Cosa vedere a Danzica, una città resiliente!

Cosa vedere a Danzica: una città che racconta secoli di storia tra il suo centro storico ricostruito, il porto e le atmosfere del Baltico.
Sul mar Baltico, nel nord della Polonia c’è una città che è stata un fiorente centro commerciale nel tardo Medioevo, ma nel XX secolo è stata anche l’epicentro di due importantissimi eventi storici: l’inizio della Seconda Guerra Mondiale e l’impulso iniziale alla Caduta del Comunismo. Il suo nome è Gdańsk che in italiano viene tradotto come Danzica.
Ho scoperto l’esistenza di questa località grazie ad una mia amica polacca che la definì la città più bella del suo paese e ho iniziato a pianificare la mia visita, che ho dovuto rimandato per diversi anni a causa del covid e della mancanza di collegamenti diretti.
Riesco finalmente ad atterrare a Danzica nel dicembre 2022 durante il ponte dell’Immacolata, uno dei periodi più significativi in quanto i mercatini di Natale in Polonia hanno una tradizione secolare, essendo direttamente influenzati da quelli germanici.
Danzica, come tutta la Polonia, risulta una meta economica: tre notti in hotel in camera doppia, in posizione centrale, ci costano appena 160 euro; un pasto completo si aggira intorno ai 13 euro e il prezzo del taxi dall’aeroporto al centro città è inferiore ai 10 euro. Una volta giunti in città non è necessario utilizzare i mezzi pubblici in quanto si tratta di un luogo di dimensioni ridotte.
Mappa delle attrazioni
Ulica Dluga
Iniziamo ad esplorare Danzica con un free walking tour che parte da Złota Brama, la Porta d’Oro, un iconico ingresso cittadino ornato da otto statue che rappresentano le virtù civiche. Lo stile è il manierismo fiammingo, così come altri monumenti presenti in città. Essendo stata un importante porto commerciale, qui lavorarono parecchi architetti provenienti dai Paesi Bassi.

Da qui inizia Ulica Dluga, la Via Reale, così chiamata perché questo era il percorso dei re polacchi durante la loro visita in città. E’ un susseguirsi di eleganti palazzi in stile gotico, rinascimentale e barocco. Nonostante la città sia stata rasa al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale, la ricostruzione è stata fedele all’originale. Le facciate sono strette, alte e riccamente decorate con bassorilievi e frontoni. Originariamente erano le case delle famiglie più abbienti, oggi hanno una funzione prevalentemente commerciale.

Nella via si incontrano altri di punti di interesse, primo fra tutti il Ratusz Glówengo Miasta, il Municipio, un’imponente struttura gotica con una torre, dotata di carillon, alta 50 metri.

Poco più avanti a Dlugi Targ, Piazza del Mercato, si trova la Fontana del Nettuno, simbolo del legame tra Danzica e il mare. E’ il monumento originale del XVII secolo poiché fu smontata e nascosta durante la Seconda Guerra Mondiale e ricollocata nella sua posizione negli anni ‘50.

A delimitare la Via Reale in direzione opposta è Zielona Brama, la Porta Verde, la cui costruzione si ispirò al Palazzo Municipale di Anversa. Fu costruita come residenza per i re in visita in città, ma non è mai stata utilizzata per questa funzione. Oggi ospita il Museo Nazionale di Danzica. Non si hanno notizie certe sull’origine del nome; l’edificio è di grande impatto sia per l’architettura, caratterizzata dall’alternarsi dei toni caldi del mattone e della pietra scura, sia per la posizione: qui termina Ulica Dluga e parte l’iconico lungofiume.

Długie Pobrzeże, il lungofiume di Danzica
Una volta attraversati i quattro archi della Porta Verde, inizia Długie Pobrzeże, il lungofiume. Danzica è bagnata da due fiumi: il Motlawa viene considerato il fiume più “cittadino” in quanto attraversa il centro storico. E’ un’area vivace, ricca di caffè e ristoranti, luogo della movida cittadina. Il momento migliore per visitarlo è dopo il tramonto, quando gli edifici illuminati si specchiano sulla superficie dell’acqua, creando un’atmosfera magica. E, infatti, è qui che passeremo la serata!

Tra i principali punti di interesse c’è la Zuraw, la gru portuale che, insieme alla Fontana del Nettuno, è uno dei simboli di Danzica. E’ la più grande gru portuale medievale conservata in Europa. Fu costruita tra il 1442 e il 1444 e aveva sia la funzione di carico e scarico merci che quella di torre di avvistamento.

Ulica Mariacka
Da una delle porte storiche sul lungofiume ci immettiamo su Ulica Mariacka, la Via dell’Ambra.

Con la sua strada acciottolata, i balconi degli edifici decorati e le scale in pietra, viene considerata la via più pittoresca di Danzica e una delle più belle della Polonia. Sul piano stradale ci sono numerosi laboratori artigianali e botteghe di ambra, l’oro del Baltico, che qui viene lavorato da secoli. Forse per il suo essere completamente pedonale sembra di vivere nel Medioevo!

Basilika Mariacka
Poco più avanti si trova la Basilika Mariacka, la Basilica di Santa Maria, un grande santuario gotico in mattoni. Distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale è stata fedelmente ricostruita, diventando simbolo di rinascita per i cittadini. All’interno sono presenti diversi capolavori artistici tra cui un Orologio Astronomico che risale al 1400.

Ulica Piwna
Giungiamo, infine, a Ulica Piwna, Via della Birra, un’altra strada che presenta belle costruzioni tra cui Wielka Zbrojownia, la Grande Armeria, un imponente edificio con la facciata riccamente decorata di sculture e ornata con dettagli dorati.

Sopot
A breve distanza da Danzica si trova una piccola cittadina di circa 30.000 abitanti, rinomata località balneare del Mar Baltico. Raggiungo Sopot in treno, il viaggio dura solo 15 minuti, le connessioni sono frequenti e il biglietto costa 7 PNL, meno di 2 euro.
Sono attratto principalmente da Krzywy Domek, la casa ubriaca, considerata una delle costruzioni più bizzarre del mondo. Di ispirazione fiabesca, è stata costruita nel 2004 ed è un capolavoro dell’architettura postmoderna. La facciata presenta solo linee curve: sembra un edificio che si sta sciogliendo.

Sopot è famosa anche per il molo in legno più lungo d’Europa e per la sua spiaggia di 4,5 chilometri che io ho avuto la fortuna di vedere coperta da uno strato di neve che ha reso l’atmosfera magica.

Museo di Solidarność
Il pomeriggio lo dedico ad una tappa per me importantissima: la visita del Museo di Solidarność. Sorge nell’area degli storici cantieri navali di Danzica, dove iniziarono gli scioperi del 1980. E’ stato progettato per assomigliare ad una nave in costruzione. Nei 3000 metri quadrati sono raccontati in modo narrativo i fatti: dalla nascita del sindacato, il primo in un paese comunista, alla caduta del Muro di Berlino. Il museo espone oggetti storici come, ad esempio, le tavole dei 21 postulati dove i lavoratori scrissero per la prima volta le loro richieste. La narrazione del museo dedica grande spazio a Lech Wałęsa, fondatore del sindacato, diventato in seguito primo presidente eletto della Polonia post comunista. Uno spazio di riflessione sul valore della libertà, assolutamente rilevante per gli amanti della storia contemporanea!

Per concludere
In mattinata ci dirigiamo verso l’aeroporto per andare a Breslavia, dove ci aspetta un’altra fantastica visita.
Per leggere il mio diario di viaggio a Breslavia, clicca qui!
Terminano due giorni interessanti in una città elegante, curata e piena di attrazioni. Una località che non richiede ritmi frenetici ed è visitabile con calma in un week end. Qui, non ci si annoierà a cercare scorci nascosti affascinanti che raccontano la sua storia. Spesso al centro di eventi epocali di cui è stata vittima, ha saputo riaffermare la propria identità senza mai alzare la voce; con la solo convinzione di chi sa cosa vuole essere e come desidera vivere, ha riconquistato la fisionomia che le era stata tolta. E, oggi, si presenta ai visitatori con l’orgoglio di chi ha saputo insistere per affermare sé stessa.

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