Visitare Ellis Island e la Statua della Libertà: speranza e lacrime

Visitare Ellis Island e la Statua della Libertà non è solo un’escursione turistica: ha un significato storico e simbolico molto profondo. Sono i simboli di una nuova vita e dell’accoglienza promessa dall’America ai nuovi immigrati.
Ellis Island
Ellis Island è un’isola artificiale situata nella baia di New York. Sebbene esistesse un nucleo naturale originario, la sua superficie è stata ampliata utilizzando i detriti provenienti dagli scavi per la costruzione della metropolitana di New York. Lo spazio realizzato serviva a gestire il massiccio e inaspettato flusso migratorio tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
Da Ellis Island transitarono circa 12 milioni di immigrati che, passando dal Immigration Centre, venivano sottoposti a controlli medici e burocratici volti a verificarne l’idoneità per l’ingresso negli Stati Uniti. Era necessario che i nuovi arrivati fossero sani, abili al lavoro e autosufficienti. Il 98% veniva ammesso, la rimanente parte veniva respinta e dovevano tornare nei loro paesi.
Si raggiunge da Lower Manhattan con il traghetto che parte da Battery Park. Oggi ospita l’Ellis Island National Museum of Immigration, dove è documentata l’esperienza migratoria attraverso materiali video, foto e audio.

I tre piani dell’edificio ripercorrono la storia dell’immigrazione negli Stati Uniti e le tappe dei controlli effettuati sulle singole persone. Alcune aree sono particolarmente toccanti in quanto vengono esposti gli oggetti personali portati dai nuovi immigrati. Esiste anche una “stanza” dedicata alla ricerca, chiamata American Family Immigration History Center, dove si possono cercare i propri antenati.

Nella parte esterna si trova il Wall of Honour, un memoriale che riporta i nomi di coloro che hanno cercato fortuna negli States. Questa è la zona che offre la migliore prospettiva sulla vicina Statua della Libertà.
Il Museo tende ad enfatizzare la possibilità di una vita migliore per chi arrivava negli Stati Uniti. E’ un punto di vista che ho trovato parziale perché non prende in considerazione la paura di chi abbandonava la propria terra natale per dirigersi verso un luogo sconosciuto, privo di punti di riferimento.
Statua della Libertà
Con pochi minuti di navigazione si giunge a Liberty Island, isola celebre in quanto ospita la Statua della Libertà. Il monumento è stato regalato dalla Francia agli Stati Uniti per celebrare i 100 anni d’indipendenza americana. Giunse al porto di New York nel 1885 e fu inaugurato l’anno successivo. La mano destra innalza una torcia, simbolo della luce della libertà, mentre in quella sinistra un libro riporta la data della Dichiarazione d’Indipendenza. Le catene ai piedi sono, invece, il simbolo della liberazione dalla tirannia.
La statua è visibile da diversi punti di New York, sia da terra che da mare. Nell’immaginario collettivo non è un semplice monumento, ma simboleggia l’accoglienza. Infatti era la prima cosa che gli immigrati vedevano dopo settimane di navigazione quando arrivavano in prossimità della terraferma.

Non ho provato vibrazioni positive visitando il Museo dell’Immigrazione e non sono riuscito a cogliere l’emozione storica di cui molti riferiscono, visitando la Statua della Libertà. Quest’ultima mi è apparsa più che altro un esempio del gigantismo che si ritrova un po’ ovunque negli Stati Uniti.

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