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Cosa vedere a Berat, la città dalle 1000 finestre

Cosa vedere a Berat, la città dalle 1000 finestre

Durante un weekend in Albania, vale la pena uscire da Tirana e andare alla scoperta delle tante meraviglie che questo piccolo Paese ha da offrire. Tra le tappe da non perdere c’è sicuramente Berat, una città affascinante e ricca di storia, conosciuta anche come la “città dalle mille finestre”. In questo post ti racconto cosa vedere a Berat, cosa fare e quali sono i luoghi da non perdere per scoprire al meglio questa splendida città albanese.

Raggiungere Berat da Tirana è piuttosto semplice. Ogni giorno partono diversi tour organizzati, una soluzione comoda e conveniente per visitare la città anche in giornata. Noi abbiamo scelto di prenotare il nostro tour su GetYourGuide e ci siamo trovati molto bene. 

Berat è considerata una delle città più suggestive e armoniose dell’Albania. Il suo centro storico si sviluppa sulle due sponde del fiume Osum, con le caratteristiche case bianche che si arrampicano sui pendii delle colline e sembrano quasi guardarsi l’un l’altra. È proprio questo particolare paesaggio urbano, insieme alle facciate ricche di finestre, ad averle fatto guadagnare il celebre soprannome di “città dalle mille finestre”.

I due quartieri raccontano la storia di due comunità che per secoli vissero separate: Gorica era il cuore della comunità ortodossa, mentre Mangalem, ai piedi del Castello, era prevalentemente abitato dalla popolazione musulmana.

Per secoli, il fiume Osum ha segnato il confine tra queste due realtà, mantenendole di fatto separate. L’isolamento terminò solo nel 1780, quando venne costruito il primo ponte in pietra, destinato a diventare un importante collegamento tra le due sponde e tra le due comunità.

Mappa delle attrazioni

Gorica

Gorica si sviluppa a sud del fiume Osum ed è considerata l’anima più intima, tranquilla e autentica della Berat storica. Il quartiere è circondato da una collina ricoperta di pini, che contribuisce a creare un’atmosfera fresca e piacevolmente ombreggiata.

Passeggiare per Gorica significa perdersi tra un dedalo di stradine strette e ripide, pavimentate con le caratteristiche pietre di fiume, lasciandosi conquistare dal fascino discreto delle sue case e dei suoi angoli più tranquilli.

Ma c’è un altro motivo per cui vale la pena raggiungere questo quartiere: da Gorica si gode di una splendida vista panoramica su Mangalem, dall’altra parte del fiume. È proprio da qui che si può ammirare una delle prospettive più belle e fotografate di Berat.

Gorica

Mangalem

Mangalem è probabilmente l’immagine più iconica di Berat, grazie alla sua spettacolare cascata di case bianche e finestre geometriche che cattura immediatamente lo sguardo di chi arriva in città. Le abitazioni si arrampicano su un pendio ripido e roccioso, una accanto all’altra, creando un insieme architettonico davvero suggestivo.

Passeggiando tra le sue stradine strette e tortuose si respira ancora l’atmosfera dell’antico quartiere ottomano. Oggi Mangalem è anche la zona più vivace di Berat: i piani terra di molte delle caratteristiche case ottomane ospitano accoglienti caffè tradizionali, ristoranti e piccoli locali, perfetti per fermarsi a bere qualcosa e godersi l’atmosfera del quartiere.

Mangalem

Ponte di Gorica

Il Ponte di Gorica è uno dei monumenti più iconici ed eleganti di Berat, ma il suo fascino va ben oltre la sua bellezza. Da secoli rappresenta il simbolo dell’unione e della convivenza tra le due anime storiche della città: la comunità musulmana di Mangalem e quella cristiana di Gorica.

Oggi il ponte è completamente pedonale ed è il luogo ideale per passeggiare e ammirare Berat da una prospettiva diversa. Da qui si apre infatti una vista unica sui due quartieri storici, con le case di Mangalem che si arrampicano sulla collina e la più tranquilla Gorica dall’altra parte del fiume Osum.

Ponte di Gorica

Il Ponte Sospeso

Il Ponte Sospeso, costruito durante il periodo comunista e ristrutturato nel 2017, non ha forse lo stesso fascino del più celebre Ponte di Gorica, ma merita comunque una passeggiata. Attraversarlo permette infatti di ammirare Berat da un’altra prospettiva, con una vista particolare sulle due anime storiche della città e sul fiume Osum che le separa.

Il Ponte Sospeso

Castello di Berat

Sulla cima della collina rocciosa che domina il quartiere di Mangalem, il Castello di Berat si erge come un’imponente fortezza in pietra, arroccata a 214 metri di altezza. Ma ciò che rende questo luogo davvero particolare è un aspetto tutt’altro che comune: la fortezza è ancora oggi abitata da una comunità di residenti.

La posizione del castello non è casuale. Costruito in altura per ragioni naturalmente difensive, permetteva di controllare facilmente il territorio e le vie commerciali. Qui, secondo la tradizione storica della città, si insediarono gli Illiri, considerati tra i fondatori dell’antica Berat.

Passeggiare all’interno della fortezza è quasi disorientante. Le stradine si trasformano in un intricato dedalo di vicoli stretti e tortuosi, pavimentati con il kalldrëm, la caratteristica pavimentazione in pietre e ciottoli levigati dal tempo.

E proprio perché il castello è ancora uno spazio abitato, la visita assume un’atmosfera sorprendentemente quotidiana e autentica. Tra le antiche mura si possono vedere i panni stesi al sole, porte di abitazioni private e piccoli scorci di vita locale, mentre nell’aria può arrivare persino il profumo del pane appena sfornato. È questa convivenza tra storia e vita di tutti i giorni a rendere il Castello di Berat così affascinante.

Castello di Berat

Chiesa della Santissima Trinità

Tra i monumenti che vale sicuramente la pena visitare all’interno del castello c’è la Chiesa della Santissima Trinità, uno degli esempi più suggestivi dell’architettura bizantina medievale di Berat.

La facciata colpisce per l’elegante alternanza di fasce di mattoni rossi e blocchi di pietra bianca, un elemento caratteristico dell’architettura bizantina dell’epoca. Anche l’interno custodisce dettagli di grande interesse: le colonne che sorreggono la cupola presentano infatti capitelli di epoca romana o greca, probabilmente recuperati da antiche rovine presenti nei dintorni.

Un piccolo gioiello architettonico che racconta, attraverso le sue pietre, la lunga e stratificata storia di Berat.

Chiesa della Santissima Trinità

Museo Iconografico Onufri

Il Museo Iconografico Onufri è uno dei luoghi più importanti di Berat per chi vuole conoscere la storia dell’arte sacra albanese. Il museo è ospitato all’interno della Cattedrale della Dormizione di Santa Maria, una monumentale chiesa di epoca bizantina situata nel cuore del Castello.

Al suo interno sono custodite preziose icone e opere di arte religiosa, tra cui quelle del celebre pittore Onufri, considerato uno dei più importanti maestri dell’arte iconografica albanese.

Museo Iconografico Onufri

Il Belvedere del Castello

Il Belvedere del Castello è il punto panoramico più bello di Berat e regala una spettacolare vista a 360° sulla città e sul fiume Osum. Da quassù si possono ammirare le case di Mangalem e Gorica, le colline circostanti e il paesaggio che abbraccia la città.

È una tappa che consiglio assolutamente di non perdere durante la visita di Berat. Da fare possibilmente al tramonto.

Il Belvedere del Castello

Per concludere

Berat è una di quelle città che non ti aspetti: un luogo in cui anime, culture e tradizioni diverse convivono all’interno di uno spazio sorprendentemente ristretto.

A colpire maggiormente è l’equilibrio tra storia e vita quotidiana: qui il passato non è qualcosa di relegato ai musei o ai monumenti, ma continua a far parte della vita della città. Lo si percepisce passeggiando tra le stradine del castello, affacciandosi dai suoi belvedere o semplicemente fermandosi a bere qualcosa in uno dei piccoli locali di Mangalem.

Se state organizzando un viaggio in Albania, Berat merita sicuramente un posto nel vostro itinerario. È una destinazione perfetta da visitare anche con una gita in giornata da Tirana, ma il mio consiglio è di non avere fretta: Berat è una città da scoprire con calma, lasciandosi guidare dalla curiosità e dal piacere di perdersi tra le sue stradine.

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