Tre giorni tra Fez, Chefchaouen e Rabat

Introduzione
Andiamo a Fez? Una mia amica mi pone questa domanda: inizia così l’organizzazione del mio primo viaggio in Marocco a fine Marzo 2019.
Non avevo molto approfondito la storia di questa città fino a quel momento, era quindi l’occasione per farlo! Fez è la più antica delle quattro città imperiali marocchine, fondata alla fine del IX secolo. Oggi occupa un ruolo centrale all’interno del paese come capitale religiosa grazie al suo patrimonio storico e alla presenza di luoghi di culto. E’ importante anche per l’artigianato e nello specifico per la lavorazione delle pelli nelle concerie e per la ceramica.
In fase di organizzazione mi rendo conto che è possibile associare a Fez la visita di Chefchaouen. Poi, cercando i voli capisco che la migliore opzione è quella di volare a Roma da Rabat. La visita di Fez si trasforma, così, in un mini tour del Marocco che tocca due città imperiali e un luogo iconico dello paese maghrebino.
Facciamo base a Fez, dove riesco a trovare uno scambio casa in un riad all’interno della Medina con homeexchange. Nel riad non ci saranno altri ospiti, sarà tutto per noi!
I pasti sono buoni, abbondanti ed economici: per la colazione tipica marocchina all’interno del riad, si spendono 5 euro al giorno; per le abbondanti cene nei ristoranti locali, non si superano mai i 15 euro. Il tutto buonissimo!
La Medina di Fez è l’unico posto al mondo in cui ho perso totalmente il senso dell’orientamento, non riuscendo mai a capire dove mi trovassi. Maps non funziona in quest’area, e questo rende il tutto più difficile. Per qualunque necessità, andare al ristorante o al bancomat, abbiamo dovuto chiedere al custode del riad di accompagnarci. Lo abbiamo, poi, ricompensato con una buonissima mancia.
Si parte!
Giorno 1 – 24/02/2024
Scegliamo di partire di sabato, ma non c’è un volo diretto per Fez. Facciamo, quindi, un lungo scalo a Barcellona e giungiamo in Marocco verso le 21.00. Le solite formalità di ingresso e, finalmente, siamo fuori dall’aeroporto. Prelevo un po’ di moneta locale con la mia Revolut, anche per provare per la prima volta l’effettivo funzionamento fuori dall’ UE. All’uscita dall’area passeggeri ci attende l’autista che ci porterà a destinazione. L’autista informa il custode che stiamo per arrivare. Dopo circa 20 minuti ci lascia in una piazza piena di gente, dove incontriamo il custode. Mi domando come mai il custode fosse venuto a prenderci. Lo capisco non appena iniziamo a percorrere le vie della Medina: siamo all’interno di un labirinto di vicoli molto stretti e poco illuminati. Provo ad aprire maps e mi rendo conto che l’app non riconosce le strade della Medina. Giungiamo al Riad e lo esploriamo. Sono tre piani e siamo gli unici ospiti. Abbiamo l’imbarazzo della scelta su dove dormire.

Chefchaouen
Giorno 2 – 31/03/2019
Decidiamo di dedicare la giornata a Chefchaouen, la città blu. Sveglia alle 7.00. Il custode ci porta la colazione; la divoriamo: un mix di dolce e salato che va dal msemmen con miele a omelette condite con pomodori e spezie. Dopo pochi minuti bussano alla porta: è uno degli accompagnatori del tour a Chefchaouen che è venuto a prelevarci a casa per portarci al punto di partenza. Percorriamo nuovamente le stradine della Medina per raggiungere il punto di incontro del tour. Nonostante la luce dell’alba, il senso dell’orientamento non migliora. Capisco che in questa città non riusciremo a muoverci in autonomia. Arriva l’autobus e il tour parte. Sono circa 200 chilometri che vengono percorsi in tre ore e mezza attraversando le catene montuose della parte centrale del paese. Sul tragitto si incontrano villaggi rurali e pascoli. Arriviamo nella città blu che si trova all’interno di una valle incastonata tra le montagne del Rif. Sosta per scattare la prima foto che mette in evidenza questa chiazza blu circondata dal verde delle montagne.

Iniziano a percorrere la Medina, decisamente più arieggiata e larga di quella di Fez, e iniziano a svelarsi, uno dopo l’altro, gli scorci caratteristici che hanno reso questa città un’attrazione turistica a livello mondiale.

Lungo il tragitto, la guida ci fornisce spiegazioni storico-culturali sulle motivazioni per cui gli edifici di questa cittadina sono colorati di blu. Esistono diverse teorie, probabilmente tutte vere, ma nessuna assoluta! Sembra che gli ebrei dell’Andalusia, che si rifugiarono qui per sfuggire alle persecuzioni, decisero di utilizzare il blu in maniera simbolica come richiamo del cielo e, quindi, del paradiso. Allo stesso tempo, il blu allontana gli insetti e i moscerini, di cui la zona prolifera specie in estate, e aiuta a mantenere le case più fresche.
Passo dopo passo giungiamo a Piazza Uta el-Hammam, il cuore nevralgico della città. Questo vivace punto di ritrovo è pieno di bar e ristoranti, ma anche di strutture storiche come il Kasbah e la Grande Moschea.

Trascorriamo, poi, il pomeriggio tra i souk della Medina prima di tornare sull’autobus in direzione Fez. Chefchaouen è una città che si visita decisamente in poche ore e per la quale consiglio una visita giornaliera piuttosto che un soggiorno completo. Molto carina, ma anche molto inflazionata!
In prossimità dell’arrivo mi metto in contatto con il custode del riad a cui chiedo di venirci a prelevare in quanto non siamo in grado di arrivare da soli. Ci porta a casa dove lasciamo gli zaini, poi ci accompagna al ristorante e, dopo circa un’ora, viene a riprenderci.
Fez
Per visitare Fez scegliamo, giustamente, di affidarci ad una guida locale che parla italiano. Avevo fatto un po’ di ricerche sulle pagine Facebook di viaggi. Me ne avevano consigliate un paio. Dopo averle contattate, la mia scelta è ricaduta su Farid che ci ha chiesto circa 60 euro per tutta la giornata. Non potevamo fare scelta migliore: visitare Fez senza una guida rischia di essere una perdita di tempo. La Medina conta oltre 9400 vicoli che, nel migliore dei casi, hanno il nome scritto in arabo.
Farid ci viene a prendere a casa e iniziamo, così, il giro di questo affascinante labirinto che mantiene la stessa struttura da oltre mille anni. Iniziamo le visite dalla Madrasa Bou Inania, edificio che ospita una scuola coranica di studi superiori, costruito nel XIV secolo. Questa struttura è considerata il più alto esempio di architettura merinide, dinastia berbera di religione musulmana sunnita che regnò in Marocco per oltre due secoli. A colpire sono le pareti in stucco e legno decorate con intagli. Nel cortile è ancora funzionante la fontana delle abluzioni.

Camminando all’interno della Medina si notano i particolari di alcune abitazioni che indicano lo status sociale di chi ci vive. L’elemento più evidente sono le porte: quelle in legno scuro con dettagli ornamentali sono ingressi di riad di alto livello o abitazioni delle classi sociali più abbienti.

Come da tradizione marocchina, non può mancare la visita di un souk dei tappeti. Il negozio espone centinaia di esemplari di tutte le dimensioni e colori. Le decorazioni raffigurano motivi tradizionali della cultura locale. Sul retro c’è il vero e proprio laboratorio dove i tappeti vengono realizzati artigianalmente. Osserviamo le donne nel loro lavoro e veniamo coinvolti nell’apprendimento della tecnica di tessitura sul telaio.

Proseguendo tra i vicoli tortuosi e poco illuminati arriviamo all’ Università al Qarawiyyin, costruita nel 859 d.C., originariamente come moschea, e successivamente destinata all’educazione. E’ la più antica università al mondo ed è stata centrale nel rendere Fez la capitale culturale del Maghreb poiché molti studenti si trasferirono qui per formarsi. La sua biblioteca contiene oggi 30.000 esemplari tra cui manoscritti unici al mondo, ma nel 1600 ne accoglieva ben oltre 300.000. L’architettura è semplice, ma elegante: al centro un cortile con una fontana, mentre lungo il perimetro ci sono una serie di archi bianchi.

Proseguendo arriviamo alla Zawiya Moulay Idris, ossia la residenza del fondatore della città di Fez, oggi divenuto mausoleo in quanto contiene la sua tomba. Anche qui, i non musulmani non possono varcare la soglia, ma già osservando l’ingresso se ne può comprendere la maestosità.

Facciamo una breve pausa pranzo, prima di iniziare il tour pomeridiano tra i souk. Farid ci porta prima in un negozio con un’ampia gamma di prodotti alimentari dove si possono trovare vari tipi di spezie, olio di oliva e zafferano, definito anche “oro rosso”. Poi entriamo in una cooperativa che lavora l’argan e con il quale si produce sia il famoso olio utilizzato per condire le insalate, ma anche prodotti per scopi cosmetici come la cura della pelle e dei capelli. Il proprietario del souk ci propone diversi prodotti a cui, ovviamente, non riusciamo a dire di no.

Arriva, finalmente, il momento tanto atteso, la visita delle concerie, ossia i laboratori dove le pelli grezze vengono trasformate in prodotto finito. Man mano che ci avviciniamo a questa zona, l’odore si trasforma da forte a nauseabondo: il trattamento delle pelli avviene, infatti, con materiali come le feci di piccione e l’urina di mucca. All’ingresso, ci vengono consegnate delle foglie di menta che aiutano a mitigare questa cattiva sensazione olfattiva: dopo qualche minuto, comunque, ci si abitua. Non si entra nei veri e propri laboratori, ma si accede alle loro terrazze che sono un punto di osservazione privilegiato delle grandi vasche piene di colori, la vera attrazione turistica. Le pelli vengono qui immerse per il processo di tintura, dopo essere state a lungo pulite e ammorbidite.

Si conclude, così, la nostra visita della Medina di Fez. Farid ci riaccompagna al riad. Ci riposiamo un po’ e poi chiediamo al custode di accompagnarci in un ristorante e, ovviamente, di venirci a riprendere.
Rabat
Giorno 4 – 02/04/2019
Il nostro volo parte nel tardo pomeriggio da Rabat. Alle 8.00 saliamo sul treno che dalla stazione di Fez ci porta alla capitale marocchina. Siamo lì in circa tre ore. A Rabat non abbiamo un programma: l’idea è quella di farci accompagnare da un driver nei principali luoghi turistici. Non abbiamo difficoltà a trovarlo. All’uscita dalla stazione diversi tassisti si propongono come accompagnatori. Negoziamo con uno di loro e riusciamo ad ottenere il prezzo di 80 euro per il giro turistico e per il passaggio in aeroporto.
La prima tappa è il Palazzo Reale, residenza ufficiale dei regnanti marocchini. Visibile solo dall’esterno, è circondato da grandi giardini. L’architettura è tipicamente islamica. L’ingresso avviene attraverso una maestosa porta monumentale, anch’essa decorata con motivi geometrici.

Proseguiamo poi verso il sito archeologico di Chellah, una necropoli medievale musulmana sorta sulle rovine di una città romana. Si trova su una collina a tre chilometri dal centro di Rabat. Si accede attraverso le mura, in ottimo stato di conservazione. All’interno sono facilmente individuabili gli elementi della città romana che si chiamava Sala Colonia: il foro, le terme, le costruzioni e le botteghe. Su queste fondamenta i sovrani merinidi costruirono le loro tombe e le loro strutture tra il 1300 e il 1500. Molto belli anche i giardini che la circondano.



L’autista si dimostra anche un’ottima guida e ci fornisce informazioni sull’importanza di questi monumenti all’interno del contesto storico-sociale del Marocco. Arriviamo, quindi, al Mausoleo di Mohammed V, sultano considerato il padre del Marocco moderno in quanto fu fondamentale per l’indipendenza del paese maghrebino dalla Francia. Lo stile è quello arabo-islamico, l’esterno è in marmo bianco di Carrara e il tetto a piramide di colore verde. All’interno, le pareti sono ricoperte da mosaici.


Poco vicino c’è la Torre Hassan che nelle intenzioni doveva essere il minareto più grande al mondo insieme alla moschea adiacente. I lavori si interruppero, però, nel 1199 dopo la morte del sultano che l’aveva voluta. Dall’esterno appare una struttura architettonicamente molto bella con disegni geometrici scolpiti sulla pietra arenaria rossa. Oggi è uno dei simboli di Rabat.

Abbiamo ancora un po’ di tempo per visitare la Kasbah des Oudayas, un quartiere fortificato posto su una roccia, nato con scopi difensivi nel X secolo. Si accede attraverso una porta e si affaccia sull’Oceano Atlantico. E’ una città all’interno della città, molto bella da visitare, in stile moresco-andaluso con riad e abitazioni piene di colori e dettagli.


Infine la Medina di Rabat, piena di colori e di profumi, come quella di Fez, ma con spazi molto più ampi. L’offerta è varia: dai tappeti ai generi alimentari e poi tessuti e gioelli.

Andiamo verso l’aeroporto. Arriveremo a Roma in serata. Il viaggio in Marocco mi ha proiettato verso una nuova dimensione, in un contesto storico per me poco conosciuto, ma che si è rivelato molto interessante. Fez è una città unica al mondo che vale la pena visitare e Rabat ha saputo incuriosirmi per il suo forte contrasto tra antico e moderno.

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