Home Sud Europa Spagna Cammino Portoghese di Santiago

Cammino Portoghese di Santiago

Introduzione

La Galizia è la regione nord-orientale della Spagna, proprio sopra al Portogallo. Avevo messo piede a Santiago di Compostela, il capoluogo della regione, nell’autunno 2019, in occasione del mio viaggio nel Portogallo del Nord. Ne ero rimasto affascinato; pur percorrendola velocemente con i mezzi pubblici avevo osservato un paesaggio diverso dalla Spagna a cui ero abituato. Ne era nata la voglia di approfondire e mi ero ripromesso di tornarci.

Alcune regioni devono essere percorse a piedi per essere apprezzate: la Galizia rientra in questa specifica categoria.

Digitando su google “viaggio in Galizia”, il cammino di Santiago è il topic principale. Approfondendo, si possono leggere storie di rinascita, guarigione, evoluzione, magia, ecc… emozioni che raccontate suscitano sicuramente curiosità nel lettore.

Queste sono le motivazioni che mi hanno spinto a documentarmi sul cammino di Santiago, un’esperienza che 10 anni fà non avrei mai preso in considerazione, ma che poi è entrata nella mia bucket list, assumendo una posizione prioritaria. 

L’occasione è arrivata il 30 Maggio 2025, anche approfittando del ponte del 2 Giugno: la Galizia è una regione piovosa, meglio andare in primavera inoltrata. A quel punto dovevo decidere quale dei diversi cammini fare: si possono scegliere 8 itinerari diversi. Decido di percorrere gli ultimi 120 km del cammino portoghese: è fattibile nei pochi giorni che ho a disposizione e non presenta un dislivello elevato, cosa da non sottovalutare per chi non ha mai fatto un trekking continuativo nei giorni. 

Uno dei miei amici follower si unisce al mio progetto. 

Come arrivare

Il mio cammino inizia da Tui, il primo comune spagnolo dopo aver superato il Portogallo. Per raggiungere la località avevo poche opzioni: la prima era quella di atterrare a Porto e giungere a Tui in autobus, tragitto di 2 ore e 15 minuti; la seconda era atterrare a Vigo e raggiungere Tui in autobus o taxi. In termini di comodità sarebbe stato logico scegliere Vigo; purtroppo, però, non ci sono voli diretti dall’Italia e il prezzo del biglietto con scali si aggirava, per le date chi mi interessavano, intorno ai 200 euro, solo andata. La scelta è, quindi, ricaduta su Porto (prezzo del biglietto: 40 euro). Il caso ha voluto, poi, che il nostro volo non riuscisse ad atterrare a Porto a causa delle condizioni metereologiche e si dirigesse proprio a Vigo.

Per il ritorno, invece, sono riuscito a trovare un volo economico da Vigo (prezzo del biglietto 57 euro) con scalo a Barcellona.

Dove dormire

Nel cercare soluzioni per la notte, in un primo momento, avevo pensato di fare come molti, ossia prenotare posti nelle camerate degli ostelli. Poi, mi sono reso conto di aver bisogno di soluzioni più comode e ho, quindi, prenotato camere doppie. Sono riuscito anche a trovare degli scambi casa per 5 notti su 8. Per le rimanenti 3 notti dovevo spendere 81 euro che sono poi diventati 120 euro a causa dell’imprevisto all’arrivo che mi ha costretto a prenotare una struttura all’ultimo secondo a Vigo. Tornando indietro non organizzerei più scambi casa lungo il percorso. Per quanto vicine al cammino, significa uscirne fuori e, quindi, perdere la magia dello stare insieme agli altri pellegrini.

I Pasti

Il cibo non è mai un problema; lungo il cammino si trovano diversi punti di ristoro con prezzi accettabili. Alcuni offrono il menù del pellegrino a pranzo e a cena. Il cibo in Galizia è molto buono, tanto pesce e tanta carne. Il polpo alla gallega va assaggiato almeno una volta. E’ un piatto semplice: il polpo e le patate vengono cotte nella stessa acqua. Successivamente vengono tagliati e il polpo è servito sopra le patate dopo essere stato condito con paprika.

Il pranzo avviene, di solito, lungo il cammino: si possono trovare piatti di ogni genere, ma io ho preferito tenermi leggero visto che mi aspettavano altre tre o quattro ore di cammino. La spesa media giornaliera per i 3 pasti è stata di 40 euro. 

Cosa portare

Il consiglio di tutti è quello di non portare un peso superiore ai 7 kg, visto che lo zaino viaggia con il pellegrino. Cosa inserire nello zaino è abbastanza soggettivo. Nel mio caso ero facilitato dal periodo della partenza, in tarda primavera. Rimanere entro i 7 kg in autunno o inverno potrebbe essere più difficile. Alla partenza indossavo, cappellino, maglietta, un pantalone lungo leggero da trekking e scarpe da trekking.

Nello zaino ho messo:

  • 5 t-shirt;
  • 1 felpa;
  • 1 k way;
  • intimo;
  • calzini da trekking;
  • 1 asciugamano in microfibra;
  • sapone e shampoo;
  • spazzolini e dentifricio;
  • ciabatte per la doccia;
  • qualche medicina; 
  • cerotti per vesciche;
  • bacchette da trekking.

Non posso dire che mancasse qualcosa e ho utilizzato tutto ciò che avevo messo dentro. Forse avrei anche potuto evitare di portare l’asciugamano e lo shampoo, visto che li abbiamo sempre trovati nelle strutture. Queste, hanno al loro interno anche una lavanderia, quindi si potrebbe anche pensare di portare meno intimo e meno t-shirt, poiché è possibile lavarle e asciugarle.

Nei centri abitati che si attraversano sono presenti tutti i servizi, quindi se si dimentica qualcosa si trova sempre come reperirla. Attenzione, però, alle chiusure domenicali dei piccoli centri. Io avevo bisogno di nuovi cerotti per vesciche un sabato sera e ho dovuto attendere il lunedì mattina per comprarli, peggiorando notevolmente le condizioni dei miei piedi.

Il Cammino

Le tappe che conducono da Tui a Santiago di Compostela sono abbastanza standardizzate: è possibile apportare delle piccole modifiche fermandosi un po’ prima o un po’ dopo rispetto a quanto suggerito; è più difficile ridurle o inserire delle tappe intermedie proprio perché le strutture si trovano tutte nelle vicinanze delle località indicate.

Arrivo in Galizia

Giorno 1- 30/05/2025
Si parte! Il volo Wizzair da Roma a Porto parte puntuale alle 18.40. Nessun problema fino all’atterraggio. In prossimità di Porto ci viene comunicato che bisogna attendere a causa delle condizioni meteo. L’aereo fa un giretto sui cieli portoghesi per circa 30 minuti, prima di atterrare nella vicina cittadina spagnola di Vigo. Qui, rimaniamo all’interno dell’aeromobile per 30-40 minuti. Non si sa se ripartiremo per Porto oppure ci faranno sbarcare a Vigo e poi ci porteranno a Porto in autobus. Io inizio a pensare che per noi sarebbe meglio fermarsi a Vigo e trovare un posto in cui dormire in città. Dopotutto siamo a soli 25 km da Tui, sarebbe inutile andare a Porto per tornare il giorno successivo qui! Alla fine ci fanno sbarcare a Vigo. Mentre gli altri passeggeri si dirigono sull’autobus che li porterà a Porto, io cerco un alloggio last minute. Lo trovo in pochi minuti. Saliamo su un taxi e, intorno alle 10.30 siamo a Vigo centro. Veloce cena e poi inizio a studiare come arrivare da Vigo a Tui.

Da Tui a O’ Porrino (16,1 km)

Giorno 2- 31/05/2025
Arriviamo in autobus a Tui intorno alle 11.00. Ci dirigiamo, immediatamente, alla cattedrale di Tui per ritirare le credenziali del pellegrino (prezzo 2 euro). E’ un passaporto sul quale far apporre timbri da parte di ostelli, bar, ristoranti, ecc…lungo il cammino, almeno 2 al giorno, per dimostrare che il pellegrino sta effettivamente percorrendo il tragitto. Serve anche per accedere agli ostelli municipali che hanno dei prezzi molto bassi, ma noi non ne abbiamo avuto bisogno in tal senso. 

Inizia, così, la nostra visita a piedi della Galizia. Tui è una città medievale, strade strette e acciottolate, molto piacevole passeggiarci. Anche la cattedrale merita di farsi guardare, un misto tra stile romanico e gotico che somiglia ad una fortificazione grazie alle torri laterali.

Superato il villaggio iniziamo a percorrere la via XIX romana. La prima parte del percorso attraversa una zona rurale dove sono ben visibili alcuni lasciti romani. Questa è la parte più interessante dei 16 km odierni. 

Superato questo tratto ne inizia un’altro che va percorso sul ciglio della strada statale fino all’ingresso a O’Porrino. Il peggio deve ancora arrivare. All’ingresso di O’Porrino ci accorgiamo che esiste una variante per arrivare in città. Decidiamo di continuare lungo il percorso ufficiale e ci troviamo per circa 7 km nel bel mezzo di una zona industriale. Uno stradone infinito in cui si vedono solo capannoni. Non vediamo nessun pellegrino in questo tragitto, tant’è che ci sorge il dubbio di aver sbagliato strada: le indicazioni ai margini della strada ci rassicurano in tal senso. Nessun punto di ristoro, né area per riposarsi. Arriviamo in ostello verso le 17.00. Siamo molto stanchi e, sinceramente, anche un pò delusi dal percorso. Scopriremo, poi, che questa è la tappa più noiosa e il meglio deve ancora arrivare. La tappa è molto semplice, non ci sono praticamente dislivelli, eccellente per chi deve ancora abituarsi a macinare chilometri.

Da O’ Porrino a Redondela (15,4 km)

Giorno 3- 01/06/2025
Sveglia intorno alle 7.00: sarà così anche nei giorni successivi. E’ bene iniziare a camminare quando il sole non è ancora alto. Anche la tappa odierna è quasi interamente su asfalto sebbene si passi attraverso alcuni boschi e le località risulteranno di interesse maggiore rispetto alla precedente. 

Usciti da O’Porrino si attraversa una zona di campagna. Uno dei mojones, ossia le pietre che indicano la distanza mancante a Santiago, indica che siamo a 100 km all’arrivo. E’ un momento da immortalare. 

La strada è percorsa da decine pellegrini, cosa che non avevamo notato nel giorno precedente, in parte perché il nostro percorso era iniziato a mezzogiorno, in parte perché avevamo camminato erroneamente nella zona industriale, mentre la maggior parte dei pellegrini aveva optato per la variante.

Le persone che incrociamo, altri pellegrini o persone del luogo, salutano sempre con il sorriso, augurandoci “buen camino!”. E’ un augurio che all’inizio può sembrare strano, ma che nel corso dei giorni diventa familiare e riempie di energia. Qualcuno, senza fermarsi, intrattiene anche delle piccole conversazioni. Le domande di rito: da dove vieni? perché fai il cammino? Le motivazioni sono le più diverse, anche se nessuno si sofferma sui dettagli.

Il primo stop è a Mos, dopo circa 6 Km. Qui troviamo in pausa molti dei pellegrini che ci avevano superato nelle ore precedenti, anche loro a riprendere fiato e a rinfrescarsi. Il paesino è allegro e accogliente, addobbato con tappeti di fiori.

Si prosegue per una salita abbastanza ripida, forse il dislivello maggiore dei 120 km, prima di entrare in un bosco, anche questo in salita. Dopo la pausa pranzo, inizia, invece la discesa verso Redondela, dove arriviamo intorno alle 16.30. Anche qui, troviamo una grande accoglienza da parte della popolazione locale che saluta i pellegrini con affetto. In città, non troviamo grandi punti di interesse; è un posto vivace, molta gente passeggia lungo il fiume.

Da Redondela a Pontevedra (18,2 km)

Giorno 4- 02/06/2025
Il terzo giorno si entra nel vero spirito del cammino, quello definito da tutti emozionante sia per il paesaggio che per le sensazioni che si provano.

E’ una tappa bellissima, quasi tutta all’interno di un bosco. La prima parte, circa 7 km in leggera pendenza, ci conduce ad Arcade. Lungo il percorso ci sono numerosi punti di osservazione dei fiordi galiziani, che possiamo osservare dall’alto.

Bastano queste poche ore nella natura per cambiare il mio stato d’animo: le mie vibrazioni diventano immediatamente positive. Così, iniziò anche ad appropriarmi dei simboli del cammino e compro la conchiglia di San Giacomo da legare allo zaino. Tale oggetto, oggi venduto come souvenir, ha avuto una funzione importante nel medioevo: per i pellegrini era uno strumento che serviva per mangiare e bere.

Ad Arcade, attraversiamo il Ponte Sampaio, costruzione medioevale, ma di origine romana che conserva i suoi 10 archi originari. Una testimonianza vivente del passato giunta fino ai nostri giorni. Nel sottostante fiume Vigo, i bagnanti ne approfittano per rinfrescarsi un po’, visto che la giornata è alquanto soleggiata.

Nei successivi 5 km si attraversano borghi medioevali che sembrano quasi fermi nel tempo. Poi ci sono dei boschi e delle case di campagna. Quando queste ultime divengono più frequenti, noto qualcosa che non avevo ancora messo a fuoco nei giorni precedenti, ossia la presenza di santuari domestici. A volte sono delle croci alte che emergono oltre le recinzioni delle ville, altre volte sono piccoli spazi, ben visibili dall’esterno, che sembrano luoghi di preghiera personale, non proprio tipici della tradizione cristiano-cattolica, ma che ho spesso avuto modo di vedere nelle culture che celebrano gli antenati.

Ci sono, poi, gli altari per le offerte e i desideri: presenti ovunque, sono luoghi dove i pellegrini decidono di liberarsi dei loro oggetti. C’è chi dice che è il modo in cui ci si lascia alle spalle il passato e il dolore e si procede verso l’evoluzione.

Mancano pochi km all’arrivo quando ci troviamo a scegliere se proseguire sul cammino ufficiale o percorrere la variante che ci porterà a Pontevedra. Optiamo per quest’ultima. E’ un sentiero lungo il Rio Tomeza fatto di passerelle in legno e ponti all’interno di un bellissimo bosco di eucalipti. Ad accompagnare i nostri passi c’è il suono dell’acqua che scorre proprio accanto a noi. Questa variante allunga il percorso di un chilometro, ma la sua bellezza compensa la fatica aggiuntiva.

Si arriva, finalmente, a Pontevedra, una cittadina con un bel centro storico medioevale, dove a spiccare è il Santuario della Virgen de la Peregrina. Posta nella piazza principale della cittadina, ha come caratteristica unica la sua forma a conchiglia.

Da Pontevedra a Caldas de Reis (21,1 km)

Giorno 5 – 03/06/2025
La tappa fino a Caldas de Reis è veramente bella, percorsa quasi tutta all’interno di un bosco di eucalipti. Negli ultimi chilometri si incontrano anche dei vigneti.

Il percorso ci regala ancora diverse chiesette rurali che sorgono in mezzo al nulla. Posti in cui fermarsi per riposare, ma anche per godersi l’energia che il camminare genera. 

Non mancano le croci a simboleggiare fede e devozione, ma anche ad offrire protezione ai pellegrini che ricambiano con piccoli doni ed esprimono desideri.

Il percorso è facile anche se i chilometri sono più dei giorni precedenti. Ormai abbiamo socializzato con i pellegrini che ti salutano con positività e ti augurano “buen camino!”: una frase semplice di cui adesso colgo meglio il senso: stimola ad andare avanti, a non mollare di fronte alle difficoltà. E’ una metafora della vita. 

Le facce che incontriamo da 5 giorni si ripetono. Alcune rimangono impresse più di altre. E’ il caso di 4 ragazze americane che ogni giorno ci sorpassano a gran velocità, sempre in fila indiana e sempre nello stesso ordine. L’incontro si ripete un paio di ore più tardi, quando fanno una lunga pausa, spiaggiate in uno dei punti di ristoro. C’è poi la nostra amica ucraina che ho simpaticamente soprannominato “happy hour”. Allegria contagiosa. Viaggiava in compagnia di altre 20 persone che hanno deciso di lasciarla indietro perché si fermava ad ogni bar.

Tra un sorriso, una bibita e tanti auguri di “buen camino!” giungiamo a Caldas de Reis, una piccola cittadina di 10000 abitanti, famosa per le sue acque termali. Nella piazza centrale si trova la Chiesa di Santo Tomas Becket, un bell’edificio nel centro del paese.

Da Caldas de Reis A Escavitude (24 km)

Giorno 6 – 04/06/2025
Anche questa è una tappa prevalentemente immersa nella natura senza dislivelli degni di nota. La tappa ufficialmente termina a Padron, ma per nostra scelta decidiamo di prolungarla fino ad Escravitude, in modo da percorrere meno chilometri l’ultimo giorno. 

Avvicinandoci a Santiago, si moltiplicano i luoghi di culto e le chiese rurali che, immerse nella natura, impreziosiscono il cammino del pellegrino. 

Continuiamo senza intoppi fino a Padron. I passi sembrano più leggeri adesso che si intravede la meta e il desiderio di giungere a Santiago aumenta: io inizio a visualizzare l’arrivo e sento dentro un’emozione ed un energia crescente. Non avevo immaginato tutto ciò prima della partenza: volevo visitare la Galizia e volevo capire meglio le emozioni di cui i pellegrini parlavano, ma non sapevo esattamente cosa aspettarmi. Adesso, invece, mi è tutto più chiaro.

Arriviamo a Padron verso le 15.30. Facciamo una pausa in un bar e visitiamo la chiesa di Santiago, in stile neoclassico.  Da lontano vediamo anche il convento do Carme, che rimane lontano dal percorso.

E si riparte verso Escravitude, attraversando altri borghi fermi nel tempo, abitati, ma silenti quasi a non volerci distrarre dal rumore dei nostri passi. Avendo allungato il percorso odierno siamo gli unici due pellegrini per strada. Questo è solitamente l’inizio dell’ultima giornata di cammino e quindi è popolato al mattino. E’ una sensazione nuova quella di essere da soli lungo la strada, quella di non sentire il chiacchierio degli altri pellegrini e quello che nessuno ci augura “buen camino!”. Il camminare diventa, in questa fase, più intenso e personale.

Percorriamo gli ultimi 6 Km della giornata in meno di due ore e arriviamo al Santuario da Virxe di Escravitude. Visto che è quasi sera la chiesa è chiusa e non riusciamo a vederne l’interno. All’esterno vi è una sorgente sopra la quale sorge la scalinata centrale. La leggenda narra che proprio questa sorgente miracolosa sia alla base della costruzione di questa chiesa: un uomo bevve dell’acqua e dopo 3 giorni fu guarito dalla malattia di cui era affetto fin dalla nascita.

E’ stata una lunga giornata. Domani si arriva a Santiago! 

Da Escravitude a Santiago (18 km)

Giorno 7 – 05/06/2025
Il sole ci abbandona proprio nell’ultimo giorno di cammino. La cattedrale di Santiago si vede da lontano e questo non ci ferma. Gli abitanti del posto ci offrono ancora parole positive “arrivare a Santiago con la pioggia è buon presagio!”. Secondo la tradizione, infatti, la pioggia purifica definitivamente il pellegrino dalle ultime scorie di cui non si è liberato durante il percorso.

Procediamo velocemente nonostante la pioggia. I pellegrini che incontriamo oggi sembrano tutti concentrati verso il traguardo: la voglia di intrattenersi a scambiare due parole è minore. A mezzogiorno incrociamo il majones che indica che mancano meno di 10 km all’arrivo.

La pioggia diventa più intensa, quindi ci fermiamo a pranzare a Milladoiro. Poi si dirada e ripartiamo! Mancano 7,5 km. Arriviamo a Rocha Vella, dove attraversiamo l’ennesimo ponte antico. I cartelli stradali ci dicono che siamo già dentro Santiago di Compostela. 

L’ultimo majones che incrociamo indica che la distanza dalla cattedrale è meno di 2 km. Inizia un lunghissimo viale che sembra non finire mai, forse per la stanchezza. Vediamo il traffico cittadino, sentiamo i suoni dei clacson e ci fermiamo ai semafori pedonali. Avevamo dimenticato questi aspetti della nostra quotidianità mentre camminavamo. Ad un certo punto i palazzi moderni lasciano spazio a quelli più datati. E’ l’inizio della zona pedonale del centro storico. Ci siamo, un paio di stradine ed ecco apparire la cattedrale di Santiago di Compostela, in tutta la sua maestosità, in tutta la sua immensità e il suo splendore. Ho completato il Cammino di Santiago!

Manca, ancora, l’ufficialità. Ci rechiamo, quindi, all’ufficio del pellegrino che, in pochi minuti, ci rilascia la Compostela, il certificato che attesta la fine del pellegrinaggio.

Santiago e La Coruna

Giorno 8 – 06/06/2025
Nella pianificazione del pellegrinaggio, avevo inserito un giorno in più al fine di riuscire a gestire eventuali intoppi che possono capitare. Fortunatamente, le difficoltà non mi hanno impedito di giungere a Santiago di Compostela nei tempi previsti, quindi dedico questa ultima giornata a visitare la regione.

Conosco già Santiago, ma essendo una città che trovo affascinante, dedico un paio di ore a fare un giro nelle viuzze del centro. Qui si trovano negozi di artigianato vario e souvenir. E’ una città medievale, gli edifici del centro storico sono bassi e i marciapiedi sono coperti da portici, un po’ come a Bologna. Ci spostiamo, poi, verso la cattedrale. L’esterno è un mix di stili: quello originale romanico si fonde con il barocco, il gotico e il neoclassico. Questo perché per il suo completamento furono necessari vari secoli. Lo stesso vale per l’interno: ad una navata centrale molto lineare fa seguito un abside tipicamente barocca.

Nel primo pomeriggio ci spostiamo a La Coruna, che si raggiunge in circa 30 minuti di treno. E’ una città che mi aveva sempre incuriosito per la sua posizione geografica, sulla punta estrema nord-ovest della Spagna. Mi appare subito come una località vivace e ha un meteo molto variabile, passando dalle nuvole al sole nel giro di pochi minuti. Il principale punto di interesse è la Torre di Ercole, un faro romano ancora in funzione che si trova su un promontorio sul lungomare.

Il secondo punto di interesse della città è la piazza Maria Pita, nel cuore del centro storico. Di forma rettangolare, appare elegante grazie agli edifici che la circondano. In basso ci sono i portici, mentre in alto si possono ammirare le gallerie bianche con vetrate, tipiche della città e che hanno fatto sì che La Coruña venisse chiamata “Città Cristallo”.

Infine facciamo un salto al porto di La Coruna, dove possiamo ammirare il castello di Sant’Antonio, una fortezza costruita per difendere la città.

Verso Casa

Giorno 9 – 07/06/2025
E’ il giorno del rientro. Si parte da Santiago per l’aeroporto di Vigo. Arriviamo a Roma verso sera. La stanchezza è tanta, ma non supera la soddisfazione di aver vissuto una settimana così intensa. Porto ancora dentro le sensazioni di quei giorni che mi fanno venir voglia di iniziare un nuovo cammino!

Costi per persona

Volo a/r: 97 euro (comprato circa 3 mesi prima della partenza); 

Alloggio: 120 euro

Mezzi di trasporto: 60 euro

Pasti: 360 euro

Souvenir: 20 euro.

TOTALE: 657 euro

ULTIMI POST

POST PER DATA

Rispondi

Scopri di più da Massimo in Viaggio!

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Verificato da MonsterInsights