Un giorno a Boston

Boston, definita “The Hub” viene considerata dagli americani il centro di tutto. Svolse, infatti, un ruolo chiave nelle guerre d’indipendenza e oggi è la culla della cultura americana grazie alle sue famose università.
Dista poco più di 200 miglia da New York e per questo può essere una tappa interessante da associare alla Grande Mela. Per questo motivo, durante il mio soggiorno newyorkese, ho deciso di prendere parte ad un tour organizzato a Boston.
Per visitare Boston è essenziale documentarsi sugli eventi storici di cui è stata protagonista. Questa città fu, per esempio. il punto di partenza del Boston Tea Party, uno dei primi atti di ribellione dei coloni verso i colonizzatori britannici per l’aumento delle tasse imposte sulla bevanda. Subì un lungo assedio e venne liberata nel 1776, costringendo alla ritirata l’esercito britannico.
Si parte molto presto da Manhattan, la sveglia è all’alba. L’autobus impiega tre ore e mezza prima di arrivare alla prima destinazione. E’ Cambridge, un sobborgo della città metropolitana di Boston. Qui hanno sede tre delle più prestigiose e antiche università americane tra cui la celebre Harvard, fondata nel 1636. Mentre ci incamminiamo tra gli edifici che compongono il Campus, la guida ci fornisce qualche informazione sulle modalità di ammissione all’Università: un ruolo fondamentale è costituito dalle attività extra curriculari come sport o beneficenza. Uno degli edifici più rappresentativi è la Widener Library, più di 92 chilometri di scaffali in dieci piani per oltre tre milioni e mezzo di libri.

La capitale della cultura statunitense possiede altre Università prestigiose e la guida ci informa su come sia fortemente impegnata a garantire la formazione dei giovani. Per esempio, le forze di polizia si occupano di segnalare ad atenei e genitori eventuali studenti trovati in stato di ubriachezza nelle strade.
Dopo questa visita ci dirigiamo alla Trinity Church, considerato uno dei dieci edifici architettonicamente più rilevanti degli Stati Uniti. Situata nel quartiere Back Bay di Boston, è in stile Romanico Richardsoniano, dal nome dell’architetto americano Henry Hobson Richardson che l’ha ideato. E’ caratterizzata da pareti di pietra grezza, archi, torri e finestre incastonate in profondità. Effettivamente è molto bella e resa ancora più particolare dal contesto in cui si trova, in mezzo a grattacieli.

Iniziamo poi a percorrere il Freedom Trail, quattro chilometri pedonali che collegano 16 edifici storici di Boston, tutti legati alla Rivoluzione Americana. Il percorso è segnalato da una linea di mattoni rossi o vernice sui marciapiedi. Ovviamente ci soffermiamo solo su alcuni per mancanza di tempo. Il primo che incontriamo è il Massachusetts State House, la sede del governo del Commonwealth e del Massachusetts. E’ un palazzo del tardo ‘700, famoso per la sua cupola dorata che può essere vista da vari punti della città.

A breve distanza si trova il Granary Burying Ground, il cimitero storico di Boston che ospita le lapidi di importanti figure della Rivoluzione americana. Sono oltre 2500 e si presentano in uno stile pieno di intagli tipico dell’architettura dei secoli XVII e XVIII.

La tappa successiva è l’Old City Hall di Boston, ossia il vecchio municipio, costruito con uno stile Secondo Impero Francese che mescola elementi barocchi e rinascimentali. E’ importante in quanto ha influenzato altri edifici governativi negli Stati Uniti.

Incrociamo il Boston Irish Famine memorial, un memoriale della Grande Carestia irlandese e degli immigrati irlandesi che sono arrivati in città.

L’ultima tappa del Freedom Trail è l’Old State House, il più vecchio edificio pubblico ancora esistente a Boston; fu sede del governo coloniale del Massachusetts. Qui fu letta per la prima volta la dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti agli abitanti di Boston. Quel giorno tutti i simboli britannici furono rimossi e bruciati. Lo stile architettonico è di tipo coloniale georgiano con una facciata in mattoni, un frontone centrale e finestre collocate in modo simmetrico.

E’ ora di pranzo e ci spostiamo al Quincy Market, lo storico mercato cittadino che oggi ospita negozi e ristoranti. Anche questo è un edificio del passato in stile neoclassico.

Prima di riprendere il lungo viaggio verso New York facciamo tappa al Boston Tea Party Ships & Museum, luogo dove viene commemorato il Boston Tea Party del 1773. Qui ci sono le navi che parteciparono all’evento, ovviamente restaurate e, nella sala tè, è possibile degustare diverse varietà della bevanda, incluse le cinque che furono gettate in mare durante la ribellione. Un luogo molto piacevole ed educativo.

Lascio Boston con la consapevolezza di aver ottenuto molte informazioni che non avevo su questa città e sulla storia dell’Indipendenza degli Stati Uniti. Una tappa significativa che mostra un’altra America. Ne consiglio una breve permanenza durante un viaggio negli Stati Uniti.

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