Un’escursione a San Basilio di Palenque

Un’escursione a San Basilio di Palenque permette di scoprire l’unico villaggio colombiano che mantiene la tradizione africana in Colombia.
Durante il XVI e il XVII secolo gli spagnoli portavano gli schiavi dall’Africa al Sudamerica attraverso il porto di Cartagena de Indias. Gli schiavi che riuscivano a fuggire si nascondevano sulle montagne dove creavano degli accampamenti fortificati chiamati Palenque. Solo nel 1713 gli spagnoli dichiararono liberi questi territori che, in oltre due secoli di isolamento, avevano mantenuto la lingua e le tradizioni africane.
La lingua è il palenquero che presenta forti influenze grammaticali e lessicali delle lingue africane bantu. Le insegne e le scritte che si incontrano nelle strade di questo villaggio appartengono all’idioma locale.

La religione professata è un sincretismo tra il cattolicesimo e credenze africane di origine bantu. I tamburi sono strumenti sacri e fondamentali dei riti e rappresentano il ponte tra il mondo dei vivi e quello degli antenati.

La medicina è principalmente basata sull’uso di erbe e rituali spirituali. La figura centrale è il medico naturale, chiamato “o curandero”, che utilizza anche alcune tecniche sciamaniche.

Le case tradizionali, chiamate Bahareque, presentano pareti fatte di un intreccio di canne e legno riempite con fango o argilla. I tetti sono in paglia o foglie di palma. Le decorazioni ai muri rappresentano scene di vita quotidiana palenquera.

Nelle cucine si usano ancora molti strumenti tradizionali.

Si dorme sulle Esterilla, letti fatti di fibre naturali che vengono collocati direttamente sul pavimento o su piattaforme di legno.

Entriamo infine in contatto con le strutture sociali del villaggio; la scuola di San Basilio di Palenque mantiene viva la cultura originaria e la lingua di insegnamento è il palenquero.


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