Irlandando per una settimana

Introduzione
L’itinerario per la Transilvania ad Agosto è pronto, il noleggio dell’auto ha costi accettabili, gli scambi casa sono disponibili e i voli al momento costano poco: domani li compro.
Improvvisamente, così per caso, la mia mente mi riporta indietro alla mia vacanza-studio in Irlanda, più di 20 anni fa. Rivedo il verde delle sue colline, le rocce a strapiombo sul mare e la giovane Dublino.
Lasciandola, mi ero ripromesso di tornarci presto. Erano, però, passate più di due decadi e, quindi, avevo disatteso la mia promessa.
Qualche mese prima, avevo preparato un itinerario. Lo tiro fuori ed inizio a verificarne la fattibilità. Il puzzle si compone velocemente e così, impulsivamente, compro i biglietti aerei per andare in Irlanda.
Parto il 28 Agosto con il volo per Cork, in compagnia di uno degli amici ormai fedeli ai miei itinerari (costo del biglietto a/r 169 euro comprensivo di bagaglio in stiva da 10 kg). Il ritorno lo effettueremo da Dublino.
I pernottamenti sono previsti a Cork per visitare il sud e il Ring of Kerry, a Dublino, da cui faremo una gita giornaliera verso Galway e le Cliff of Moher, e a Belfast per visitare l’Irlanda del Nord. In tutte le città riesco a fare scambio casa, azzerando così i costi degli alloggi.
Valuto il noleggio dell’auto, ma giungo alla conclusione che non è necessaria. Le regioni che visiteremo sono tutte raggiungibili tramite tour organizzati, ed essendo solo in due, i costi sono comparabili. Questo mi eviterà di guidare a destra, cosa che mi fa ancora paura. L’auto sarebbe stata necessaria se avessimo deciso di visitare il Donegal, ossia la parte a Nord-Ovest dell’isola.
Arrivo a Cork
Giorno 1- 28/08/2025
Volo Ryanair con partenza da Fiumicino alle h.16.15. Arrivo puntuale a Cork alle 18.15. Ci accoglie, con grande sollievo, una temperatura di 15° che ci risolleva dal caldo umido di Roma negli ultimi giorni.
In taxi ci dirigiamo verso il primo alloggio (costo 10 euro) dove ad accoglierci, troviamo l’animale domestico dei nostri host: una gallina. La simpatica pennuta decide di fare gli onori di casa, accompagnandoci dal giardino alla porta d’ingresso; poi, inizia a spiarci dalla porta finestra a vetro per controllare come ci muoviamo nel territorio dei suoi padroni. Pochi minuti per cambiarci e andiamo in centro per cenare. Fuori c’è ancora la gallina che, aperta la porta, si dirige verso di me svolazzando come se volesse salutarmi; il viaggio non poteva iniziare in modo più divertente.

Quando arriviamo in centro sono circa le 9.30, in giro c’è poca gente. Non troviamo tantissime alternative per cenare, ma ci sono diversi pub con musica dal vivo.
Cork
Giorno 2- 29/08/2025
Come di consueto, dedico le prime ore in una nuova città al free walking tour per cogliere gli aspetti generali e dedicare le ore successive ad approfondire ciò che più mi colpisce. Sulla base delle recensioni, avevo scelto di prendere parte a quello fornito da Yellow Umbrella Tour. Si presenta un uomo di mezza età con un inglese pulito, affermando che lo ha dovuto affinare per svolgere la sua professione di guida. Le spiegazioni sono, effettivamente, molto chiare. Ci racconta la storia dell’Irlanda, partendo dalla mancata dominazione romana fino all’arrivo dei vichinghi che si integrarono con la popolazione locale. Alla fine XII secolo arrivarono gli inglesi che, nel corso dei secoli, introdussero politiche sempre più discriminatorie verso la popolazione locale, cattolica e di lingua gaelica, per esempio non permettendo l’accesso alla vita politica. Il cambiamento arrivò nella prima metà del XIX secolo, grazie alla figura di Daniel O’Connell, conosciuto come “The Liberator” e considerato il padre del nazionalismo irlandese. Egli lottò per far abrogare le leggi penali irlandesi, nate con lo scopo di convertire la popolazione alla religione anglicana e per far abrogare anche l’Atto d’Unione del 1800 tra parlamento irlandese e britannico
Si arriva, quindi, alle guerre di indipendenza dei primi anni del XX secolo e al riconoscimento della stessa da parte della Gran Bretagna nel 1922. Da qui partì un processo di riconoscimento internazionale che non coinvolse la parte nord-est dell’isola che rimase legata alla Gran Bretagna. Si iniziò, quindi, con il recupero dell’identità irlandese, per esempio, re-introducendo il gaelico come prima lingua nazionale, sebbene parlato da meno del 40% della popolazione.
Il tutto è molto interessante e coinvolgente, sebbene avrei preferito parlarne seduto in un bar davanti ad un caffè. Invece la nostra guida ci porta in giro per la città e quello che vediamo sono solo parcheggi in costruzione, senza mai mostrarci nulla di caratteristico. Scopriremo, poi, che questo è un modus operandi irlandese visto che la dinamica si ripeterà.
Finito il walking tour, ci dirigiamo verso punti di maggiore interesse. La prima tappa è la bellissima cattedrale Saint Fin Barre in stile gotico circondata da un ampio cortile verde.

Segue Elizabeth Fort, da dove possiamo ammirare la città dall’alto. Facciamo un salto poi ad Patrick Street e ci fermiamo a cenare in un pub ad Oliver Plunkett Street, dove possiamo rilassarci ascoltando un pò di musica irlandese dal vivo.

In generale, direi che Cork è una città carina e vivace, ma nulla di particolare da segnalare se non una location comoda da cui partire per il Ring of Kerry.
Ring of Kerry
Giorno 3- 30/08/2025
Il Ring of Kerry è una delle reason why di questo viaggio che attendo fin dal momento in cui ho acquistato il biglietto. E’ un anello di circa 200 km nella penisola di Iveragh, famoso per essere un’Irlanda in miniatura: villaggi pittoreschi, coste frastagliate, rocce a strapiombo sul mare, colline verdeggianti.
Prenoto su getyourguide l’attività proposta da Paddywagon Tours (costo: 59 euro). Si parte alle 8.30. Dopo circa un’ora arriviamo a Killarney, dove è previsto un giro in carrozza trainata da un cavallo (costo 10 euro) nel National Park. Purtroppo sta diluviando e, per questa ragione, il giro risulta privo di interesse. Si prosegue verso la Dingle Bay. Il paesaggio diventa più interessante e il temporale ci ha abbandona. Possiamo, così ammirare la prima delle tante meravigliose scogliere che ci accompagneranno durante il viaggio.

A pranzo ci fermiamo a Waterville, villaggio amato da Charlie Chaplin, dove le onde del mare si infrangono sulla sua spiaggia di sassi bianchi.

Proseguendo, continuiamo ad ammirare altri paesaggi mozzafiato fino ad arrivare ai laghi di Killarney e della Black Valley che sono il pezzo forte dell’escursione.

Sicuramente le condizioni metereologiche del mattino hanno reso questo giro meno piacevole di quanto potesse essere, ma quando la pioggia è andata via, abbiamo potuto godere pienamente della natura irlandese.
Verso Dublino
Giorno 4 – 31/8/2025
Salutiamo la gallina e usciamo con calma da casa. Il treno che ci condurrà da Cork a Dublino (costo 21,50 euro) è a mezzogiorno. Attendiamo 10 minuti l’arrivo dell’ autobus e, nel frattempo, assistiamo ai repentini cambiamenti del meteo tipici di questa isola; esco in t-shirt, quindi indosso il piumino, poi tiro fuori l’ombrello, lo rimetto dentro e, infine, tolgo nuovamente il piumino. L’autobus arriva. La stazionedei treni di Cork non offre molti punti di ristoro e dobbiamo accontentarci di un panino ad un prezzo esagerato. Il treno è comodo e giunge in orario a Dublino. Da qui ci muoviamo velocemente verso il secondo alloggio, adiacente al centro della città. Lasciamo le valigie e ritorniamo in centro. Un giro veloce tra Grafton Street, luogo di appuntamenti durante la mia esperienza da studente, e il Trinity College.
Una birra e poi a piedi verso il quartiere The Temple Bar. Qui decidiamo di cenare. E’ mia abitudine provare una pizzeria italiana all’estero. Questo volta finiamo da Sano Pizza che, incredibilmente ci fa sentire a casa. Prima di tornare a casa facciamo un veloce giro notturno del quartiere che rivedremo meglio nei giorni successivi.

Cliff of Moher & Galway
Giorno 5 – 01/08/2025
Da Dublino ci spostiamo verso la costa centro occidentale per visitare le famosissime Cliff of Moher. Ci affidiamo all’escursione di Finn McCools Tours (costo: 78 euro), con partenza alle 6.30 del mattino. Avevo già visitato le scogliere nel precedente soggiorno irlandese e, dal mio punto di vista, sono una tappa imprescindibile ogni volta che si mette piede in questa terra. Il vento oggi è fortissimo e muoversi tra le rocce è difficile. In alcuni momenti la pioggerellina incontra gli spruzzi delle onde che si scagliano, così su di noi. Ciò non inficia il fascino che questo maestoso paesaggio ci offre: da qualunque prospettiva si guardi verso il mare non si può che rimanere colpiti da ciò che la natura regala ai nostri occhi. Purtroppo nessuna traccia delle pulcinelle di mare che probabilmente si tengono alla larga dallo sciame di turisti che colonizzano ogni giorno il loro territorio.

Dopo qualche ora ci spostiamo verso il Burren, un’area calcarea a picco sull’oceano. Questa ampia regione, di cui ignoravo l’esistenza, è una delle sorprese del tour odierno. Appare desolata, quasi deserta. Percorrendola in autobus, anche senza fermarsi, si incontrano pochissime abitazioni lungo l’unica stradina a corsia unica.

Infine giungiamo a Galway. Trascorrere qualche ora in città è piacevole, ma nulla di indimenticabile.

Dublino & Howth
Giorno 6 – 02/08/2025
Oggi decidiamo di visitare Dublino con calma. Iniziamo con il tour “il meglio di Dublino”. La giornata è soleggiata. Si presenta questo giovane ragazzo, la nostra guida: dopo 30 secondi capisco che è logorroico. Come da buona abitudine locale parla per 20 minuti della già conosciuta storia d’Irlanda, mentre i nostri occhi possono osservare solo l’ufficio postale del centro cittadino. Poi si ricorda che ha un programma da seguire ed inizia la sua corsa contro il tempo, parlando sempre più velocemente. Passiamo davanti al Trinity College, istituto da Elisabetta nel 1592 per offrire un’educazione protestante in un paese a maggioranza cattolica. Segue la statua di Molly Malone, una scultura che mi ha sempre attratto fin dalla prima volta che l’ho vista. Secondo la leggenda, questa giovane donna svolgeva la professione di pescivendola di giorno e prostituta di notte. Sembra che il suo fantasma vaghi nelle notti nebbiose di Dublino, urlando “mussels and cockles”, ossia “vongole e molluschi freschi”.

Arriviamo al quartiere “The Temple Bar”, così chiamata in onore della famiglia Temple che qui costruì la sua residenza e acquistò diversi terreni che diedero vita allo sviluppo della zona. Oltre al famoso bar, simbolo della capitale irlandese, passiamo in rassegna altri luoghi iconici come il Wall of Fame, murales dedicato agli artisti irlandesi come gli U2, gli Oasis e Sinead O’Connor.

Infine ci dirigiamo al castello di Dublino, nulla da segnalare, e ai bellissimi Dubh Linn Garden, un parco quadrato caratterizzato da disegni sui prati che rappresentano i nodi celtici.

Ovviamente la guida si è persa in mille parole e non è riuscita a portare a termine il programma. Manca ancora la cattedrale di San Patrizio. Costruita nel 1200, è uno dei pochi edifici della Dublino medievale. Ovviamente l’aspetto attuale è il frutto di numerosi restauri e ricostruzioni. Lo stile è gotico, la sua facciata è imponente e impossibile non notarla anche a distanza. Decidiamo di visitarla anche dall’interno (costo: 11 euro); i vari elementi architettonici sono ben evidenti: vetrate colorate, archi imponenti e il grande rosone centrale in vetro colorato.

Dedico le rimanenti ore pomeridiane ad una gita in solitaria ad Howth. Questo pittoresco villaggio di pescatori è l’ideale per una passeggiata pomeridiana o, anche, per un pranzo a base di pesce. Il porto è variopinto grazie ai pescherecci colorati ormeggiati. Sulle verdi colline, a catturare l’attenzione, è un’antica chiesa diroccata di origine vichinga.

Belfast
Giorno 7 – 03/08/2025
Il viaggio giunge così all’ultima tappa, Belfast. Non posso negare che, fin dalla pianificazione del viaggio, l’Irlanda del Nord fosse la tappa che mi incuriosiva maggiormente. Conoscevo bene l’identità degli abitanti dell’Eire e il loro punto di vista sull’unità politica dell’isola. Al contrario non avevo mai avuto contatti con cittadini nordirlandesi e, sebbene potessi intuire posizioni diverse, mi interessava riceverne conferma.
Arriviamo a Belfast a mezzogiorno, alle 14.30 inizia il free walking tour. Cambia il paese, ma non cambia la musica, dopotutto sono sempre irlandesi: anche questa guida ci porta in giro a zonzo per la città per raccontarci la storia dell’Irlanda del Nord e di Belfast ma il suo speech è disallineato rispetto agli elementi visivi. Le mie curiosità, tuttavia, trovano risposta.
Ad inizio ‘900, Belfast era una ricca città industriale e navale. Durante la seconda guerra mondiale fu bombardata dai tedeschi proprio perché era un centro strategico dell’industria bellica britannica. Successivamente è stata sede della guerra civile tra cattolici e protestanti: un periodo buio caratterizzato da esplosioni, attentati e violenza. La sua architettura odierna mostra i segni di questi eventi: accanto ad eleganti edifici di stile vittoriano, simbolo della ricchezza del passato, sorgono costruzioni stile industriale che hanno sostituito gli edifici colpiti da questi eventi.

Il contrasto tra gli stili è amplificato dalla presenza di bellissimi murales che sorgono un pò ovunque e che celebrano la memoria dei conflitti.

Il racconto della guida tocca anche aspetti tipici della vita quotidiana: in Irlanda del Nord non si parla mai della religione professata; gli abitanti non si definiscono né irlandesi né britannici. Tuttavia, anche un non nativo come me, è in grado di percepire alcuni elementi che la differenziano dall’Eire, per esempio un inglese molto più British che Irish.

Come sempre proseguiamo la visita dei luoghi iconici della città in autonomia: il Cathedral Quarter mi colpisce per la presenza di diversi pub e locali frequentati a tutte le ore.
Giant’s Causeway
Giorno 8 – 04/08/2025
Si parte alle 8.30 per l’ultimo tour organizzato (costo 23 euro). Il percorso che ci porterà alle Giant’s Causeway effettua diverse tappe intermedie.
La prima è il castello di Carrickfergus, un’affascinante costruzione del XII secolo pressoché intatta e resa ancora più suggestiva dalla posizione, sulla riva della baia di Belfast.

Segue, a circa un’ora di distanza, il caratteristico porto di Carnlough: qui le casette colorate fanno da sfondo ai diversi pescherecci che vanno e vengono, mentre, volgendo lo sguardo lateralmente si iniziano a vedere le verdeggianti colline della Causeway Coast. La percorriamo per circa un’ora senza riuscire a distogliere lo sguardo dal finestrino e senza riuscire a focalizzarci su un singolo elemento, dominati dalla varietà della natura.

Si arriva così alle Giant’s Causeway, il momento più atteso della giornata. Il pullman ci lascia nel parcheggio dal quale si percorre un tragitto di circa 20 minuti per arrivare nel bel mezzo di questa meraviglia geologica, costituita da oltre 40.000 colonne di basalto esagonali create da lava vulcanica che raffreddandosi si è solidificata. Nella consueta tradizione irlandese esiste anche una leggenda legata alla formazione di queste rocce: si narra che un gigante costruì questo sentiero per raggiungere a piedi la Scozia e combattere il suo rivale. Cosa dire? Mai visto, né immaginato qualcosa del genere. Ogni aggettivo sarebbe superfluo. Una tappa imprescindibile non solo di un viaggio in Irlanda, ma qualcosa che non può mancare nel curriculum di ogni viaggiatore. Il piccolo rimorso è quello di non averlo visto in orari diversi. Sono sicuro che la luce dell’alba e del tramonto possano offrire spunti aggiuntivi. Le due ore trascorrono senza accorgercene ed è tempo di andare via.

Le tappe successive sono il Mc donald’s castle, la distilleria Bushmills, le Dark Hedges, dove alberi di faggio creano un arco naturale che dà vita a giochi di luci e ombre. La location è stata resa famosa dalla serie “Il trono di spade” e la massa di turisti intenti a realizzare servizi fotografici anche professionali, la rende meno piacevole di quanto potrebbe essere.

Belfast
Giorno 9 – 05/08/2025
L’ultimo giorno di viaggio lo dedichiamo ad approfondire Belfast. Si parte da St George’s market, uno storico mercato con più di 200 bancarelle che risale al 1600. E’ un insieme di profumi di cibo che si incrociano e stimolano l’appetito. Qui vengono esposti anche diversi oggetti di artigianato locale: quadri, sculture, maschere e oggetti d’arredo di vario genere. Capisco finalmente cosa mi è mancato durante i 10 giorni, ossia il contatto con la tradizione locale. In Irlanda non avevo ancora visto negozi di artigianato locale o una botteghe con cibi tipici. Al St George’s market, invece, la tradizione culinaria e artistica è evidente.

La tappa successiva è il museo Titanic (costo.30 euro). Non ero sicuro di essere interessato a questa visita, ma mi sono lasciato convincere dalle opinioni positive di chi c’era stato. E’ sicuramente un’esperienza che vale la pena vivere. Nelle diverse sale si ripercorre la storia del transatlantico, dalla sua costruzione alla messa in mare. Qui è presente, addirittura una funicolare interna al museo che porta i visitatori attraverso una ricostruzione interattiva del cantiere Harland & Wolf.
Proseguendo si percorrono i primi giorni di viaggio. I dettagli presenti nelle sale, come i menù di bordo o gli arredamenti delle cabine, rischiano di farti sentire un passeggero. Si arriva poi al tragico incidente, e l’atmosfera diventa inquietante. Sulle pareti sono presenti le biografie dei passeggeri, sia sopravvissuti che scomparsi. Infine, nella stanza dei reperti, alcuni recuperati in mare, sembra di sentire la voce e il battito del cuore di chi era già sulla scialuppa di salvataggio in mare o di chi era in attesa di quella che lo avrebbe salvato. Un’esperienza forte. Sei dentro al Titanic e uscendo dal museo, hai bisogno di un po ‘ di tempo per ritornare sulla terra ferma.

A pochi metri dal museo si possono vedere da vicino le famose gru con le scritte H&W dal nome dei fondatori dell’industria navale che costruì il Titanic: Edward James Harland e Gustav Willhelm Wolff. Queste due gru gialle sono diventate uno dei simboli di Belfast e ricordano che la città è stata un importante centro di costruzione navale. Nell’accogliente spirito irlandese oggi H&W significa “Hello e Welcome”

Manca l’ultimissima tappa del programma: la piazza CS Lewis. Qui sono presenti le statue che rappresentano i personaggi degli scritti del famoso autore delle “Cronache di Narnia”. Una piacevole rappresentazione fantasy anche per i non appassionati del genere.

Verso casa
Giorno 10 – 06/08/2025
Dal Belfast ritorniamo a Dublino dove ci imbarchiamo per Roma. Arrivederci Irlanda!
Costi per persona
Volo a/r: 169 euro a/r incluso bagaglio da 10 kg (comprato a marzo per Agosto)
Alloggio: gratuito (come detto utilizzo il sito www.homeechange.com per organizzare scambio casa).
Trasporti:125 euro.
Tour: 170 euro
Free walking tour: 30 euro
Ingressi: 41 euro euro
Pasti: 250 euro, 25 euro al giorno.
Souvenir: 60 euro.
TOTALE: 835 euro

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