Il blu di Chefchaouen

Visitiamo Chefchaouen durante il secondo giorno del mio tour in Marocco. Ci rechiamo nella città blu con un’escursione che parte da Fez. E’ una cittadina di dimensioni medie, situata in a circa 500 metri sul livello del mare.
Un po’ di storia
Nacque come fortezza militare islamica, poi accolse esuli musulmani e ebrei provenienti dalla Spagna, a seguito della caduta di Granada nel 1492. Nel 1920, la Spagna la occupò come parte del suo Protettorato Spagnolo nel nord del Marocco.
In questa fase accolse una seconda ondata di rifugiati ebrei che, si dice, iniziarono a colorare le case di blu poiché questo colore nella loro tradizione simboleggia il cielo e il paradiso.
Probabilmente, però, esiste anche una ragione pratica per aver scelto questo colore. Il blu, infatti, allontana gli insetti e i moscerini di cui la zona è piena, soprattutto in estate.
Infine, il blu ha reso Chefchaouen famosa nel mondo e ciò non fa altro che incoraggiare a continuare la tradizione.
Arrivo in città
Quando arriviamo, vediamo una valle incastonata tra le montagne del Rif. Le case, tutte dipinte con sfumature di blu, sembrano pezzetti di un mosaico che si incastrano l’una sull’altra. Il blu contrasta con il verde della natura rigogliosa delle colline circostanti. E’ un’immagine vivace e pittoresca.

La Medina
La Medina è fatta di vicoli stretti e tortuosi che salgono e scendono intorno alla montagna. In alcuni punti si restringono, non lasciando penetrare la luce solare e l’aria. In queste strade il silenzio regna sovrano, creando un’atmosfera intima e misteriosa. Le facciate delle abitazioni sembrano dipinte a mano, declinate in infinite sfumature di blu. La monocromia è interrotta solo dalle porte in legno e da piccole finestre con grate nere che creano eleganti contrasti. Ogni angolo meriterebbe una fotografia!

La quiete dei vicoli si interrompe bruscamente quando si arriva nella zona commerciale della Medina, vivace e rumorosa. Le botteghe, l’una di seguito all’altra, espongono le loro spezie, la frutta secca, i tappeti decorati a mano, gli accessori in paglia e una miriade di oggetti di artigianato locale, trasformando le strade in un tripudio di odori, sapori e colori!

Piazza Uta el-Hammam
Piazza Uta el-Hammam, il cuore nevralgico della città, è ricca di punti di ritrovo, bar e ristoranti. La sua ampiezza e la sua luminosità contrastano con i vicoli stretti della Medina. Qui il blu degli edifici viene interrotto dalla presenza della Grande Moschea e del suo minareto, color sabbia.

Per concludere
Una città pittoresca e armoniosa che si visita in poche ore. Forse un po’ inflazionata!

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