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Belgrado, una città eclettica!

Fortezza Kalemegdan

Tutte le volte che ho messo piede nei paesi balcanici ho provato emozioni forti e inaspettate. Sebbene l’impatto non sia mai stato semplice, questi viaggi sono stati profondamente educativi. I suoi abitanti raccontano la loro storia con grande pathos mettendo a nudo le loro ferite così come le loro vittorie, ma soprattutto la consapevolezza della fragilità del proprio destino. Qui, più che altrove, si considera la stabilità un privilegio non garantito: tutto può cambiare da un momento all’altro e ciò che si è ottenuto può svanire nel nulla.

Belgrado non fa eccezione: la mia generazione l’ha conosciuta come capitale della Jugoslavia. Poi è stata capitale della Repubblica Federale di Jugoslavia e della Serbia-Montenegro. Dal 2006 è capitale della Serbia. Può sembrare solo un cambio di nomenclatura, ma per chi lo vive in prima persona è, invece, un cambio dei propri punti di riferimento.

Arrivo a Belgrado ad inizio 2026, come tappa di un viaggio che tocca tre paesi dell’ex Jugoslavia.

La “Porta dei Balcani”, come viene soprannominata, è stata per secoli il punto d’incontro tra l’Europa Asburgica e l’Impero Ottomano. Ed è qui che inizia la narrazione di eventi storici importanti che, visitando Belgrado, possono essere toccati con mano. Geograficamente sorge nel punto di incontro tra i fiumi Sava e Danubio, linea di confine tra due imperi che hanno dominato l’Europa per oltre cinque secoli. Fu conquistata e riconquistata dagli uni o dagli altri svariate volte. In seguito, è stato il palcoscenico dell’atto iniziale della Prima Guerra Mondiale con l’attacco dell’Austria al Regno di Serbia. 

Come di consueto, affido il mio primo approccio ad un free walking tour, scelta che qui si rivela più utile che mai per identificare chiaramente i luoghi dove questi eventi si sono verificati.

Mappa delle attrazioni

Fortezza Kalemegdan

La Fortezza è il simbolo della città. Sorge sulla collina che si affaccia nel punto d’incontro tra il Danubio e la Sava ed è stata lo scenario di oltre 100 battaglie nel corso di due secoli: tra XVI e XVIII secolo, Ottomani e Austriaci si fronteggiavano dalle rive opposte.

Fortezza Kalemegdan

Porta Strambol è l’accesso principale. L’elemento più iconico è la Torre dell’Orologio, chiaramente influenzata dallo stile architettonico germanico.

Porta Strambol

I suoi bastioni sono doppi e costruiti con materiali robusti come la pietra e i mattoni.

Fortezza Kalemegdan

Parco Kalemegdan 

Quella che un tempo era una struttura militare, oggi è un parco e un museo a cielo aperto, un luogo amato dai cittadini di Belgrado. Tra i suoi spazi verdi si incontrano resti romani e monumenti ottomani. Lungo i fossati sono esposti, invece, carri armati e pezzi di artiglieria della Prima e Seconda Guerra Mondiale. Il Viktor è il monumento più maestoso del parco: una statua in bronzo di oltre quattro metri che commemora le vittorie che, ad inizio del XX secolo, permisero alla Serbia di acquisire nuovi territori ed espandersi.

Parco Kalemegdan 

Cattedrale di San Michele Arcangelo

A breve distanza dalla Fortezza si trova la Cattedrale di San Michele Arcangelo, di fede ortodossa, particolarmente rilevante in quanto è considerata un simbolo della resistenza serba. Qui sono sepolti importanti sovrani locali e i padri della lingua serba moderna. 

Cattedrale di San Michele Arcangelo

Ulica Knez Mihailova

Sempre nella parte alta di Belgrado sorge la grande Ulica Knez Mihailova, la principale isola pedonale e commerciale della città. E’ piena di edifici appartenenti a diversi stili architettonici come l’art nouveau, il neoclassico e, ovviamente, il brutalismo del periodo comunista. 

Ulica Knez Mihailova

Nonostante gli edifici appaiono come un mosaico disordinato di stili, l’area risulta gradevole e vivace grazie alla presenza di numerosi caffè, ristoranti e negozi. E’ molto frequentata e, nel periodo natalizio, resa ancora più vibrante dalla presenza di artisti di strada ed esibizioni che creano un clima di festa intorno ai pedoni.

Ulica Knez Mihailova

La sera diventa suggestiva grazie alle originali installazioni luminose natalizie: centinaia di ombrelli colorati sono collocati in alto per tutta la lunghezza della via, rendendo l’ambiente magico e fiabesco.

Ulica Knez Mihailova

Piazza della Repubblica

Alla fine di Ulica Knez Mihailova c’è Piazza della Repubblica, considerata il luogo più importante della città per ragioni storiche, politiche e culturali. Al centro, il Monumento al Principe Mihailo celebra la sovranità serba a seguito della liberazione dal dominio ottomano.

Piazza della Repubblica

Sul perimetro sorgono vari edifici tra cui il Museo Nazionale di Serbia e il Teatro Nazionale. Anche qui gli stili architettonici sono molteplici: come detto, la città è stata, nel corso dei secoli, sotto diversi domini per periodi non prolungati e ad ogni cambiamento seguiva la distruzione dei simboli dei precedenti dominatori. Ciò non ha permesso l’affermazione di un’unica architettura dominante.

Piazza della Repubblica a Belgrado

Skadarlija

Anche Belgrado ha il suo angolo bohémien, un’area fatta di vie acciottolate dall’aspetto vintage: il suo nome è Skadarlija. Tra osterie tradizionali che prendono il nome di kafanas, gallerie d’arte e negozi vintage, è facile incontrare artisti di strada e musicisti che rendono l’atmosfera suggestiva. E’ un luogo dove ci si ferma volentieri per fare un aperitivo o per cenare.

Skadarlija

Moschea Bajrakli

A brevissima distanza si incontra la Moschea Bajrakli, unica superstite delle 270 che popolavano la città durante il dominio ottomano. Le altre sono andate distrutte durante le guerre austro-turche e a seguito dell’indipendenza serba poiché la popolazione desiderava liberarsi dei simboli di un dominio che considerava oppressivo.

Moschea Bajrakli

Piazza Terazije

E’ interessante passare da Piazza Terazije per osservare i suoi lussuosi palazzi storici. Tra questi il più iconico è quello che ospita l’Hotel Moskva. Risale al 1908 ed è un capolavoro dell’art nouveau. La sua facciata è decorata con 3600 piastrelle verdi e gialle che lo rendono di grande impatto visivo.

Piazza Terazije

Il Tempio di San Sava

Nella capitale serba si trova la più grande chiesa ortodossa dei Balcani: il Tempio di San Sava. La sua costruzione è iniziata nel 1935 e la sua apertura è avvenuta solo nel 2004, ma la parte esterna è ancora in fase di completamento. Chiaramente ispirata alla Basilica di Santa Sofia di Istanbul, fu progettata per affermare l’indipendenza del popolo serbo e della sua chiesa, una forma di riscatto storico. Le sua imponenza la rende visibile anche a lunga distanza.

Il Tempio di San Sava

Zemun

Bisogna un pò allontanarsi dal centro storico, e andare oltre il punto di incontro tra il fiume Sava e il Danubio, per visitare il quartiere Zemun. Questa fu la zona presidiata dall’impero austro-ungarico per oltre due secoli e la sua architettura ne è la testimonianza. Passeggiando tra le sue case basse con i tetti spioventi in tegole e le sue chiese con i campanili metallici, tipici del barocco asburgico, sembra di stare in un’altra città, o forse in un’altro paese. La visita di questo quartiere è, a mio parere, fondamentale per comprendere la reale identità storica e culturale della capitale serba.

Zemun

Belgrado Waterfront

Il Belgrade Waterfront èuno dei più grandi progetti di rigenerazione urbana dell’Europa Centrale e orientale: nasce per trasformare un’area abbandonata in un distretto cosmopolita. La sponda destra del fiume Sava appare già adesso, a progetto non ancora ultimato, una delle zone più all’avanguardia del mondo. Qui le luci dei grattacieli di recente costruzione si specchiano nelle acque del fiume creando un ambiente elettrizzante. Colpisce la sua somiglianza con metropoli extra europee. Ancora più spiccata è la contrapposizione rispetto agli edifici brutalisti che sorgono alle sue spalle.

Belgrado Waterfront

Per concludere

Belgrado è un raro esempio di eclettismo in cui si fonde architettura e cultura ottomana, austro-ungarica, comunista e post moderna. Il suo contrasto dinamico le conferisce unicità e, pur non possedendo i cosiddetti luoghi da cartolina., è assolutamente una tappa fondamentale nel curriculum dei viaggiatori. Una città che deve essere tenuta in considerazione anche nel futuro prossimo per scoprire come si evolverà e quale nuova fisionomia assumerà.

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