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Cosa vedere ad Hoi An: la città delle lanterne!

Cosa vedere ad Hoi An: la città delle lanterne!

Patrimonio UNESCO dal 1999, rappresenta il luogo d’incontro tra le diverse culture — asiatiche e occidentali — che si sono susseguite in Vietnam nel corso dei secoli. Ma cosa vedere ad Hoi An? Dalla convivenza storica di architetture cinesi, giapponesi e francesi alla tradizione artigianale delle celebri sartorie, fino all’antica usanza delle lanterne lasciate galleggiare sul fiume Thu Bon come gesto di buon auspicio: ogni angolo della città racconta una storia fatta di commercio, spiritualità e bellezza senza tempo.

Mappa della attrazioni

Lanterne sul fiume

Le lanterne sul fiume Thu Bon sono l’immagine più conosciuta di Hoi An, un rituale che trasforma la città in un luogo quasi sospeso tra realtà e magia.

La tradizione delle lanterne risale al XVI secolo, quando i mercanti giapponesi e cinesi si stabilirono in città portando con sé l’usanza di appendere lanterne davanti alle abitazioni come simbolo di buon auspicio e protezione per i propri affari. Nel tempo, gli artigiani vietnamiti le reinterpretarono utilizzando materiali locali: la seta al posto della carta e strutture in bambù per le intelaiature, dando vita a uno stile unico e riconoscibile.

Lanterne a Hoi An

Il gesto di rilasciare le lanterne sull’acqua è invece legato alla tradizione buddista e rappresenta il lasciar andare le negatività del passato per fare spazio alla fortuna futura. Le lanterne galleggianti sono più semplici e spesso realizzate in carta colorata a forma di fiore di loto; al centro viene inserita una piccola candela accesa prima di affidarle alla corrente del fiume.

Quando migliaia di lanterne vengono liberate contemporaneamente sul Thu Bon, la superficie dell’acqua si riempie di luci tremolanti che creano scie luminose e riflessi suggestivi, rendendo la scena uno degli spettacoli più iconici e fotografati del Vietnam.

Lanterne sul fiume

Città vecchia di Hoi An

La città vecchia di Hoi An è un autentico museo a cielo aperto che, attraverso un affascinante intreccio di stili architettonici, racconta il passato di questo antico porto commerciale. A differenza di molte altre città vietnamite, Hoi An è riuscita a sfuggire quasi completamente alle devastazioni delle guerre, conservando intatto il fascino degli antichi villaggi del Vietnam centrale. 

Le strade del centro storico sono caratterizzate da edifici dipinti nelle tipiche tonalità giallo ocra, tetti in tegole e dalle tradizionali case a tubo: abitazioni strette in facciata ma sviluppate in profondità, spesso organizzate attorno a cortili interni pensati per favorire il passaggio della luce e dell’aria.

Città vecchia di Hoi An

Ponte coperto giapponese

Il Ponte Coperto Giapponese è il simbolo più riconoscibile di Hoi An. Fu costruito intorno al 1590 dai mercanti giapponesi per collegare il loro quartiere con quello della comunità cinese, allora molto attiva nel porto commerciale della città.

La struttura è realizzata in legno e pietra, con una copertura in tegole grigie e rosse che le conferisce un aspetto elegante e sospeso nel tempo. Attraversandolo si percepisce ancora oggi l’atmosfera storica di scambio e convivenza tra culture diverse. 

Il ponte si riflette sul canale sottostante creando un’immagine particolarmente pittoresca, soprattutto al tramonto o la sera, quando le lanterne illuminate rendono l’intera area ancora più suggestiva.

Ponte coperto giapponese

Le case di legno

La presenza di 1.107 case in legno nel centro storico rende il cuore di Hoi An unico nel suo genere. Queste abitazioni rappresentano una testimonianza concreta dell’integrazione tra culture diverse che hanno attraversato e vissuto quest’area nel corso dei secoli.

L’influenza giapponese si riconosce nell’architettura dei tetti, mentre quella cinese è evidente nelle decorazioni e nella presenza di santuari dedicati agli antenati, ancora oggi curati dalle famiglie locali. I vietnamiti, invece, hanno contribuito con la loro maestria nelle tecniche di incastro del legno, pensate per resistere all’umidità e al clima tropicale.

Le case di legno

Queste costruzioni nascevano come vere e proprie case-bottega. La facciata, spesso molto stretta per motivi fiscali — poiché le tasse venivano calcolate in base alla larghezza dell’immobile — fungeva da spazio commerciale: qui il mercante accoglieva i clienti, esponeva le merci e concludeva gli affari.

La parte centrale della casa, separata da un cortile interno, era destinata al magazzino, mentre il retro ospitava gli ambienti privati della famiglia. 

Le case di legno

Sala Riunioni della congregazione cinese del Fujian

La Sala Riunioni della Congregazione Cinese del Fujian fu costruita nel 1690 come luogo d’incontro tra i mercanti provenienti al Fujian, per trasformarsi successivamente in un tempio dedicato a Thien Hau, la dea del mare che protegge marinai e mercanti. Il suo ingresso monumentale rosa spicca tra le mura gialle di Hoi An.

Sala Riunioni della congregazione cinese del Fujian

All’interno è ricca di animali mitologici realizzati con mosaici colorati, simboli di buon auspicio nella cultura cinese. Il drago, in particolare, veniva considerato dai mercanti come un animale da venerare per essere protetti da piogge e tempeste.

Sala Riunioni della congregazione cinese del Fujian

Laboratori di seta

I laboratori di seta sono una delle esperienze più interessanti da vivere a Hoi An. Qui è possibile osservare da vicino l’intero ciclo produttivo della seta, che parte dall’allevamento del baco e arriva fino alla tessitura finale, realizzata ancora oggi con antichi telai in legno capaci di creare trame complesse e raffinate.

Visitare questi laboratori significa entrare in contatto con una tradizione artigianale profondamente radicata nella cultura locale, dove ogni fase del processo viene eseguita con tecniche tramandate nel tempo. Molti di questi spazi funzionano anche come atelier sartoriali: è infatti possibile farsi confezionare abiti su misura da esperte sarte locali, scegliendo tessuti, colori e modelli direttamente sul posto.

Questa combinazione di produzione tradizionale e sartoria personalizzata rende Hoi An una delle mete più apprezzate del Vietnam per chi cerca non solo souvenir, ma anche un’esperienza autentica legata all’artigianato.

Laboratori di seta

Villaggio di Tra Que

Appena fuori dal centro storico, il villaggio di Tra Que offre una prospettiva più rurale e autentica della regione centrale del Vietnam. Questo piccolo villaggio agricolo è famoso per le sue coltivazioni di erbe aromatiche e ortaggi, ingredienti fondamentali della cucina locale.

Passeggiando tra i campi ordinati si possono osservare i contadini al lavoro secondo tecniche tradizionali tramandate da generazioni. Le erbe coltivate a Tra Que vengono distribuite quotidianamente ai ristoranti della città e contribuiscono ai sapori freschi e intensi dei piatti tipici di Hoi An, dai noodle alle zuppe aromatiche.

Villaggio di Tra Que

An Bang Beach

Per chi desidera concedersi una pausa al mare durante un viaggio nel Vietnam centrale, An Bang Beach è una delle spiagge più piacevoli nei dintorni di Hoi An. Qui è possibile rilassarsi tra sabbia chiara e acqua limpida, lontano dal ritmo più vivace del centro storico.

L’area è ricca di ristoranti, bar e piccoli stabilimenti affacciati sulla spiaggia, perfetti per una pausa pranzo vista mare oppure per un aperitivo al tramonto. Grazie alla sua atmosfera tranquilla e informale, An Bang Beach rappresenta una meta ideale per alternare giornate culturali a momenti di relax.

An Bang Beach

Santuario My Son

A circa 40 chilometri da Hoi An, il Santuario My Son è uno dei siti archeologici più affascinanti del Vietnam. Costruito tra il IV e il XIV secolo, rappresentava il principale centro spirituale del Regno Champa, antica civiltà di origine malese-polinesiana che dominò il Vietnam centrale e meridionale per oltre dieci secoli.

I Cham, celebri navigatori e mercanti, professavano la religione induista e dedicarono il santuario al dio Shiva. Ancora oggi il sito conserva numerosi templi in mattoni rossi, costruiti con una tecnica sorprendente: le strutture furono assemblate senza l’utilizzo di malta, un metodo che continua a essere oggetto di studio da parte degli archeologi.

Uno degli aspetti più suggestivi di My Son è il contesto naturale in cui sorge. I templi emergono infatti all’interno di una foresta lussureggiante, circondati da montagne considerate sacre dal popolo Cham. Questa combinazione di spiritualità, storia e natura rende il santuario una delle escursioni più interessanti da fare partendo da Hoi An.

Santuario My Son

Marble Mountains

Sempre nei dintorni di Hoi An, le Marble Mountains sono un gruppo di cinque rilievi calcarei, ciascuno dedicato a uno dei cinque elementi della filosofia orientale: Metallo, Legno, Acqua, Fuoco e Terra.

La montagna più visitata è Thuy Son, conosciuta come la Montagna dell’Acqua. Qui si trovano antiche pagode, scalinate scavate nella roccia e spettacolari grotte naturali aperte verso l’alto, dove la luce filtra creando suggestivi giochi luminosi sugli altari buddisti e sulle statue custodite al loro interno.

L’atmosfera mistica del luogo nasce proprio dall’incontro tra spiritualità e natura: pagode, santuari e sculture sembrano emergere direttamente dalla montagna, rendendo questo luogo estremamente affascinante.

Marble Mountains

Hai Van Pass

Lasciandosi Hoi An alle spalle, il paesaggio del Vietnam centrale cambia rapidamente tra montagne verdeggianti e scorci spettacolari sul mare. È qui che si incontra il celebre Hai Van Pass, conosciuto anche come “Passo delle Nuvole”.

Questo tratto panoramico lungo circa 21 chilometri attraversa montagne lussureggianti che sembrano tuffarsi direttamente nel Mar Cinese Meridionale, offrendo alcuni dei panorami più suggestivi del Paese. Tra curve panoramiche, nuvole basse e viste sulla costa, l’Hai Van Pass è considerato una delle strade più spettacolari del Vietnam centrale.

Hai Van Pass

Laguna di Lap An

Ai piedi dell’Hai Van Pass, la Laguna di Lap An regala un paesaggio poetico e tranquillo. Le sue acque salmastre riflettono le nuvole e le montagne circostanti creando scenari quasi surreali, particolarmente suggestivi al tramonto.

L’area è conosciuta anche per l’allevamento delle ostriche e rappresenta un ottimo luogo per osservare la vita quotidiana dei pescatori locali, tra barche tradizionali, reti stese al sole e piccoli villaggi affacciati sulla laguna. 

Laguna di Lap An

Per concludere

Visitare Hoi An significa immergersi in un Vietnam fatto di atmosfere lente, tradizioni antiche e paesaggi capaci di sorprendere a ogni passo. Tra lanterne che illuminano il fiume Thu Bon, case storiche in legno, mercati profumati di spezie e spiagge tropicali poco distanti, la città riesce a unire cultura, spiritualità e vita quotidiana in modo autentico.

Hoi An è una destinazione da vivere con calma: passeggiando senza meta nel centro storico, osservando il lavoro degli artigiani, assaggiando la cucina locale o esplorando i paesaggi del Vietnam centrale tra montagne, lagune e siti archeologici.

Questo equilibrio tra storia, bellezza e semplicità rende Hoi An una tappa imprescindibile per chiunque voglia scoprire l’anima più suggestiva del Vietnam.

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