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Visitare il Sachsenhausen Memorial

Visitare il Sachsenhausen Memorial

Visitare il Sachsenhausen Memorial significa immergersi in un luogo di memoria fondamentale per comprendere la storia del Novecento e le atrocità del regime nazista.

Sachsenhausen è il secondo campo di concentramento che visito, dopo Auschwitz. Non è la curiosità morbosa per questi luoghi dell’orrore a spingermi qui, ma il desiderio di comprendere il ruolo specifico che questo campo ha avuto durante l’intero periodo nazista: visitare Sachsenhausen significa chiudere il cerchio sulla macchina amministrativa messa in piedi da Hitler.

Il campo si trova nella cittadina di Oranienburg, a circa 35 chilometri a nord di Berlino. Il treno regionale conduce direttamente alla stazione del paese e, da lì, una camminata di circa due chilometri porta all’ingresso del memoriale.

Come ad Auschwitz, l’accesso al memoriale è gratuito, ma è consigliabile partecipare a una visita guidata: compro un tour su  GetYourGuide per entrare più facilmente nel racconto di fatti difficili da immaginare e da comprendere appieno.

Se Auschwitz è il simbolo dello sterminio industriale, Sachsenhausen offre una prospettiva complementare e altrettanto agghiacciante: era il centro di comando da cui venivano gestiti e amministrati tutti i lager nazisti. Qui si formavano gli aguzzini, poi inviati in tutta Europa a dirigere gli altri campi di concentramento.

Sachsenhausen non nacque come campo di sterminio degli ebrei, ma come campo di concentramento politico, destinato a internare chiunque fosse percepito come una minaccia alla purezza ariana: rom, omosessuali, senzatetto e altri. Solo in seguito il campo ospitò anche prigionieri ebrei.

L’ingresso e la Torre A

L’ingresso, noto come Torre A, è il punto da cui si coglie immediatamente la struttura a semicerchio del campo, progettato in modo da permettere una visuale completa e costante dei prigionieri.

L’ingresso e la Torre A

Sul cancello campeggia la celebre frase “Arbeit macht frei” (“Il lavoro rende liberi”), ricorrente in molti campi di concentramento. In questi luoghi, la scritta incarnava la retorica nazista della rieducazione forzata.

Ingresso di Sachsenhausen

Il Piazzale dell’Appello

Appellplatz, il Piazzale dell’Appello, si apre immediatamente dopo aver varcato il cancello della Torre A. È qui che i prigionieri venivano costretti a rimanere in piedi per ore, durante il conteggio quotidiano.

Due volte al giorno ciascuno doveva occupare il posto assegnato, in file rigidamente ordinate. Se il numero totale non coincideva, l’appello proseguiva anche per ore, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche, finché non veniva individuato il “colpevole”, vivo o morto.

In questo stesso spazio si svolgevano anche le esecuzioni pubbliche e le punizioni corporali, deliberate affinché fossero viste da tutti i detenuti.

Il perimetro del piazzale è circondato da una corsia composta da diverse tipologie di sassi: la cosiddetta Pista di prova delle scarpe. Qui i prigionieri erano costretti a correre o marciare per ore, trasportando carichi pesanti, per testare la resistenza delle calzature destinate all’esercito tedesco.

Il Piazzale dell'Appello

Baracche 38 e 39

Le Baracche 38 e 39 rivestono un significato particolare: qui furono internati gli ebrei dopo la Notte dei Cristalli del 1938.

Le condizioni di vita erano ancora più dure rispetto al resto del campo, segnate da sovraffollamento, razioni ridotte e violenze più frequenti.

Oggi queste baracche ospitano l’esposizione principale dedicata alla storia dei prigionieri ebrei.

Baracche 38 e 39

Il Campo Speciale Sovietico (1945-1950)

È ancora visibile il Campo Speciale Sovietico, utilizzato dall’esercito sovietico dopo la fine della guerra. La sua presenza è fondamentale per comprendere la storia stratificata di questo luogo, che non si esaurisce con la fine del regime nazista. Quest’area documenta la vita dei circa 60.000 internati sotto il regime sovietico, alcuni erano funzionari nazisti, altri erano semplici oppositori politici.

Memoriale Nazionale di Sachsenhausen

Il Memoriale Nazionale di Sachsenhausen è dominato da un imponente obelisco alto 40 metri. Costruito nel 1961, durante il periodo della DDR, riflette l’impostazione ideologica dell’epoca: l’enfasi è posta sulla vittoria del socialismo sul fascismo, mentre lo sterminio razziale di ebrei e rom rimane in secondo piano.

Memoriale Nazionale di Sachsenhausen

Per concludere

Sachsenhausen mette in luce la dimensione strategica del regime, mentre Auschwitz rappresenta il luogo in cui si manifestano concretamente le tattiche dello sterminio.

Visitare entrambi significa avvicinarsi a una comprensione più completa della dottrina nazista, nelle sue strutture organizzative e nelle sue conseguenze più estreme.

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