il centro di Bologna. Ripercorriamo il porticato in senso inverso e in un’ora siamo a Piazza Maggiore, cuore storico e politico di Bologna. E’ ormai sera. Giriamo tra le vie cittadine, ceniamo e ci rechiamo a Via del Pratello, una delle strade di Bologna più famose per la presenza di locali e vinerie.
Piazza Maggiore, Piazza Santo Stefano, i luoghi di Lucio Dalla
26/10/2025
Il secondo giorno è dedicato ai luoghi più iconici di Bologna. Si parte da Piazza Maggiore, il vero e proprio centro cittadino. La sua unicità è data dai palazzi storici medievali in mattoni rossi che ne delimitano il perimetro. Questi sono oggi sedi amministrative della città, ma nascondono al loro interno reperti archeologici di varie epoche a partire dal periodo romano, La piazza ha diversi punti di interesse; spicca tra tutti la Fontana del Nettuno, grazie alle sue enormi dimensioni. In marmo e bronzo fu costruita nella seconda parte del XVI secolo per rappresentare il potere papale: come Nettuno domina le acque, così il Papa domina il mondo.

A dominare la piazza, con le sue imponenti dimensioni è, senza dubbio, la Basilica di San Petronio. In stile gotico, viene chiamata “la grande incompiuta” in quanto l’idea originaria prevedeva che diventasse la più grande chiesa d’Italia. La mancanza di fondi fece fallire il progetto e, oggi, è solo la quinta chiesa più grande della Penisola. Anche la facciata rimase incompiuta in quanto la parte inferiore e quella superiore sono realizzate con materiali diversi: la prima è in pietra, l’altra in mattone.

All’interno, l’altare è in stile barocco e contiene le reliquie di San Petronio. Un aspetto interessante è che la basilica ospita, nella navata centrale, la meridiana più lunga del mondo, lo strumento che usa la luce solare per scandire le ore.

Andiamo poi a Piazza Santo Stefano, detta anche Piazza delle Sette Chiese, decisamente il luogo che ho più amato durante i miei anni bolognesi. Il nome deriva dalla struttura della Basilica che ingloba al suo interno sette chiese costruite in epoche diverse.

I sette ambienti sono completamente diversi per stile, materiali, eleganza e spazi. Danno, così, vita ad un’architettura variegata, ma unica nel suo genere.

Infine ci dedichiamo a ripercorrere i luoghi che furono di Lucio Dalla, l’artista bolognese scomparso nel 2012. In quella che è stata la sua abitazione c’è un murale che lo ritrae.

Nei giardinetti di Piazza Cavour è stato posizionato un bronzo su una panchina. Questa è la Piazza Grande della sua celebre canzone, dove lui nacque e che cambiò nome nel 1982, diventando la odierna Piazza Cavour.

Verso Casa
Dopo poco più di 24 ore riprendo il treno per tornare a casa. E’ stato un bellissimo week end, sia per la compagnia che per il giro in città. Ho provato una sensazione molto particolare a fare il turista in un posto che è stato a lungo la mia casa.

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