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Cosa vedere a Vilnius: storia e identità lituana

Cosa vedere a Vilnius: storia e identità lituana
Cattedrale dei Santi Stanislao e Ladislao

Cosa vedere a Vilnius: un viaggio tra storia, cultura e tradizioni, in una capitale ancora poco turistica ma ricca di sorprese.

Vilnius è la seconda e ultima capitale che visito durante il mio viaggio nei Paesi Baltici. La mia visita segue quella di Riga e, purtroppo, per motivi di tempo non riesco a includere anche Tallinn.

Se Riga si distingue per essere una città che coniuga l’architettura medievale con l’Art Nouveau, Vilnius è, invece, un’esplosione di barocco. Due città decisamente diverse, spesso accomunate per vicinanza geografica e per gli eventi della storia contemporanea. In realtà, le loro vicende hanno iniziato a intrecciarsi solo nel XX secolo, mentre nei secoli precedenti hanno seguito percorsi distinti.

Vilnius era infatti la capitale del Granducato di Lituania, che si estendeva fino al Mar Nero, e ha conosciuto il suo periodo di massimo splendore tra il XIV e il XV secolo. Per questo motivo, la sua architettura è fortemente influenzata dal barocco.

Mappa della attrazioni

Città Vecchia di Vilnius

La Città Vecchia si distingue soprattutto per la presenza di campanili, torri ed edifici in stile barocco che si inseriscono all’interno di una struttura urbanistica medievale. Per questo motivo viene spesso definita la “Roma del Nord”.

La fioritura del barocco non fu soltanto un fatto estetico, ma anche identitario: la Lituania è infatti lo Stato prevalentemente cattolico più orientale d’Europa. L’adesione al cattolicesimo avvenne nel XIV secolo, anche per rafforzare l’alleanza con la Polonia e creare uno spartiacque rispetto al mondo russo-ortodosso.

Città Vecchia di Vilnius

Cattedrale dei Santi Stanislao e Ladislao

La Cattedrale dei Santi Stanislao e Ladislao è il principale luogo di culto cattolico del Paese. Contrariamente al resto della città vecchia, qui prevalgono le linee neoclassiche, poiché l’edificio è il risultato di un rifacimento del XVIII secolo.

La sua caratteristica più iconica è il campanile separato dalla cattedrale. Questa struttura nacque infatti come torre difensiva e solo successivamente fu rialzata e adibita a torre campanaria.

Durante il periodo sovietico la Cattedrale venne confiscata e fu restituita ai fedeli solo nel 1988.

Cattedrale dei Santi Stanislao e Ladislao

Palazzo dei Granduchi di Lituania

Alle spalle della Cattedrale, il Palazzo dei Granduchi di Lituania rappresenta storicamente il centro politico e diplomatico del Paese. Quello che si vede oggi è una ricostruzione completata nel 2018, poiché l’edificio originario venne distrutto dagli occupanti russi all’inizio del XIX secolo con l’intento di cancellare l’identità lituana.

Con la sua ricostruzione, invece, la Lituania ha voluto riaffermare la propria indipendenza e superare simbolicamente due secoli di dominio russo. Il palazzo presenta influenze dell’architettura italiana introdotte dalla regina Bona Sforza, moglie del granduca di Lituania, che portò architetti da Milano e Bari per realizzare questo edificio.

Palazzo dei Granduchi di Lituania

Torre di Gediminas

La Torre di Gediminas, in mattoni e di forma ottagonale, è l’unica parte rimasta della fortezza medievale e, per questo motivo, rappresenta la continuità storica del Paese, essendo sopravvissuta agli assedi delle numerose civiltà che hanno invaso quest’area nel corso dei secoli.

Torre di Gediminas

Si trova su un colle che domina la Piazza della Cattedrale e il Palazzo dei Granduchi. Dalla sua sommità si può godere di una vista completa sulla città.

Vista dalla Torre di Gediminas

Collina delle Tre Croci

La Collina delle Tre Croci si trova proprio di fronte al Colle di Gediminas. Le tre croci sono dedicate a sette frati francescani che, durante l’opera di evangelizzazione del Paese, furono martirizzati su questo colle nel XIV secolo. 

Il monumento venne fatto saltare in aria dai dominatori sovietici nel 1950 e fu ricostruito nel 1989, durante le proteste per l’indipendenza. Il suo significato attuale è quindi legato soprattutto alla recente indipendenza lituana, più che al suo originario valore religioso legato all’evangelizzazione.

Collina delle Tre Croci

Chiesa di Sant’Anna e Chiesa di San Francesco

La presenza di due chiese una accanto all’altra è un elemento piuttosto singolare. La Chiesa di San Francesco e la Chiesa di Sant’Anna furono costruite nello stesso periodo, ma destinate ad usi diversi. La prima era pensata per i grandi eventi della comunità, mentre la seconda, più piccola e raffinata, era per gli artigiani tedeschi oppure utilizzata come luogo di culto privato per la famiglia reale. Il contrasto tra la maestosità della Chiesa di San Francesco e l’eleganza della Chiesa di Sant’Anna rende questo scorcio di Vilnius particolarmente suggestivo.

Chiesa di Sant'Anna e Chiesa di San Francesco

Quartiere di Uzupis

Merita un capitolo a parte il Quartiere di Uzupis, l’anima bohémien di Vilnius. Situato su una penisola bagnata dal fiume Vilnia, è collegato alla città vecchia da diversi ponti. È abitato da artisti e intellettuali che, il 1º aprile 1997, ne hanno dichiarato simbolicamente l’indipendenza. Il quartiere ha una bandiera che cambia colore a ogni stagione e una propria costituzione, affissa su targhe metalliche lungo le strade.

Ingresso a Uzupis

Fino agli anni ’90 era una zona degradata. Grazie agli artisti che si sono trasferiti qui, attratti dai bassi costi, è diventata una sorta di Montmartre baltica. Le sue vie sono oggi gallerie d’arte a cielo aperto, ricche di installazioni artistiche.

Installazioni a Uzupis

Per concludere

Vilnius è una città che racconta, passo dopo passo, le sue lotte per salvare e far riemergere l’identità di un popolo che ha rischiato di vedere i propri simboli cancellati da secoli di dominazioni. Una tappa educativa non tanto dal punto di vista architettonico, quanto piuttosto per conoscere la determinazione del popolo lituano.

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