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Capodanno a Rio de Janeiro

Capodanno a Rio de Janeiro

Da tempo gli amici brasiliani mi invitavano nella loro terra. Avevo sempre desistito a causa delle troppe ore di volo, fino a quando la curiosità ha avuto la meglio sulle mie resistenze. Mi trovo così su un volo che mi porta, per la prima volta nella mia vita, nel sud del mondo durante le vacanze invernali 2012. E’ il mio primo dicembre al sole e la prospettiva è quella di festeggiare il Capodanno a Rio de Janeiro, la città più rappresentativa del Brasile e della sua storia.

Rio de Janeiro, così come la conosciamo noi, è il risultato della crescita demografica ed economica del XVIII secolo; grazie alla sua posizione e al suo essere un porto naturale, giocò un ruolo di primo piano nel trasporto dell’oro che dal Minas Gerais viaggiava verso l’Europa. La sua ulteriore espansione si ebbe allorché i regnanti portoghesi si stabilirono qui, nel 1808, per fuggire dalle invasioni napoleoniche. Questo le conferì una dimensione di città imperiale.

Mappa delle attrazioni

Copacabana

Giungo nella Cidade Maravilhosa il 29 Dicembre, in compagnia di due amici. L’alloggio è a Copacabana, in un hotel vista mare. Dal balcone della camera possiamo già osservare la baia e la sua distintiva forma a mezzaluna, incastonata tra due promontori rocciosi. Si vede anche il famoso Pão de Açúcar. La sabbia bianca e l’acqua azzurra evocano paesaggi tropicali, pur essendo in un contesto fortemente urbanizzato.

Copacabana

Pão de Açúcar

Il Pão de Açúcar è la nostra prima tappa a cui dedichiamo gran parte del pomeriggio. E’ un monolite alto più di 400 metri che prende il suo nome dalla somiglianza con i “pani di zucchero”, contenitori conici utilizzati per trasportare lo zucchero raffinato nel XIX secolo. Per raggiungere la vetta si utilizza la funivia che offre un’esperienza panoramica e immersiva a 360° sulla spiaggia di Copacabana, sul Cristo Redentore e sullo skyline della città carioca.  Volgendo lo sguardo verso Copacabana si può ammirare la spiaggia cittadina in tutta la sua estensione e larghezza.

Pão de Açúcar

Il meglio arriva una volta giunti sulla vetta dove il contrasto tra il verde della foresta pluviale del Parco Nazionale di Tijuca incontra l’architettura urbana dei grattacieli creando immagini coinvolgenti e impressionanti. 

Pão de Açúcar

Escadaria Selarón

Ci spostiamo nel centro storico della città per visitare un’icona della capitale carioca: la Escadaria Selarón, dal nome dell’artista che realizzò, in maniera piuttosto spontanea, quest’opera. Selarón viveva, infatti, in una casa che affacciava sulla scalinata che a quei tempi versava in cattivo stato. Nel 1990, decise di restaurarla utilizzando frammenti di piastrelle di colore blu, verde e gialle, in omaggio al popolo brasiliano per la coppa del mondo. Quello che era inizialmente un semplice passatempo si trasformò nella sua ragion di vita. Infatti, la considerava un’opera viva e per questo continuò a sostituire le piastrelle fino alla sua morte, nel 2013. 

Escadaria Selarón

Cattedrale di Rio de Janeiro

A brevissima distanza c’è la Cattedrale di Rio de Janeiro con la sua architettura che è quanto meno ci si possa aspettare da un edificio religioso. A forma conica, si erge per 75 metri; la sua forma si ispira alle antiche piramidi Maya.

Cattedrale di Rio de Janeiro

L’interno è caratterizzato dalla presenza di quattro vetrate colorate che partono dal pavimento e raggiungono un’altezza di oltre 60 metri.

Cattedrale di Rio de Janeiro

Cristo Redentore e Corcovado

Dopo aver trascorso la prima serata in città, tra samba e caipirinha, nelle sue vibranti e affollate strade, il mattino successivo siamo pronti di buon ora, e con una buona dose di entusiasmo, per recarci al Cristo Redentore, una delle sette meraviglie del mondo moderno. Quando arriviamo ai piedi del Monte Corcovado, ci imbarchiamo sul Trem do Corcovado che è già parte dell’attrazione. Questo convoglio, unico in Brasile, e di cui esistono pochi esemplari nel mondo, utilizza il sistema a cremagliera, ossia un terzo binario dentato che gli permette di superare pendenze estreme. E la pendenza di questo tratto lo è realmente visto che percorre un dislivello di circa 700 metri in circa 20 minuti. L’inclinazione del treno è fortemente percepibile, raggiungendo i 45°

Il tragitto attraverso il Parco Nazionale del Tijuca è memorabile: si attraversa la foresta urbana più grande al mondo dove, tra la vegetazione rigogliosa, si possono avvistare scimmie e piccoli mammiferi..

Si arriva sulla piattaforma dove è collocato il Cristo Redentore che si erge sopra di noi in tutta la sua grandezza e maestosità. Sento una fortissima sensazione di microscopicità mentre sto ai suoi piedi; e non potrebbe essere diversamente visto che la statua raggiunge un’altezza di 38 metri. Le sue braccia allargate, 28 metri tra i due estremi, generano, allo stesso tempo, un forte senso di accoglienza. 

Cristo Redentore e Corcovado

Mentre il Cristo abbraccia il mondo dall’alto, noi non possiamo che goderci la meravigliosa vista che si apre ai nostri occhi; da qui si distinguono chiaramente la sagoma del Pão de Açúcar, le spiagge di Copacabana e persino il Maracanã, tempio del calcio brasiliano.

Corcovado

Parco Nazionale della Tijuca

E visto che ci siamo non possiamo certamente fare a meno di addentrarci nel Parco Nazionale della Tijuca, percorrendo un breve sentiero che ci porta in pochissimi istanti dalla dimensione metropolitana al polmone verde della città, circondati solo da alberi, uccelli e piccoli mammiferi.

Parco Nazionale della Tijuca

Laguna Rodrigo de Freitas

Dalla piattaforma del Cristo Redentore possiamo osservare anche la Laguna Rodrigo de Freitas, la tappa successiva. Uno specchio d’acqua circondato da montagne nel cuore della città. Un luogo ideale dove trascorrere dei piacevoli momenti di relax, magari per pranzare. 

Laguna Rodrigo de Freitas

Ipanema e le altre spiagge

Non si può dire di aver goduto pienamente della città se non si trascorre qualche ora nelle spiagge brasiliane. E per il terzo giorno a Rio de Janeiro, noi scegliamo Ipanema, una delle zone d’elite della capitale carioca. Sullo sfondo di ville e palazzi residenziali sorge il calçadão, un lungomare iconico per il suo design a onde bianche e nere, fatto di pietre portoghesi. In spiaggia, l’atmosfera è festosa. Tra un tuffo e un pò di sole, mi accorgo di essere pienamente entrato nel ritmo locale quando decido  di dissetarmi con acqua di cocco.

Ipanema

Il Réveillon a Rio de Janeiro

Intanto la città si prepara a festeggiare il nuovo anno, il Réveillon. Milioni di persone si riversano in strada e sulle spiagge di Copacabana a ritmo di samba, accompagnate da fuochi d’artificio e spettacoli musicali. Offrono fiori a Iemanjá, la dea del mare della tradizione del Candomblé. Esiste un dress code per questa notte speciale: bisogna vestirsi di bianco come segno di pace, purificazione e rinascita.

Il Réveillon a Rio de Janeiro

Ho trovato questo evento spettacolare, originale e, perfino, sobrio rispetto alla spettacolarizzazione che, nell’immaginario comune, fa parte del  Brasile. Forse per questa ragione ho sentito delle vibrazioni estremamente positive che mi hanno accompagnato anche nei giorni successivi e mi hanno fatto iniziare il 2013 nel migliore dei modi.

Per concludere

Con la sua miscela di grattacieli che sorgono tra montagne, spiagge e foresta pluviale, unite alle meno belle, ma sicuramente caratteristiche favelas, Rio de Janeiro è una metropoli unica e inimitabile nel panorama mondiale. Un contrasto forte tra ricchezza e povertà, accompagnato da uno stile di vita vibrante e legato alla socialità. Se dovessi scegliere un unico posto da visitare nella mia vita, questo sarebbe la città carioca.

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