Visitare Mdina e Rabat: due anime divise da un fossato

Visitare Mdina e Rabat significa ripercorre la storia dell’isola dai primi insediamenti fino all’arrivo dei Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni. Tappe importanti per comprendere la storia e la cultura locale.
Mdina e Rabat sono due città contigue, suddivise solo da un fossato. Mdina, definita la “Città Silenziosa”, è stata la storica capitale fino all’arrivo dei Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni. Fu scelta come insediamento da tutte le civiltà che vissero sull’isola grazie alla sua posizione strategica: sorge, infatti, su una collina dalla quale era possibile controllare l’arrivo dei nemici. Rabat è, invece, il centro abitato fuori dalle mura che offre uno spaccato della quotidianità maltese.
Mdina
I Cavalieri di Malta, in quanto potenza navale, scelsero al loro arrivo di spostare la capitale a Birgu. Così Mdina perse la sua importanza politica. Dopo il terremoto del 1693, che la distrusse completamente, fu ricostruita in stile barocco maltese per volere del Gran Maestro Ramón Perellos y Roccaful.

Le mura che si vedono dall’esterno sono solo le più moderne, costruite dopo l’arrivo dei Cavaliere dell’Ordine di San Giovanni. In realtà, i primi a fortificare la città furono gli arabi e, successivamente i normanni e aragonesi. Questo fa sì che Mdina presenti una vera e propria stratificazione di mura.

Main Gate
Attraversato il ponte si entra nella Città Silenziosa attraverso il Main Gate che contiene già elementi tipici dell’opulenza barocca e gli stemmi dell’Ordine di San Giovanni e del Gran Maestro Vilhena.

Nella parte interna della porta, invece, sono presenti i bassorilievi dei tre Santi protettori di Mdina: San Paolo, San Publio e Sant’Agata.

Palazzo del Gran Maestro Vilhena
Sul lato destro rispetto all’ingresso si trova, invece, il Palazzo del Gran Maestro Vilhena, un capolavoro in stile barocco parigino. Il portale con le sue maestose colonne ai lati, lo stemma del Gran Maestro e il rilievo decorativo sono gli elementi che gli conferiscono eleganza, maestosità e grandiosità.

Cattedrale di San Paolo
La Cattedrale di San Paolo è la principale struttura religiosa di questo piccolo centro. E’ un edificio che comunica solennità e armonia. La cattedrale è legata alla storia del Cristianesimo maltese che da qui si diffuse su tutta l’isola. Secondo la tradizione, infatti, San Paolo predicò in questa zona e incontrò il governatore Publio, convertendolo al cristianesimo. Per questo motivo San Paolo è uno dei santi patroni dell’isola.

Casa Gourgion
A destra della Cattedrale non si può non notare un edificio molto bello e architettonicamente distante dal barocco prevalente in città: Casa Gourgion, una dimora nobiliare in stile neogotico veneziano.

Palazzo Falson
A sinistra della Cattedrale, invece, c’è Palazzo Falson, uno dei rarissimi edifici medievali sopravvissuti a Mdina. Oggi è un museo che conserva, tra le altre cose, anche 4500 manoscritti di grande valore.

Rabat
Chiesa Collegiata di San Paolo
Quando si esce dal Greek Gate, la seconda porta cittadina, ci si ritrova a Rabat, città legata alla figura di San Paolo a cui è dedicata la Chiesa Collegiata, luogo di pellegrinaggio poiché segna l’inizio del Cristianesimo a Malta.

Le vie di Rabat
Mentre la Città Silenziosa ha un aspetto aristocratico, a Rabat si può osservare uno spaccato autentico della vita maltese. Nei suoi pittoreschi vicoli stretti si scorge la loro quotidianità. Sono pieni di fiori e piante. Non si sentono rumori, quasi fossero disabitati.

In alcune abitazioni sono presenti vetrine religiose, simbolo della devozione cattolica dei maltesi. La religione qui non è soltanto una fede, ma un vero e proprio collante sociale.

Gli angoli delle strade sono ricchi di placche e edicole votive: questo era un modo per chiedere protezione. Nei tempi in cui non esistevano i nomi delle vie, erano anche punti di riferimento urbani.

Ospedale del Santo Spirito
Uno degli edifici più rappresentativi di Rabat è l’Ospedale del Santo Spirito, in quanto uno dei primi esempi di assistenza sull’isola. Fu fondato nel XIV secolo dai Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni. Accoglieva poveri, pellegrini e neonati abbandonati da madri che non erano in grado di crescere i loro figli. Questo fenomeno era piuttosto diffuso a Malta; i padri, appartenenti all’Ordine, non potevano riconoscere i loro figli e, di conseguenza, le madri non avevano i mezzi di farli crescere da sole.

Per concludere
Mdina e Rabat sono tappe rilevanti per comprendere il passato e il presente dell’isola. Rabat mostra anche uno spaccato dello stile di vita dei maltesi fornendo informazioni sulle ragioni storiche del loro modo di essere.

Rispondi