Visitare l’entroterra di Gran Canaria

Visitare l’entroterra di Gran Canaria significa scoprire un volto dell’isola che va ben oltre le sue immagini più iconiche.
Se spiagge dorate e dune spettacolari rappresentano l’immaginario più diffuso, l’isola custodisce nell’entroterra un patrimonio naturale sorprendente, spesso meno conosciuto ma altrettanto affascinante. Colgo così l’occasione per immergermi in questi territori aspri e poco urbanizzati grazie a un’escursione prenotata su GetYourGuide.
Tra paesaggi montani, vallate verdi e borghi autentici, si svela una dimensione diversa, capace di regalare emozioni uniche e un’esperienza ancora più ricca e suggestiva a chi sceglie di esplorarla.
Mappa della attrazioni
Barranco de Fataga
La prima tappa è il Barranco de Fataga, un canyon immerso in una vegetazione rigogliosa che crea un forte contrasto con il grigio delle pareti rocciose di origine vulcanica.
Il fondo della valle, coperto da ampie aree verdi, le ha valso il soprannome di “Valle delle Mille Palme”. Dai punti panoramici, lo sguardo si perde in un affascinante mosaico geologico, dove le stratificazioni delle rocce raccontano la storia delle diverse eruzioni vulcaniche che hanno plasmato l’isola nel corso dei millenni.

Villaggio di Fataga
Il vicino villaggio di Fataga, situato a circa 615 metri di altitudine, è un piccolo scrigno di architettura rurale canaria. Casette bianche dai tetti in tegola si susseguono lungo strette stradine acciottolate, creando scorci pittoreschi e pieni di fascino. Non a caso, Fataga è considerato uno dei borghi più belli e autentici di Gran Canaria. Passeggiando tra le sue vie si incontrano piccoli negozi che espongono oggetti di artigianato locale.

L’entroterra di Gran Canaria
L’entroterra di Gran Canaria è un continuo sali e scendi mozzafiato, capace di regalare panorami indimenticabili anche solo percorrendolo in auto. Lungo il percorso, i miradores offrono soste perfette per ammirare le cime più alte dell’isola.
È così che ci si apre davanti lo spettacolo del Roque Nublo, simbolo indiscusso di Gran Canaria. Questo imponente monolite basaltico, alto circa 80 metri, si erge a 1.813 metri di altitudine nel comune di Tejeda ed era considerato un luogo sacro dagli aborigeni canari.
Non lontano, da un altro mirador, appare il Pico de las Nieves, il punto più alto dell’isola con i suoi 1.949 metri.

Barranco de Guayadeque
Proseguiamo verso il Barranco de Guayadeque, una gola profonda 15 km, famosa per le sue spettacolari pareti verticali. Ad essere protagonisti sono i colori: il grigio del basalto crea un contrasto cromatico con il verde lussureggiante della vegetazione di palme e cactus in fondo alla valle.
Questo è stato anche il luogo dei primi insediamenti degli aborigeni canari: le pareti offrivano protezione da eventuali attacchi nemici, la presenza di acqua consentiva irrigazioni per l’agricoltura e la rimaneva temperatura costante nel corso dell’anno.
Vivevano all’interno di grotte trasformate in case e ampliate secondo le proprie necessità, scavando nel tufo.

La Fortaleza de Ansite
La Fortaleza de Ansite è un sito archeologico ricco di storia, dove è possibile scoprire un vero villaggio scavato nella roccia. Grotte naturali o scavate dall’uomo servivano da abitazioni, magazzini e luoghi di sepoltura, raccontando la vita degli antichi abitanti dell’isola.
L’elemento più iconico del sito è il tunnel naturale che attraversa completamente la roccia, collegando i due versanti e offrendo un’impressionante testimonianza dell’ingegno e dell’adattamento umano all’ambiente vulcanico di Gran Canaria.

Mirador de La Sorrueda
A breve distanza, dal Mirador de La Sorrueda si apre uno degli scorci più affascinanti dell’entroterra di Gran Canaria. L’acqua azzurra della Diga di La Sorrueda, circondata da uno dei palmeti più densi e selvaggi dell’isola, crea un contrasto straordinario con le scure pareti vulcaniche circostanti, regalando un panorama di grande impatto visivo.

Per concludere
L’entroterra di Gran Canaria sembra un mondo a sé stante, lontano dal paesaggio della costa. È un luogo dove la natura domina e al tempo stesso racconta la capacità dell’uomo di adattarsi ad essa. Una tappa imperdibile per chi desidera scoprire cosa si cela oltre l’apparenza dell’isola!

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