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Stopover a Santander

Stopover a Santander

Santander non era nei miei piani. Più che una vera destinazione, è uno stopover prima del rientro in Italia. Complice la vicinanza con Bilbao e un volo comodo ed economico, mi ritrovo in questa elegante cittadina della Cantabria, pronto a scoprirne il fascino discreto, tra mare, architettura e ritmi rilassati. 

Mappa della attrazioni

Paseo de Pereda

Arrivo in autobus da Bilbao e mi ritrovo subito catapultato nel Paseo de Pereda, il lungomare di Santander. Qui, per circa 800 metri, la città si trasforma in un elegante salotto a cielo aperto: palazzi ottocenteschi si affacciano direttamente sulla baia, creando un’atmosfera raffinata.

Nonostante sia nel pieno centro, il ritmo è sorprendentemente rilassato. Residenti e viaggiatori si mescolano senza fretta, tra una chiacchiera e uno sguardo perso all’orizzonte, dove il blu del cielo si fonde con quello del mare. A rompere questa armonia ci pensano le imbarcazioni, che con i loro colori vivaci scivolano leggere sull’acqua, dando vita a un panorama in continuo movimento.

Paseo de Pereda

Sul molo, a catturare subito l’attenzione, c’è un gruppo scultoreo tanto semplice quanto evocativo: quattro ragazzini a grandezza naturale, colti in un momento di vita sospeso. Sono Los Raqueros, un’opera in bronzo realizzata nel 1999 dallo scultore locale José Cobo Calderón.

Dietro queste figure c’è una storia intensa. I raqueros erano bambini poveri, spesso orfani, che tra il XIX e l’inizio del XX secolo popolavano i moli del porto. Vivevano di espedienti e si tuffavano nelle acque della baia per recuperare le monete lanciate da turisti e marinai, in un misto di gioco, sopravvivenza e spettacolo.

Oggi, questa scultura non è solo un’attrazione curiosa, ma un omaggio silenzioso alla memoria della città: un richiamo a un passato segnato da forti contrasti sociali, che qui trova una forma poetica e profondamente umana.

Los Raqueros

La Grúa de Piedra

Proseguendo lungo il Paseo de Pereda si incontra un altro simbolo di Santander: la Grúa de Piedra. Questa imponente struttura di archeologia industriale racconta un’altra anima della città, più operosa e legata al mare.

Costruita alla fine del XIX secolo, veniva utilizzata per caricare e scaricare le merci dalle navi che attraccavano proprio nel cuore urbano. Oggi resta come testimonianza concreta di un passato dinamico, quando Santander viveva la sua epoca d’oro grazie al commercio marittimo.

La Grúa de Piedra

Il Centro Botín

L’atmosfera ottocentesca dei palazzi affacciati sul mare si interrompe all’improvviso in prossimità del Centro Botín, che con la sua fisionomia futuristica crea un contrasto tanto netto quanto affascinante con l’architettura storica circostante.

Progettato da Renzo Piano come spazio culturale multidisciplinare, l’edificio sembra quasi sospeso: due volumi distinti si sollevano da terra su sottili pilastri, lasciando libera la vista sulla baia e mantenendo un dialogo continuo con il mare.

Il rivestimento color perla cattura e riflette la luce, trasformandosi durante la giornata a seconda del sole e del meteo, mentre le passerelle in acciaio e vetro che collegano le due ali si allungano verso l’acqua, regalando scorci panoramici che invitano a fermarsi e osservare.

Il Centro Botín

Jardines de Pereda

Nelle immediate vicinanze del Centro Botín si aprono i Jardines de Pereda, il polmone verde del centro di Santander. Dopo il contrasto tra architettura storica e contemporanea, qui il ritmo rallenta ulteriormente, tra vialetti ombreggiati e angoli di quiete immersi nella vegetazione.

Passeggiando tra gli alberi e le aiuole curate, si incontrano diversi punti di interesse che raccontano la storia della città: dal Monumento a Pereda al Memoriale dell’Incendio, ciascuno con il suo significato e il suo legame con il passato di Santander. È il luogo ideale per una pausa.

Jardines de Pereda

La Cattedrale di Santander

Su una collina a ridosso del Paseo de Pereda si erge la Cattedrale di Nostra Signora dell’Assunzione, l’edificio religioso più importante di Santander. La sua posizione dominante le conferisce un’aria solenne, quasi a voler vegliare sulla città e sulla baia sottostante.

La sua particolarità sta nella struttura unica: due chiese gotiche sovrapposte, costruite in epoche diverse, che si fondono in un unico complesso architettonico. Un dettaglio che la rende diversa da qualsiasi altra cattedrale.

Quella che ammiriamo oggi è però una ricostruzione fedele dell’originale, gravemente danneggiato dal grande incendio che ha segnato profondamente la storia della città nel 1941. 

La Cattedrale di Santander

Plaza Porticada

Plaza Porticada è uno dei simboli più evidenti della rinascita di Santander. Dopo il devastante incendio del 1941, questa piazza è diventata il nuovo cuore civile e commerciale della città, segnando un punto di ripartenza tanto urbanistico quanto identitario.

La sua elegante pianta quadrata, circondata da armoniosi portici, invita a soffermarsi e osservare la vita che scorre tra caffè e passanti. Ma è sotto la superficie che si nasconde una parte ancora più antica della città.

Nel Centro Archeologico della Muraglia Medievale, situato proprio al di sotto della piazza, si possono ammirare i resti delle mura del XIII secolo che un tempo proteggevano Santander, insieme alle tracce della porta d’ingresso dal mare. Un viaggio nel tempo che, in pochi metri, racconta secoli di storia e trasformazioni.

Plaza Porticada

La Penìnsula de la Magdalena

La Península de la Magdalena è uno di quei luoghi in cui la natura e il mare si incontrano in modo quasi scenografico. Questo ampio parco pubblico, affacciato sull’oceano, alterna tratti di vegetazione selvaggia a scorci aperti sulle onde.

All’interno del Parco Marino all’Aperto si possono osservare da vicino, e gratuitamente, foche, leoni marini e pinguini.

A dominare la penisola, nel suo punto più alto, sorge il Palacio de la Magdalena, ex residenza estiva dei Re di Spagna. Con il suo stile che richiama i castelli delle campagne inglesi, l’edificio sembra uscito da un’altra epoca, elegante e un po’ fiabesco, perfettamente inserito in questo paesaggio sospeso tra terra e oceano.

La Penìnsula de la Magdalena

Faro de Cabo Mayor

Nella parte più settentrionale di Santander, il Faro de Cabo Mayor veglia sull’ingresso della baia dal 1839, dominando la costa da 91 metri sul livello del mare. La sua presenza solitaria conferisce un senso di protezione e di storia, come se raccontasse le tempeste e i viaggi che hanno attraversato queste acque.

Dal faro parte una suggestiva passeggiata panoramica lungo le scogliere, dove il fragore delle onde che si infrangono sulle rocce si mescola al silenzio della natura circostante. Il verde delle praterie che si estende tutt’intorno amplifica la sensazione di immersione totale in un paesaggio selvaggio e rigenerante, perfetto per chi ama camminare respirando mare e vento.

Faro de Cabo Mayor

Per concludere

Uno stopover a Santander può trasformarsi da visita senza grandi aspettative a piacevole sorpresa. Il ritmo rilassato della città, le architetture contrastanti, il mare e la natura l’hanno resa ai miei occhi un’oasi perfetta prima di rientrare nella routine quotidiana.

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