Visitare Chichén Itzá

Chichén Itzá è una delle sette meraviglie del mondo moderno e patrimonio UNESCO. Visitare Chichén Itzá significa fare un viaggio straordinario nella storia e nell’astronomia Maya.
La città raggiunse il suo massimo splendore tra il IX e il XIII secolo, durante il periodo Terminale Classico e il Primo Postclassico. Quando Uxmal iniziò il suo declino, probabilmente a causa di gravi siccità e tensioni interne, Chichén Itzá iniziò la sua ascesa, diventando il principale centro di potere politico, economico e religioso della penisola dello Yucatán.
Chichén Itzá seppe infatti allearsi con i Toltechi, una popolazione guerriera del Messico centrale, e così creò un impero commerciale e militare dominante in tutta la regione.
Piramide di Kukulkán
La Piramide di Kukulkán, conosciuta anche come El Castillo, è il monumento più celebre di Chichén Itzá. Alta circa 30 metri, è una straordinaria testimonianza delle conoscenze architettoniche, matematiche e astronomiche dei Maya e aveva probabilmente importanti funzioni religiose e politiche.
Sulla sommità della piramide si trova un piccolo tempio, al quale potevano avere accesso solo le élite religiose e politiche. Qui si svolgevano cerimonie e rituali dedicati a Kukulkán, il Serpente Piumato, una delle principali divinità della tradizione mesoamericana.
La struttura presenta quattro scalinate, ciascuna composta tradizionalmente da 91 gradini. Moltiplicando 91 per 4 si ottengono 364; aggiungendo la piattaforma superiore si arriva simbolicamente a 365, il numero dei giorni dell’anno solare. Questo particolare ha contribuito alla fama di El Castillo come monumento legato all’astronomia Maya.
I sovrani di Chichén Itzá usavano la Piramide per legittimare il proprio potere divino davanti al popolo. Quando il re o il sommo sacerdote si posizionava in cima, la sua voce veniva amplificata dall’acustica della piramide.
Uno degli aspetti più affascinanti è il fenomeno di luce e ombra che si verifica intorno agli equinozi. Quando il Sole illumina la scalinata settentrionale con una determinata angolazione, le ombre delle terrazze creano una sequenza di triangoli che sembra formare il corpo di un serpente mentre scende verso la base della scalinata. Il fenomeno era tradizionalmente interpretato come una manifestazione di Kukulkán.
El Castillo venne inoltre costruita sopra strutture più antiche. All’interno della piramide sono state individuate almeno due costruzioni precedenti, realizzate in fasi successive, mostrando come i Maya ampliassero e ricostruissero i propri monumenti nel corso del tempo.
Sotto la piramide si trova infine un grande cenote, individuato e studiato attraverso moderne tecniche geofisiche. La presenza dell’acqua sotterranea aggiunge un ulteriore elemento al complesso simbolismo del monumento: nella cosmologia Maya, grotte e cenote erano infatti luoghi di grande importanza religiosa e potevano essere considerati accessi al mondo sotterraneo, l’inframondo.

Grande Campo del Gioco della Pelota
Il Grande Campo del Gioco della Pelota di Chichén Itzá è il più grande campo conosciuto dell’intera Mesoamerica, con dimensioni di circa 168 metri di lunghezza e 70 metri di larghezza. È inoltre uno dei meglio conservati e rappresenta uno degli spazi monumentali più importanti del sito.
La struttura è la stessa di altri siti Maya, poichè la stessa era la funzione; questo non era un semplice sport, ma un rituale religioso solenne che simboleggiava la lotta cosmica tra la luce e le tenebre, tra vita e morte.
Uno degli aspetti più sorprendenti del campo di Chichén Itzá è la sua acustica. La particolare conformazione delle pareti permette alla voce e ai suoni di propagarsi a grande distanza: persone posizionate alle estremità opposte del campo possono percepirsi con una chiarezza sorprendente. Anche un battito di mani può produrre una serie di riflessi acustici distinti, creando un effetto particolarmente suggestivo.

La Tomba del Sommo Sacerdote
La Tomba del Sommo Sacerdote, conosciuta anche come Osario, è un’altra struttura affascinante. La sua forma ricorda quella di El Castillo, tanto che viene spesso descritta come una sorta di versione più piccola della Piramide di Kukulkán. Le due strutture, tuttavia, avevano dimensioni e funzioni differenti.
All’interno dell’Osario è stato individuato un pozzo naturale che conduce verso il sottosuolo, nel quale furono rinvenuti resti umani e altri materiali. Per questo motivo la struttura è considerata come un monumento con un’importante funzione funeraria e rituale.
Sulla cima della Piramide i sacerdoti celebravano riti, dimostrando visivamente alla popolazione il loro controllo assoluto sui segreti della vita, della morte e della rinascita agricola.

El Caracol
L’Osservatorio, conosciuto come El Caracol, deve il suo nome alla caratteristica scala a chiocciola in pietra che si trova all’interno della struttura.
Era calibrato per tracciare i movimenti di Venere, astro di grande rilevanza nella cosmologia Maya e associato, in particolare, alla figura di Kukulkán e a simbolismi legati alla guerra e al potere.
L’osservazione del Sole, della Luna e di altri astri contribuiva alla costruzione dei calendari utilizzati per organizzare le attività agricole e le cerimonie religiose.

Cenote Sacro
Il Cenote Sacro è un enorme pozzo naturale a cielo aperto, con un diametro di circa 60 metri e una profondità che supera i 20 metri d’acqua, mentre la cavità raggiunge una profondità complessiva di circa 50-60 metri. Per i Maya di Chichén Itzá rappresentava un luogo di straordinaria importanza religiosa, legato all’acqua, alla pioggia e all’inframondo.
Oltre ad essere un luogo di pellegrinaggio, il Cenote era il centro per i sacrifici e le offerte: i sacerdoti gettavano nel cenote preziosi oggetti cerimoniali in oro, giada, rame e ceramica per invocare la benevolenza degli dei. Nei momenti di massima crisi, venivano sacrificati anche gli esseri umani.

Per concludere
Chichén Itzá rappresenta una delle più straordinarie testimonianze della civiltà Maya e della complessità della cultura mesoamericana. Le sue piramidi, i templi, il Grande Campo del Gioco della Pelota, l’Osservatorio e i cenote mostrano come architettura, religione, astronomia, politica e natura fossero profondamente interconnesse.
E’ un luogo che sorprende perché testimonia il livello di conoscenza matematiche e astronomiche dei Maya.

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