Salamina e Famagosta: il racconto dei periodi d’oro di Cipro

Fin dall’antichità Cipro ha rivestito un ruolo geopolitico di primaria importanza, trovandosi in una posizione strategica tra Europa, Asia e Africa. Crocevia naturale di rotte marittime e commerciali, l’isola rappresentava un punto di controllo privilegiato verso l’Oriente e l’Egitto. Dominare Cipro significava esercitare influenza sugli scambi economici del Mediterraneo orientale. Proprio questa collocazione ha reso l’isola particolarmente ambita: nel corso dei secoli diverse civiltà si sono qui insediate, lasciando testimonianze architettoniche e culturali. Nella parte est dell’isola è ben visibile questa stratificazione storica, grazie a siti come Salamina e Famagosta.
Salamina
Salamina fu fondata nel XI secolo a.C. ed è stata per oltre mille anni la città più importante dell’isola, fino all’epoca ellenistica, quando venne superata da Pafo. Le rovine che sono giunte ai nostri giorni appartengono all’epoca romana. Tra le strutture meglio conservate spiccano il Ginnasio e le Terme: un ampio cortile circondato da colonne e dai resti dei bagni romani con sistemi di riscaldamento sotterranei.

L’edificio meglio conservato è l’Antico Teatro, uno dei più grandi del Mediterraneo e in grado di ospitare fino a 15.000 persone.

Famagosta
L’importanza storica della vicina Famagosta è più recente, avendo vissuto la sua età d’oro dal XIII secolo fino al XVI secolo. A partire dal 1291 divenne il cuore pulsante del commercio tra Europa ed Asia. Questo attirò mercanti provenienti da ogni parte d’Europa e la rese una città cosmopolita. Le testimonianze oggi visibili appartengono a questo periodo. La dinastia francese dei Lusignano governò l’isola per tre secoli. Nei successivi 80 anni, durante il periodo veneziano tra il XV e il XVI secolo, fu la città più importante di Cipro.
Cattedrale di San Nicola
Al periodo francese appartiene la Cattedrale di San Nicola, oggi moschea Lala Mustafa Pasi. L’imponente edificio gotico presenta una facciata che ricorda le grandi cattedrali francesi medievali. Dopo la conquista ottomana, la chiesa fu trasformata in moschea: vennero rimossi i simboli cristiani e gli elementi figurativi, mentre furono aggiunti il minareto e il cortile con fontane per le abluzioni. Questa trasformazione ne ha garantito la conservazione, evitando l’abbandono che ha interessato altre chiese di Famagosta.

Mura Veneziane di Famagosta
I veneziani modificarono l’urbanistica di Famagosta, trasformandola in una poderosa fortezza militare per difendersi dagli attacchi dell’impero ottomano. Le vecchie mura vennero ispessite fino a 20 metri e circondate da un fossato di circa 30 metri che rendeva impossibile per i nemici scavare gallerie sotto le fortificazioni. Questo sistema viene considerato uno dei più straordinari esempi di architettura militare rinascimentale. E, infatti, durante l’assedio del 1570-1571, 8000 veneziani riuscirono a resistere all’assedio di 200.000 uomini dell’esercito ottomano per oltre dieci mesi. La città si arrese solo per fame e per mancanza di munizioni. Ancora oggi, lungo le mura, si possono vedere i Leoni di San Marco, simbolo della sovranità della Repubblica di Venezia.

Torre di Otello
Inserita in un bastione angolare delle Mura Veneziane, la celebre Torre di Otello era il “guardiano del mare” all’interno di quel sistema, poiché controllava l’accesso delle navi al porto. La sua fama è di tipo letterario poiché Shakespeare ambientò la sua opera a Cipro e la tradizione ha identificato questo luogo come la dimora del Moro di Venezia.

Palazzo del Provveditore
Il Palazzo del Provveditore era la residenza del governatore militare veneziano dell’isola di Cipro. Oggi ne resta solo la facciata, danneggiata durante il Grande Assedio, dove si possono ancora vedere colonne provenienti dalle rovine dell’antica Salamina, esempio di riutilizzo di elementi classici nell’architettura veneziana.

La Chiesa di San Giorgio dei Greci
La Chiesa di San Giorgio dei Greci, oggi ridotta a rovine, testimonia la stratificazione architettonica generata dall’alternarsi di popoli e culture nella storia di Cipro. Costruita in epoca lusignana, divenne il principale luogo di culto della comunità greco-ortodossa di Famagosta, che la ampliò adottando lo stile gotico francese, pur trattandosi di una chiesa di rito ortodosso, in competizione con la vicina Cattedrale latina di San Nicola.

Il quartiere di Varosha
Varosha, il quartiere a sud della città, rappresenta la mancata rinascita dell’antica gloria di Famagosta. Negli anni ’70 era il motore economico di Cipro: una località capace di attrarre il turismo di lusso, con oltre 100 hotel e numerose ville frequentate dalle star del jet set internazionale. Tutto questo benessere è stato interrotto in un solo pomeriggio, nell’agosto del 1974. Gli abitanti abbandonarono l’area sotto la minaccia dell’avanzata delle truppe turche, convinti che si sarebbe trattato di un allontanamento temporaneo e di poter tornare dopo pochi giorni. Il filo spinato che l’ha recintata, invece, l’ha resa inaccessibile per oltre 50 anni. Varosha è, infatti, stata utilizzata come pedina di scambio da parte di Cipro del Nord, sostenuta dalla Turchia, nei negoziati con la Repubblica di Cipro per ottenere il riconoscimento come entità statale. Nel 2020 la strategia è cambiata: parte dell’area è stata riaperta con finalità turistiche. Il messaggio implicito è che, se Cipro Nord non verrà riconosciuta Varosha sarà gestita direttamente dalle autorità nord-cipriote.

Camminando tra le strade di Varosha si vedono grandi hotel e lussuose ville ridotte a scheletri di cemento, mentre la vegetazione selvaggia si riprende il proprio spazio.

I loghi vintage dei grandi brand raccontano un’epoca passata, mentre il mondo ha nel frattempo cambiato identità visiva.

La spiaggia dorata e l’acqua cristallina contrastano con gli edifici fatiscenti e pericolanti che sorgono alle sue spalle.

Per concludere
Visitare Salamina e Famagosta significa comprendere l’importanza strategica e culturale di Cipro fin dall’antichità e il ruolo che l’isola continua a rivestire nel Mediterraneo orientale. Questi luoghi raccontano secoli di storia, dominazioni e scambi commerciali, offrendo una prospettiva unica sulla ricchezza e la complessità del territorio.

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